VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

Chiara Saraceno- La Repubblica
Concordo con il taglio di questo intervento perché non è una lagna, una rivendicazione, un dar la colpa a qualcuno, un dire che tutto non va . Lo sport delle persone é dir male di tutto e di tutti pur di avere un assenso.Basta:non se ne può più!!! Sappiamo la gravità della situazione economica e sociale, per questo se si vuole governare si tratta di dire con onestà ai cittatidini che si affronteranno prioritariamnte alcne questioni e successivamente, quando ci saranno i soldi, le altri;la buona politica é fatta di priorità, gestione delle contraddizioni, e successivi interventi (ndr.)
È APPREZZABILE che nella legge di Stabilità vi siano misure di sostegno al reddito, a complemento di quelle destinate a chi perde il lavoro. Mentre, tuttavia, per quanto riguarda queste ultime il Jobs Act delinea un opportuno processo di generalizzazione in prospettiva universalistica, con una prestazione — l'Aspi — uguale a chi si trova in condizioni simili, le misure di sostegno a redditi modesti e a chi si trova in povertà continuano a seguire la logica della frammentazione più o meno casuale e categoriale. Anche per questo, lasciano fuori una parte rilevante di poveri, inclusi minori poveri.
La prima misura è la conferma degli ottanta euro mensili di detrazione fiscale destinati ai lavoratori dipendenti a basso reddito (individuale). Viene confermata la tripla esclusione dei lavoratori autonomi a basso reddito e dei lavoratori dipendenti con reddito così basso da essere incapienti, quindi da non poter fruire di nessuna detrazione, e dei pensionati, sempre a basso reddito.
La seconda misura è una novità: il cosiddetto bonus bebé, 80 euro mensili per tre anni per ogni nuovo figlio che entri, per nascita o per adozione, in una famiglia a basso reddito Isee (25mila euro annui). Nel caso di famiglie in povertà assoluta (fino a 7mila euro annui) l'importo è raddoppiato. Argomentata come incentivo alla natalità, questa misura è più propriamente un sostegno temporaneo al costo di un nuovo figlio per chi ha redditi molto bassi. Ma i bisogni dei figli minorenni nelle famiglie povere — più di un milione e quattrocentomila in povertà assoluta — continuano a rimanere fuori dall'agenda, a meno, appunto, che non nascano, o vengano adottati, nel 2015 e solo per tre anni, oppure se hanno almeno altri due fratelli/sorelle tutti minorenni. In quest'ultimo caso, i loro genitori potrebbero fruire dell'assegno per il terzo figlio. Gli ottanta euro per i nuovi nati, infatti, si aggiungono all'assegno per i terzo figlio destinato alle famiglie a basso reddito con almeno tre figli tutti minori e all'assegno al nucleo famigliare desti- nato alle famiglie di lavoratori dipendenti a basso reddito. Si tratta, quindi, di tre istituti diversamente categoriali, scoordinati persino nei tetti di reddito, che in un modo o nell'altro lasciano appunto fuori gran parte dei bambini e ragazzi in situazione di povertà e i loro genitori.
Per evitare che troppi rimangano scoperti e per garantire continuità, sarebbe stato più opportuno utilizzare i fondi reperiti per il bonus bebé per procedere ad una riforma del sistema, inefficiente e frammentato, di sostegno al costo dei figli, anche solo limitatamente alle famiglie a basso reddito.
Vale la pena di contrastare questa perdurante distrazione nei confronti dei bambini e ragazzi sopra i tre anni con il dato, non sufficientemente pubblicizzato, del lavoro di minori sotto i 14 anni. Secondo i dati Inail, nel 2013, 63.828 minori di 14 anni hanno subito un infortunio sul lavoro, il 9.19% di tutti gli infortuni di quell'anno: un numero pressoché stabile nell'ultimo triennio (ma aumentato rispetto al 2009), a fronte di una diminuzione in tutte le altre fasce di età. Si tratta della punta di un iceberg, dato che questi bambini non avrebbero dovuto neppure lavorare, a norma di legge. Piccole vittime di una guerra di sopravvivenza quotidiana. Ce ne saranno stati molti di più che hanno lavorato e lavorano senza subire infortuni o, peggio, senza che il loro infortunio sul lavoro sia stato denunciato come tale. Bambini e ragazzi che non solo non hanno risorse adeguate per una crescita rispettosa dei loro bisogni, ma devono farsi carico precocemente della responsabilità di procacciare un reddito qualsiasi per la propria famiglia.
A fronte dell'aumento della povertà — dei minori, ma anche degli adulti — la legge di Stabilità sembra aver accantonato del tutto il progetto di messa a regime e ridefinizione della nuova social card, attualmente sperimentata in 12 grandi comuni e destinata a famiglie in condizione di povertà grave (3000 euro di Isee) con almeno un figlio minore e tantomeno l'introduzione di una vera misura di sostegno al reddito di chi si trova in povertà, a prescindere che abbia figli minori e dalla sua storia lavorativa. Si è invece preferito, da un lato, aumentare di un poco il finanziamento della vecchia social card da 40 euro mensili, quella destinata agli anziani ultrasessantacinquenni e, di nuovo, ai bambini sotto i tre anni, dall'altro istituire un nuovo fondo di 45 milioni di euro per «buoni per l'acquisto di beni e servizi a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiore a quattro in possesso di una situazione economica corrispondente a un valore dell'Isee... non superiore a 8.500 euro annui». Non è chiaro, peraltro, se si tratti di una nuova social card categoriale e chi e come l'amministrerà.
Proprio quando sarebbe necessario razionalizzare le risorse per renderne più efficiente ed efficace l'uso, nel settore del contrasto alla povertà si continua con la politica dei frammenti incomunicanti, nonostante la retorica delle riforme e dell'innovazione.
Secondo i dati Inail nel 2013 63.828 minori di 14 anni hanno subito un infortunio Una cifra pari al 9.19% del totale degli incidenti di quell'anno
