VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
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Derivati e banche d’affari, Padoan corre ai ripari ma è rischio super-esborsi
Il Tesoro, esposto per 160 miliardi, ripropone una misura ad hoc. Unimpresa: conti pubblici consegnati agli avvoltoi speculatori
Sappiamo che i derivati, sotto varie forme, sono titoli puramente speculativi (sono scommesse su ogni fenomeno - umano o naturale - sono come minino 12 volte il PIL mondiale, la ricchezza prodotta da tutte le nazioni. Le finanziarie e le banche che manovrano questa liquidità (milioni di dollari) attraverso operazioni automatiche, in frazioni di secondo o secondi, con i computer - senza riferirsi a scambi e produzioni di beni reali - é evidente che condizionano le attività produttive e l'economia. Giocare con questi titoli é come giocare contro il banco - alla fine si perde sempre.(ndr.).
ANDREA GRECO – La Repubblica
MILANO - Ci risiamo. Dopo il tentativo naufragato un anno fa, il governo prova con nove righe all'art. 33 comma 1-bis a inserire nella Legge di Stabilità forme di garanzia bilaterali con le banche d'affari controparti nei derivati del Tesoro, che ammontano a 160 miliardi di euro. Per il legislatore è una misura che "adegua la gestione del debito ai nuovi orientamenti regolamentari, favorendo un più agevole collocamento dei titoli di Stato", e "potrebbe produrre un differenziale positivo di interessi attivi". Fonti del Tesoro poi sottolineano come l'opzione sarà "facoltà e non obbligo", da applicare a nuove emissioni in dollari (che lo richiedono) e a contratti esistenti "da selezionare con moderazione" previo futuro decreto ministeriale.
