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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Canada ricetta vincente sugli immigrati

 

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 diROMA - "Siamo pronti a condividere con l'Europa il nostro programma di accoglienza e insediamento dei profughi, perché quella dei rifugiati è un'emergenza che riguarda il mondo intero". Stéphane Dion, ministro degli Esteri canadese in carica dal dicembre 2015, spiega a Repubblica i dettagli del progetto che viene citato a modello dalle organizzazioni umanitarie internazionali. Quello che nel dicembre scorso portò sulle prime pagine dei giornali le immagini dei profughi siriani accolti in aeroporto dal premier Trudeau, poi "adottati" dalle famiglie canadesi.

Può fare un bilancio del vostro programma di accoglienza?
"Abbiamo accolto finora in Canada 28.755 profughi siriani. Ma ci sono altre popolazioni di rifugiati che hanno bisogno del nostro aiuto. E ci stiamo organizzando. Grazie al programma elaborato dall'Ircc ( Immigration Refugees and Citizenship Canada) abbiamo quasi triplicato il numero di rifugiati accolti, nelle famiglie oppure in strutture governative, raddoppiando anche le concessioni di quelli che chiamiamo "visti privilegiati"".

Quali sono le prossime tappe?
"Siamo vicini a realizzare il secondo impegno, insediando sul nostro territorio 25mila rifugiati entro fine anno: siamo già a 18.543. E saremo presto in grado di accogliere numeri più alti di rifugiati da altre parti del mondo come Repubblica Democratica del Congo, Colombia, Eritrea".

Pensa che questo possa diventare un modello per altri Paesi?
"Siamo orgogliosi di questo programma, unico al mondo, che permette alle nostre famiglie di contribuire all'accoglienza dei rifugiati e ad aiutarli a costruirsi una nuova vita in Canada. E siamo pronti a condividere metodologie e politiche di accoglienza a livello internazionale".

Però dovete affrontare anche il problema dei nativi americani.
"Un Paese può prosperare veramente solo quando tutti i suoi cittadini hanno accesso alle stesse opportunità: per troppo tempo i popoli indigeni in Canada hanno sofferto disuguaglianze economiche e sociali. Sappiamo di dover lavorare ancora molto per raggiungere un livello significativo di riconciliazione".

Come?
"Stiamo facendo investimenti importanti - 8.4 miliardi di dollari nell'arco di cinque anni - per sostenere le comunità indigene. Ci stiamo concentrando sullebasi: infrastrutture ed educazione".

Il premier Trudeau continua a essere criticato in proposito.
"Come ha detto Trudeau, non esiste una relazione più importante per lui e per tutto il Canada di quella con i popoli indigeni: lavoreremo con tutte le nostre forze per migliorare la situazione. E sosteniamo senza riserve la Dichiarazione dell'Onu sui diritti dei popoli indigeni".

Qual è la vostra strategia per contrastare il terrorismo?
"Lavoriamo per mantenere la sicurezza dei canadesi senza rinunciare a proteggere i nostri diritti e i nostri valori. Siamo tra i leader mondiali nel contrastare la radicalizzazione. Ma non esitiamo a rispondere in modo adeguato laddove si presenti una potenziale minaccia".

Anche quella dei foregn fighter?
"Il numero totale di persone coinvolte in attività terroristiche all'estero è di circa 180, con 60 presunti foreign fighter tornati in Canada. Tra le nostre iniziative c'è la possibilità di revocare passaporti canadesi per motivi di sicurezza nazionale, oltre a monitorare i sospetti. Ma senza rinunciare mai ai valori di dialogo e solidarietà, che sono alla base dei nostri programmi di accoglienza e insediamento dei profughi".
 
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ROMA - "Siamo pronti a condividere con l'Europa il nostro programma di accoglienza e insediamento dei profughi, perché quella dei rifugiati è un'emergenza che riguarda il mondo intero". Stéphane Dion, ministro degli Esteri canadese in carica dal dicembre 2015, spiega a Repubblica i dettagli del progetto che viene citato a modello dalle organizzazioni umanitarie internazionali. Quello che nel dicembre scorso portò sulle prime pagine dei giornali le immagini dei profughi siriani accolti in aeroporto dal premier Trudeau, poi "adottati" dalle famiglie canadesi.

Può fare un bilancio del vostro programma di accoglienza?
"Abbiamo accolto finora in Canada 28.755 profughi siriani. Ma ci sono altre popolazioni di rifugiati che hanno bisogno del nostro aiuto. E ci stiamo organizzando. Grazie al programma elaborato dall'Ircc ( Immigration Refugees and Citizenship Canada) abbiamo quasi triplicato il numero di rifugiati accolti, nelle famiglie oppure in strutture governative, raddoppiando anche le concessioni di quelli che chiamiamo "visti privilegiati"".

Quali sono le prossime tappe?
"Siamo vicini a realizzare il secondo impegno, insediando sul nostro territorio 25mila rifugiati entro fine anno: siamo già a 18.543. E saremo presto in grado di accogliere numeri più alti di rifugiati da altre parti del mondo come Repubblica Democratica del Congo, Colombia, Eritrea".

Pensa che questo possa diventare un modello per altri Paesi?
"Siamo orgogliosi di questo programma, unico al mondo, che permette alle nostre famiglie di contribuire all'accoglienza dei rifugiati e ad aiutarli a costruirsi una nuova vita in Canada. E siamo pronti a condividere metodologie e politiche di accoglienza a livello internazionale".

Però dovete affrontare anche il problema dei nativi americani.
"Un Paese può prosperare veramente solo quando tutti i suoi cittadini hanno accesso alle stesse opportunità: per troppo tempo i popoli indigeni in Canada hanno sofferto disuguaglianze economiche e sociali. Sappiamo di dover lavorare ancora molto per raggiungere un livello significativo di riconciliazione".

Come?
"Stiamo facendo investimenti importanti - 8.4 miliardi di dollari nell'arco di cinque anni - per sostenere le comunità indigene. Ci stiamo concentrando sullebasi: infrastrutture ed educazione".

Il premier Trudeau continua a essere criticato in proposito.
"Come ha detto Trudeau, non esiste una relazione più importante per lui e per tutto il Canada di quella con i popoli indigeni: lavoreremo con tutte le nostre forze per migliorare la situazione. E sosteniamo senza riserve la Dichiarazione dell'Onu sui diritti dei popoli indigeni".

Qual è la vostra strategia per contrastare il terrorismo?
"Lavoriamo per mantenere la sicurezza dei canadesi senza rinunciare a proteggere i nostri diritti e i nostri valori. Siamo tra i leader mondiali nel contrastare la radicalizzazione. Ma non esitiamo a rispondere in modo adeguato laddove si presenti una potenziale minaccia".

Anche quella dei foregn fighter?
"Il numero totale di persone coinvolte in attività terroristiche all'estero è di circa 180, con 60 presunti
foreign fighter tornati in Canada. Tra le nostre iniziative
c'è la possibilità di revocare passaporti canadesi per motivi di sicurezza nazionale, oltre a monitorare i sospetti. Ma senza rinunciare mai ai valori di dialogo e solidarietà, che sono alla base dei nostri programmi di accoglienza e insediamento dei profughi".
 
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