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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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L'amore al tempo dei giochi olimpici

Dopo l’argento nella 10 km di nuoto, la Bruni è la prima azzurra a parlare della sua omosessualità: “Ma non faccio politica, io vivo”
L’amore al tempo dei Giochi
Rachele, italiana e libera: “La mia dedica a Diletta”

ALESSANDRA RETICO – La Repubblica

La ragazza esce dall’Oceano e parla: tutto questo è anche per Diletta. Nessun coming out, le parole per dirlo sono facili per Rachele, la prima volta nella storia dello sport italiano un atleta dice sì, sono omosessuale, certo, tutti lo sanno e non è mai stato un problema. Lo dice senza quasi farci caso. Con una naturalezza che disarma tutti, affoga pregiudizi e nuota oltre. «Io ho sempre vissuto la mia omosessualità naturalmente, senza patemi. Non mi sono mai dichiarata perché non ce n’era bisogno, i miei lo sanno, lo sanno tutti, i parenti e gli amici, i miei compagni nel nuoto. Non c’è bisogno di mettere i cartelli. Sì in Italia siamo un bel po’ indietro, bisogna crescere di mentalità. La lotta sulle unioni civili è stata pazzesca, una cosa inconcepibile non averle, anche se la legge ha fatto fare un piccolo passo avanti a tutto il paese. Ma manca ancora un bel pezzo: le adozioni, la fecondazione assistita, la maternità. Sono cose a cui penso, e a cui penserò quando magari smetterò col nuoto. Io non faccio politica, ma vivo. E amare le ragazze per me è sempre stata una cosa vissuta in maniera serena e tranquilla. Sì, i pregiudizi ci sono, io non ci penso, vivo per me stessa, per la mia passione per il nuoto e per le persone che mi vogliono bene».
Eccola tutta qui a Rio la sua famiglia. Mamma Simona, capelli bianchi tagliati corti, custode in una scuola media, quasi piange a fare le foto con la nuova star del fondo, sua figlia: «Non ha mai sofferto per come veniva guardata. Ha avuto coraggio? No, è semplice normalità. È l’ipocrisia che distorce le cose o viene usata per difendersi. Per noi conta ed è sempre contata la felicità dei nostri figli, qualsiasi scelta abbiano fatto. Siamo una famiglia felice? Come qualsiasi altra. Rachele è così, spontanea, a volte forse troppo. Ma è la sua bellezza, si tormenta per le cose del nuoto, non per quelle del cuore. Non ha paura». Papà Bruno, magro magro, impiegato all’Università, dice solo che le è mancata molto Rachele quando ha deciso quattro anni fa di trasferirsi da Carmignano, in provincia di Prato, a Roma: «Però siamo orgogliosi di lei. Il suo allenatore Fabrizio Antonelli è stato bravo, sa farci con Rachele, che è una forza della natura». C’è anche la sorella di Rachele, Rebecca, laureata in fisica e il fratello Gherardo che studia lettere, tutti hanno nuotato ma solo Rachele ha continuato. Nella sua maratona. In mezzo alla quale ha incontrato Diletta, toscana anche lei, laureata in comunicazione, nipote di giornalisti, si occupa di crowdfunding per varie ong, alcune molto note. Da due anni e mezzo si amano e vivono insieme a Roma, lei e lei. Family every day. Lo scrive Diletta su facebook, che sulla spiaggia di Copacabana ha curato un diario di avvicinamento alla gara di Rachele a Copacabana: « Eccoci qua.. pronti partenza e via... In due ore di gara i sogni e le fatiche di una vita. In questi due anni e mezzo sei rinata o forse davvero nata come atleta, ti ho sentito piangere, urlare, incazzarti ma ogni volta stamparti in faccia quel cazzo di sorriso che hai solo tu. Vada come vada, hai reso orgogliosi di te tutte le persone che ti circondano, sei un esempio per tutti noi per grinta e determinazione. Hai sempre sognato le olimpiadi, ora ci sei, ora vivitele perché due anni fa eri per tutti finita ed oggi ti giochi il sogno che ogni atleta sogna di vivere. Vada come vada hai già vinto». Capelli rasati sulle tempie, ciuffo, occhi celesti, piercing, braccialetti. Rachele: «Dite che ci vuole coraggio a dire quello che ho detto? Non so, non ci ho pensato, mi è venuto naturale pensare a Diletta. Posso immaginare che altri sportivi abbiano paura, ma francamente non ne capisco il motivo. Il mondo è andato avanti, le famiglie come la mia sono tante. Viviamo e amiamo, senza bisogno di dirlo». Onda nuova, la ragazza Oceano.

