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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Economia liberista o della scuola di Chicago

Federico Rampini – La Repubblica

Questi pensatori sostengono che l’autorità pubblica è il problema ed esaltano l’equilibrio e lo sviluppo del libero mercato regolato da una “mano divina”. Non contrapponiamo un’altra ideologia. che il pubblico è sempre meglio. Rivendichiamo, la possibilità di cambiare visto che finora le banche e le finanziare hanno fatto i loro sporchi interessi truffando, con ruberie e legalizzando i loro comportamenti. L’autorità pubblica può effettuare dei controlli con più efficacia in base ad una determinata politica economica e i cittadini, se si accorgono che ciò non funziona, possono alle elezione successive votare per un altro partito con un’altra politica economica . Non si tratta di intervenire quando i buoi sono scappati dalla stalla, ma di assegnare alle banche e alle finanziarie il ruolo che avevano fino agli anni ’80. La creazione e la gestione di moneta e del credito può essere riservata solo allo stato e non lasciata a organizzazioni private i quali per definizioni fanno i loro interessi avendo in parlamento i loro diretti rappresentanti e condizionando la politica (ndr.)

Cito una storia vecchia, ma il cui andamento non è cambiato nel tempo: in ambito Ue il Parlamento e la Commissione Europea hanno efficacemente contribuito alla finanziarizzazione dell’impresa imponendo l’adozione dal 1° gennaio 2005 di nuove norme contabili internazionali chiamate, si badi bene, International Financial Reporting Standard (IFRS). La vicenda di queste norme costituisce di per sé un capitolo avvincente della subordinazione del potere politico al capitalismo finanziario. Queste norme sono state redatte , grazie ad una sorta di appalto da parte della CE, da un gruppo privato di esperti, per la maggior parte anglosassoni, l’International Accounting Standards Board (che fino al 2001 si chiamava International Accounting Standards Committee). Che un’entità delle dimensioni economiche e sociali della UE affidi ad un gruppo rigorosamente privato la redazioni di norme contabili internazionali che vincolano tutte le sue imprese costituisce di per sé un fatto inaudito (vedi cap IV de “Con i soldi degli altri” di L. Gallino) (ndr.)

Nel mio piccolo, posso dire di averlo sempre subodorato? Poiché risiedo all’estero, e lo stipendio mi viene accreditato in valuta straniera, ho sempre guardato con sospetto il tasso di cambio che mi viene applicato dalle banche. Quando Obama riuscì a far varare dal Congresso un’authority per la tutela dei clienti delle banche, mandai una segnalazione che si sarà persa fra altre migliaia di lamentele dei correntisti defraudati. Ma le vessazioni ai miei danni sono noccioline.

Di ben altra portata è la manipolazione dei cambi che ha portato alla condanna di colossi quali JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Ubs, Barclays. L’accusa è di avere formato un cartello truccando le operazioni di cambio di valute, ai danni dei clienti. Il mercato più liquido del mondo era degno del nome di questa rubrica: un Far West. I capi del cartello erano così spudorati da usare una banale chat-room per scambiarsi opinioni, dritte. L’esistenza della cupola non era un segreto nell’ambiente del Forex. I colleghi la chiamavano senza fantasia The Mafia. Azzeccato. Ora sei banche devono pagare multe di 4,3 miliardi di dollari alle autorità di New York, Londra, Bruxelles. Siamo solo all’inizio, perché le banche saranno sommerse dalle richieste d’indennizzo dei clienti defraudati. Siamo alla replica dello scandalo del Libor, il tasso universale che veniva manipolato dalle banche. O di tanti altri scandali, esplosi prima durante e dopo il crac sistemico dei mutui subprime. Il problema è questo. Ruberie e scandali si susseguono. Le maxi-multe pure. Dovrebbe essere chiaro che la strategia delle sanzioni è inefficace. I nomi delle stesse banche continuano a comparire in nuove inchieste. Pagano le multe, e ricominciano ad essere The Mafia.

Le verità è che le multe non le pagano loro, ma noi. Le sanzioni pecuniarie vengono spalmate prima di tutto sugli azionisti, molti dei quali sono ignari piccoli risparmiatori che magari hanno investito nei titoli bancari attraverso fondi comuni e fondi pensione. Prima o poi, il conto verra` trasferito anche sulla clientela dei depositanti attraverso nuove commissioni, nuovi balzelli. E’ un problema annoso, che dovrebbe imporre un riesame dei castighi e delle pene. La via maestra è puntare sulle sanzioni penali, e colpire ad personam banchieri, top manager, trader, capi delle sale cambi. Duole dirlo perche` non bisognerebbe essere forcaioli né vendicativi, ma è ormai chiaro che solo il carcere può avere un qualche effetto dissuasivo. ........................................... Barack Obama: è riuscito dopo mille difficoltà a varare un’authority per tutelare i clienti delle banche.

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