VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
Il Nobel per l’economia ad Angus Deaton
Tullio Jappelli - La Voce Info
Angus Deaton ha ricevuto il Nobel per l’economia per i suoi contributi fondamentali all’analisi della domanda di consumo. E ha dimostrato una straordinaria capacità di essere allo stesso tempo un raffinato teorico, un eccellente statistico e uno studioso attento ai fenomeni economici e sociali.
La domanda di consumo nell’analisi di Deaton
Il premio Nobel per l’economia è stato attribuito ad Angus Deaton per i suoi contributi fondamentali all’analisi della domanda di consumo. Il consumo è la componente principale della domanda aggregata e quindi studiarlo coglie alcuni tra gli aspetti principali del sistema economico. Per la profondità dell’analisi e la capacità di sottoporre a verifica empirica le ipotesi teoriche, Deaton rappresenta davvero un esempio di economista completo.
Le motivazioni del premio sono tre. In primo luogo si ricorda l’analisi della domanda di singoli beni e la formulazione, insieme a John Muellbauer, del cosiddetto “almost ideal demand system” in un contributo del 1980. Un sistema di domanda mette in relazione la quantità domandata di ciascun bene con il prezzo di tutti gli altri beni, il reddito del consumatore e caratteristiche demografiche, come età e composizione del nucleo familiare. Il modello empirico di Deaton e Muellbauer ha dato luogo a numerosissime applicazioni ed estensioni nei decenni successivi, ed è ancor oggi largamente utilizzato per valutare l’effetto delle politiche economiche e la costruzione degli indici dei prezzi.
Il secondo contributo fondamentale di Deaton riguarda le scelte intertemporali di consumo e la generalizzazione dell’ipotesi del ciclo vitale di Franco Modigliani e della teoria del reddito permanente di Milton Friedman, considerando esplicitamente anche l’incertezza sui redditi da lavoro, i vincoli nel mercato del credito e la differenza tra comportamento dei singoli consumatori e comportamento aggregato.
La teoria di Modigliani e Friedman consiste in un modello di scelte del consumatore basato sull’idea che le persone hanno una forte preferenza per la stabilità del flusso di consumo nel tempo. I consumatori risparmiano parte del reddito per far fronte alle loro esigenze di consumo quando il reddito si riduce, oppure si indebitano quando il reddito è relativamente basso per sostenere i consumi correnti e restituire il debito quando il reddito sarà tornato ai livelli normali. In altre parole, secondo la teoria, risparmia chi si aspetta una riduzione di reddito, e si indebita colui che se ne aspetta un aumento. In una serie di contributi tra gli anni Ottanta e Novanta, Deaton ha proposto modelli del consumo più sofisticati, in grado di incorporare nell’analisi delle scelte intertemporali anche il cosiddetto movente precauzionale al risparmio (cioè, il fatto che l’incertezza sul reddito futuro ne rappresenta un ulteriore, importante movente) e dei vincoli che i consumatori incontrano nel mercato del credito (e cioè il fatto che non tutti riescono ad accedere a prestiti per finanziare i consumi), oltre che l’interazione tra incertezza sul reddito e vincoli sul mercato del credito (cioè il fatto che i consumatori non riducono la propria ricchezza a livelli molto bassi per evitare il rischio di non ottenere un prestito in caso di caduta imprevista del reddito).
La dinamica della disuguaglianza
In un altro contributo importante, insieme a Chris Paxson, Deaton estende la teoria del consumo per studiare la dinamica della disuguaglianza nel corso del tempo, verificando empiricamente il fatto che durante la vita lavorativa di una generazione, la disuguaglianza dei consumi aumenta per effetto delle diverse traiettorie di reddito dei singoli individui. Parte del rischio di reddito è assicurata dal sistema di welfare e da trasferimenti tra famiglie; in ciascun paese la dinamica della disuguaglianza dei consumi riflette quindi non solo la dinamica dei redditi, ma anche l’importanza delle istituzioni sociali e delle famiglie per la protezione dei rischi individuali. Questo contributo è stato fondamentale per capire le differenze tra paesi o nel tempo della disuguaglianza dei consumi, ed è stato applicato, con varie estensioni, a molti paesi, sia industrializzati sia in via di sviluppo.
In tutti i suoi studi, l’analisi di Deaton non si limita dunque alle scelte di un singolo individuo considerato isolatamente, ma considera con la massima attenzione il cosiddetto problema dell’aggregazione, mettendo in risalto il fatto che solo in circostanze eccezionali e non realistiche il comportamento dei singoli coincide con il comportamento del consumo aggregato, o di un individuo che fittiziamente rappresenta tutti i consumatori.
L’implicazione fondamentale è che per studiare il comportamento individuale occorre disporre di dati sui bilanci delle singole famiglie; non sono sufficienti, e a volte sono addirittura fuorvianti, le analisi basate sui consumi aggregati, prevalenti negli anni Settanta e Ottanta. La terza motivazione per il Nobel è quella di aver fornito strumenti statistici agli economisti applicati per verificare le teorie del consumo con dati sui bilanci delle famiglie, ad esempio dimostrando che è possibile studiare alcuni comportamenti di consumo utilizzando indagini ripetute nel tempo su individui diversi, quando non si dispone – come spesso accade nei paesi in via di sviluppo – di indagini sugli stessi individui intervistati più volte nel corso del tempo. Deaton ha dimostrato una straordinaria capacità di essere, allo stesso tempo, un raffinato teorico, un eccellente statistico e uno studioso attento ai fenomeni economici e sociali. Per il suo intuito, la capacità di formulare ipotesi verificabili empiricamente, imparare dai dati economici e trasmettere un metodo di ricerca rigoroso, in cui analisi teorica ed empirica vanno di pari passo, è uno dei maggiori protagonisti del dibattito economico degli ultimi tre decenni. I suoi contributi hanno influenzato un’intera generazione di studiosi del consumo e delle scelte intertemporali (e tra essi alcuni italiani). E anche per questo gli siamo grati.
