VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
Un' opinione (ndr.)
Michela Marzano - La Repubblica
INCREDULI prima di prima di riconoscere che dalle loro parti c'è poco da fare: si sta insieme, si fa un giro, si gioca alla playstation, si mangia una pizza, si fuma. Poco o niente, quindi. Come se la vita fosse vuota, non solo di progetti, ma anche di senso. Ma basta questo vuoto a spiegare l'accaduto? È il vuoto che porta a non rendersi conto delle conseguenze di quello che si fa e della gravità dei propri gesti?
Il duplice omicidio dei coniugi Vincelli ci lascia tutti basiti. Ma una volta superato lo shock del momento, forse si dovrebbe fare una seria riflessione sulla condizione esistenziale in cui si trovano oggi tanti giovani, persi in un mondo ormai privo di punti di riferimento e di regole, spesso abbandonati a loro stessi, quasi sempre incapaci di proiettarsi nel futuro. Ragazzi che, talvolta, crescono convinti che nella vita funzioni tutto come all'interno di un videogioco — dove si vince o si perde, ma in fondo poco importa, basta aspettate la partita successiva, ricominciare da capo, e poi ancora di nuovo, tanto c'è sempre tempo per una rivincita. Oppure anche pieni di rabbia e sfiduciati: nella vita non cambia mai nulla, a che serve impegnarsi, è così che vanno le cose, per noi non c'è futuro. In quale futuro può d'altronde proiettarsi un adolescente che passa ore e ore di fronte a una playstation, salta la scuola, si rifiuta di aiutare i propri genitori a casa o al lavoro, e aspetta solo che arrivi la sera per ricominciare il giorno dopo a vivere esattamente nello stesso modo? Cosa siamo capaci di trasmettere o insegnare ai nostri figli sul senso della vita quando li lasciamo crescere così, giustificandoli magari sempre e comunque, tanto sono ancora giovani?
Pare che adesso i due adolescenti si siano resi conto di quello che hanno fatto. Pare che, tornati progressivamente alla realtà, siano sconvolti, esattamente come i genitori di uno di loro che parlano del figlio come di un ragazzo come tanti: una storia «normale», una realtà «normale», una vita «normale». La madre non esita a difenderlo — ma anche questo sembra «normale », è sua madre, non si smette mai di voler bene a un figlio. Se lui è colpevole dovrà pagare, dichiara la donna, aggiungendo però che, secondo lei, il figlio era sotto ricatto per una storia di soldi: lui passava il tempo chiuso in camera sua a giocare alla playstation, non sarebbe successo nulla se «ci fosse rimasto anche quella notte».
In tutta questa "normalità", sorge tuttavia il sospetto che, a forza di capire e perdonare, i genitori non aiutino così tanto i propri figli a crescere e ad assumersi la responsabilità dei propri gesti. Certo, un genitore non può smettere di voler bene ai figli. Ma voler bene non significa anche far prendere loro coscienza del fatto che la realtà è irreversibile e che, quando si agisce, non basta un "clic" per tornare sui propri passi?
Credo sia un errore ignorare il fatto che, nel vuoto esistenziale di tanti adolescenti, ci sia anche un vuoto di limiti e di regole: questo si fa, questo non si fa, questo si dice, questo non si pensa nemmeno. Forse è questa la lezione da trarre da tutta la vicenda: ripensare i rapporti che esistono oggi tra giovani e adulti, e chiedersi se i veri problemi ce li abbiano gli adolescenti — che sono certamente sempre più incapaci di distinguere il mondo reale da quello virtuale; che sembrano un po' tutti alla ricerca di senso; che manifestano sempre più spesso segni di malessere, facendo del male agli altri e a loro stessi — oppure gli adulti — forse non più in grado di insegnare ai ragazzi che la vita, in fondo, è il risultato delle scelte che si fanno giorno dopo giorno. Il futuro non è vuoto per definizione. Lo si costruisce (e riempie) quotidianamente. Con sforzi e sacrifici che a volte possono sembrare inutili, ma che tante altre volte ci permettono di essere fieri dei risultati raggiunti.