VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
Si chiudono i portoni quando i buoi sono scappati ! Non c’è altro da dire. Queste misure non servono a raddrizzare la situazione del sistema finanziario legato principalmente agli interessi delle Banche. Ci vorrà forse un’altra crisi economica finanziaria per cambiare la situazione finché non verrà più concesso alle banche di creare il credito attraverso i suoi prodotti finanziari (derivati, Credit Default Sweps, cartoralizzazioni, benefit a dirigenti d’impresa (stock options), subprimes, Hedge funds , etc.) (ndr.)

Come si può notare i titoli finanziari creati dalle banche attraverso strutture finanziarie formalmente autonome, ma ad esse collegate sono 12 volte (qualcuno dice di più) superiori alla ricchezza prodotta dalle nazioni (Pil). Il debito pubblico è aumentato perché gli stati hanno salvato il sistema bancario, ma hanno speso rispetto ad esso un centesimo per favorire nuovi occupati. Il reddito e il patrimonio privato hanno continuato ad aumentare: da quando é scoppiata la crisi economica (2008) essi sono andati a favore dell’1% della popolazione mentre la classe media è stata segata ed è finita nel 99% della popolazione (ndr.)
Deutsche Bank, paga 95 mln di dollari per una frode fiscale in Usa
La banca tedesca si è accordata con la procura di New York per risolvere il contenzioso legato a una frode fiscale costruita attraverso società fantasma
MILANO - Deutsche Bank, prima banca tedesca, ha accettato di pagare 95 milioni di dollari alle autorità statunitensi per sanare le accuse di frode fiscale. Lo ha annunciato in una nota Preet Bharara, uno dei procuratori dello stato di New York. "La giustizia americana - ha indicato Bharara - ha fatto ammettere a Deutsche Bank di aver preso iniziative destinate a evitare il pagamento di imposte e gli ha fatto accettare di pagare 95 milioni di dollari agli Stati Uniti'. I fatti risalgono al 2000 e sono legati all'acquisizione da parte della banca tedesca della holding americana Charter, in possesso di azioni del gruppo Bristol myers-squibb. Charter aveva realizzato una importante plusvalenza su questi titoli, ma Deutsche Bank avrebbe dovuto pagare imposte per parecchi milioni di dollari se li avesse rivenduti. Per evitare tale pagamento la banca aveva escogitato un sistema di società 'fantasma' sottraendo così al fisco americano 'un ammontare a due cifre per milioni di dollari', ha aggiunto Bharara.
Inizialmente Washington aveva richiesto 190 milioni di dollari per risolvere la questione. La nuova multa segna una nuova tappa nella risoluzione dei contenziosi tra Deutsche Bank e gli Usa, anche se l'ammenda di 95 milioni è di gran lunga inferiore ai 7,2 miliardi di dollari
pattuiti dalla banca tedesca a inizio dicembre con il governo statunitense per risolvere la disputa legale sui titoli garantiti da mutui subprime, per i quali in origine erano stati richiesti 14 miliardi di dollari, una cifra che aveva sollevato timori sulla sopravvivenza stessa della banca.
Una decina di fondi che lavorano con Deutsche Bank hanno spostato i loro asset presso altre banche per ridurre l'esposizione verso l'istituto tedesco, le cui condizioni finanziarie sono giudicate precarie dal mercato. L'ad Cryan: "Con un cuscinetto di capitale da 215 miliardi siamo sereni". Negli Stati Uniti si avvicina l'ipotesi di un'intesa sui subprime
Il caso Deutsche Bank, quando i tedeschi da "giudici Ue" diventano "imputati"
MILANO - Una decina di hedge fund che lavora con Deutsche Bank ha spostato i suoi asset presso altre banche per ridurre l'esposizione verso l'istituto tedesco, le cui condizioni finanziarie sono giudicate precarie dal mercato. A preoccupare gli investitori è il rischio tenuta della banca a fronte della maxi-multa da 14 miliardi di dollari arrivata dagli Stati Uniti per lo scandalo dei mutui subprime. Il gruppo tedesco confida di raggiungere un'intesa per chiudere con una transazione a valori molto più bassi, in scia a quanto successo ad altre banche d'affari, ma i mercati restano dubbiosi anche perché sulla testa del colosso teutonico pesa il fardello di 55mila miliardi di derivati, una cifra pari a 15 volte il Pil tedesco. Nonostante tutto, i fondi, una piccola parte degli oltre 800 clienti del settore hedge fund di Deutsche Bank, hanno quindi trasferito parte delle loro partecipazioni in derivati verso altre società: la notizia è confermata da un documento interno della banca visionato da Bloomberg. "Ogni settimana abbiamo deflussi e ingressi e questa settimana non è diversa" ha commentato Barry Bausano, presidente di Deutsche Bank Securities e delle attività di hedge fund, senza dare indicazioni sui flussi netti registrati in settimana. Tuttavia, i deflussi sembrano evidenziare la percezione di un accresciuto rischio di controparte da parte di chi usa Deutsche Bank per le attività di clearing (compensazione).
Tra i fondi che hanno spostato parte delle loro esposizioni in derivati figurano Millennium Partners, che gestisce 34 miliardi di dollari, Rokos capital Management (4 miliardi) e Capula Investment Management (14 miliardi). "I nostri clienti di trading sono tra i più sofisticati al mondo. Siamo fiduciosi che la grande maggioranza di loro abbiano una piena comprensione della nostra stabile posizione finanziaria, dell'attuale contesto macroeconomico, del contenzioso negli Stati Uniti e dei progressi che stiamo facendo con la nostra strategia" ha commentato Michael Golden, portavoce di Deutsche Bank.
La multa più salata per un caso simile è stata pagata da Bank of America che nel 2014 ha versato 16,65 miliardi di dollari, mentre lo scorso aprile Goldman Sachs è stata multata per 5 miliardi. Deutsche Bank proverà, quindi, a trattare con le autorità americane per tagliare le sanzione anche perché per il momento non è chiaro quanto del totale sarebbe da versare in contanti e quanto andrebbe a rimborsare clienti che furono fuorviati andando ad alimentare la bolla immobiliare poi esplosa. Per gli stessi prodotti, Citigroup, Jp Morgan e Morgan Stanley hanno pagato complessivamente 23 miliardi di dollari.
Anche per questo, le autorità americane non escludono di sanzionare con un'unica multa Barclays, Credit Suisse e Deutsche Bank. Il Ceo di Deutsche Bank John Cryan ha immediatamente scritto ai dipendenti invitandoli a mantenere la calma nonostante le turbolenze: "Non vi sono basi per tale speculazione, anche l'incertezza del risultato delle azioni legali negli Usa non è una ragione per questa pressione sulle nostre azioni, se prendiamo a confronto i nostri diretti concorrenti. Mai negli ultimi vent'anni Deutsche Bank è stata così sicura come oggi per quel che riguarda il bilancio. Con riserve superiori a 215 miliardi di euro la banca ha un cuscinetto di capitale molto confortevole".