Una medaglia a Rio e la naturalezza della sua relazione vissuta senza fare coming out: “Non c’è bisogno di mettere i cartelli.
Alla legge sulle unioni civili mancano dei pezzi”


INSIEME
A destra Rachele Bruni, nuotatrice, fiorentina, 25 anni: medaglia d’argento nei 10 km in acque libere. Al suo fianco la fidanzata Diletta, laureata in comunicazione: si occupa di crowdfunding per alcune ong
IL “TATUAGGIO”
Il pallanuotista Tyler Martin si è scritto sul torace «Marry me, Ash», riferito alla compagna di squadra Southern

 

Siamo una coppia come tante altre”

L’INTERVISTA/L’IMBARAZZO DELLA COMPAGNA: “NON MI ASPETTAVO QUESTE REAZIONI, ORA NON FACCIAMO GOSSIP”

RIO DE JANEIRO. «Non vorrei che questa, che è la storia di un’atleta, diventasse gossip». Diletta avanza poi arretra. Vuole spiegare, poi diffida. La dedica che le ha fatto Rachele ha generato molto clamore. «È fatta così, ed è la sua bellezza. Semplice, istintiva, vera. Non si aspettava queste reazioni, e neanch’io. Forse sono ingenua, o forse la nostra relazione è così ovvia che non ci facciamo più caso. Stiamo insieme da due anni e mezzo, viviamo insieme a Roma, i nostri amici lo sanno e così i parenti. Io sono venuta a Rio con i genitori e i fratelli di Rachele. Persone speciali. Tra di noi non c’è mai stato nessun imbarazzo ».
E i suoi di genitori?
«Sono figlia di separati. Per me è stato più complicato, specie all’inizio. Soprattutto con mia madre, che quando ha saputo che ero gay non l’ha mandata giù. Una tragedia: mi immaginava e sognava sposata, con un marito e dei figli. Tutto le è crollato addosso. Abbiamo sofferto, ma non mi va di parlarne più di tanto».
Cosa fa nella vita?
«Ho iniziato studiando legge, non faceva per me. Ho mollato dando un altro dispiacere ai miei, che si aspettavano un avvocato in famiglia. Mi sono laureata in comunicazione e lavoro per una società che raccoglie fondi per associazioni umanitarie. Non è facile, specie a Roma. C’è ancora molta diffidenza o forse poca preparazione. Altrove invece funziona».
Com’è la vita con Rachele?
«Lavoro tutti i giorni ma posso gestirmi gli impegni e il tempo, non ho obblighi di ufficio, così quando posso la seguo quando gira per gare. C’è chi va in vacanza con la fidanzata, e chi va a seguire la fidanzata che gareggia. Ma adesso dopo queste Olimpiadi ci prendiamo un po’ di tempo insieme. Ne abbiamo bisogno e Rachele se lo merita. Ha lavorato come una matta per questa medaglia, ha fatto molti sacrifici. Io non sono una sportiva ma ho capito con lei cosa significhi essere un’atleta. Ho cercato di farle forza. Su di noi non ci sono cose straordinarie da dire, anzi trovo tutto questo un po’ morboso. Siamo una coppia come milioni di altre».

Forse sono ingenua, o forse la nostra relazione è così ovvia che non ci facciamo più caso

 Mia madre mi sognava e immaginava sposata: marito e figli. All’inizio abbiamo sofferto

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