Franco Peracchi - La voce Info
L’attività di ricerca di Angus Deaton riguarda aspetti fondamentali: consumo, salute, benessere. Affrontati sia dal punto di vista teorico sia con verifiche empiriche. L’attenzione alla disuguaglianza nelle condizioni di salute all’interno dei paesi e fra nazioni. L’importanza della conoscenza.
Deaton e la relazione tra aspetti macro e micro
Finalmente, mi sono detto, alla notizia che il Nobel per l’Economia era stato assegnato ad Angus Deaton, pensando al debito intellettuale che come economisti abbiamo nei suoi confronti. La notizia mi ha enormemente rallegrato anche personalmente, perché l’ho avuto come relatore di dottorato a Princeton e gli sono amico.
L’attività di ricerca di Angus Deaton riguarda aspetti fondamentali: il consumo, la salute, il benessere.
Il consumo è una delle principali attività umane; richiede intelligenza, risorse e lungimiranza, e il suo output è il benessere individuale.
La salute è una dimensione fondamentale del benessere. Insieme al reddito, è però anche una precondizione per il consumo e il benessere, nel senso che cattiva salute e basso reddito limitano il nostro consumo e il benessere che ne ricaviamo.
La teoria economica può aiutarci a capire alcuni dei rapporti tra questi diversi aspetti, ma la semplice teorizzazione serve a poco se non fornisce predizioni osservabili. Se lo fa, nasce il problema di come utilizzare l’evidenza empirica per sottoporre a verifica le predizioni di una teoria. Teoria economica, econometria e metodi statistici svolgono tutti un ruolo importante a questo scopo, e conosco poche persone che li possono padroneggiare tutti e tre. Angus Deaton è sicuramente uno di loro.
Uno dei suoi contributi pionieristici è stata la derivazione di sistemi di equazioni di domanda che soddisfano gli assiomi fondamentali della scelta razionale del consumatore, confluiti poi nel libro Economics and Consumer Behaviour (1980), con John Muellbauer.
La caratteristica principale della ricerca di Deaton è, usando le sue stesse parole, “l’interazione tra gli aspetti micro e quelli macro, tra gli studi basati su dati sezionali e longitudinali, da un lato, e quelli basati su serie temporali aggregate, dall’altro”. Un ottimo esempio è il suo libro Understanding Consumption (1992), che ha plasmato il modo di pensare di molte coorti di giovani economisti interessati al risparmio e alle decisioni a livello di famiglia. Dalla sua ricerca emergono due messaggi generali.
In primo luogo, “modelli con agente rappresentativo applicati a dati aggregati sono di scarso valore e quello che da essi abbiamo imparato è più metodologico che sostanziale. Gli agenti rappresentativi hanno due grossi limiti: sanno troppo e vivono troppo a lungo. Un insieme di individui con durata di vita finita e informazioni limitate ed eterogenee è improbabile si comporti come il singolo individuo descritto dai manuali”.
In secondo luogo, “è assai probabile che progressi futuri [nella ricerca economica] verranno quando l’aggregazione verrà presa seriamente, e quando i problemi macro-economici verranno affrontati utilizzando i dati microeconomici sempre più abbondanti e informativi”.
Il variegato concetto di salute
Poiché lo stato di salute è una determinante fondamentale del benessere, l’interesse di Deaton per la sua distribuzione in una popolazione lo ha portato naturalmente a dedicare un’attenzione crescente alla diseguaglianza nelle condizioni di salute, e più in generale alla distribuzione congiunta del reddito e dello stato di salute, un’analisi difficile per una serie di problemi metodologici e di sostanza che Deaton ha studiato in dettaglio negli anni più recenti.
Anzitutto, la salute è un concetto che ha più dimensioni, correlate l’un l’altra solo imperfettamente, e ancor meno con il reddito. È poi difficile stabilire confronti tra misure soggettive di stato di salute e di tenore di vita, come quelle solitamente raccolte nelle indagini sulle famiglie. Ancora più importante, non è chiaro come interpretare la correlazione positiva che si osserva tra stato di salute e reddito, sia all’interno di un paese sia tra paesi. Capire la natura del rapporto causale tra salute e stato socio-economico (reddito e ricchezza) è particolarmente rilevante per le sue implicazioni di politica economica. Infine, se si guarda ai trend temporali, è naturale chiedersi, come fa Deaton, se e in che misura la crescita economica aiuti a ridurre la povertà e migliorare la salute.
Questi aspetti sono l’oggetto principale della sua attività di ricerca nell’ultimo decennio, in particolare del suo libro del 2013, da poco tradotto con il titolo La grande fuga: salute, ricchezza e origini della disuguaglianza.
Vorrei infine ricordare i contributi di Deaton al dibattito sul ruolo della teoria economica e della metodologia econometrica citando le sue note di ottimismo nel capitolo finale di Understanding Consumption. Confrontando lo stato della teoria economica del consumo nel 1992 con quello di vent’anni prima, dice infatti: “le certezze sono scomparse. C’è molto meno consenso oggi di quanto c’era allora, e molto più disaccordo su quanto l’evidenza sembra indicare. Tuttavia, non c’è dubbio che abbiamo imparato moltissimo circa la teoria, la metodologia e anche la sostanza. Se siamo meno sicuri, è perché sappiamo di più, non perché sappiamo di meno”.
/http%3A%2F%2Fwww.li.com%2Fimages%2Fdefault-source%2Fli-authors%2Fli-commission-on-wellbeing-policy-professor-angus-deaton.jpg%3Fsfvrsn%3D4)