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Lettera a un figlio su mani pulite: Gherardo Colombo

Perché ha vinto la cultura della corruzione rispetto alla cultura della Costituzione? Ce lo dobbiamo dire con franchezza: perché hanno vinto le regole secondo le quali la funzione pubblica viene esercitata per ottenere privilegi per sé  e per coloro che fanno parte del sistema anziché nell’interesse comune e di tutta la comunità. Questo è il pensiero, l’opinione  dei cittadini.

    Non è attraverso il processo penale che si può risolvere un problema endemico e diffuso come la corruzione in Italia. Non esiste la favola di una società civile a cui fare appello per rimediare le malefatte della politica. E’ un problema di cultura  e allora il campo di intervento è quello della educazione più che quello giudiziario. Le indagini di mani pulite hanno svelato un sistema di corruzione sommerso e diffuso rispetto al quale il processo penale può solo dare risposte specifiche su quel che è già successo.

Oggi infliggere solo il male in risposta alla  violazione della legge non fa che legittimare la persona che lo compie. La risposta a chi contravviene alle regole conviene sia formativa e riconciliativa. Occorre, conviene andar oltre  l’idea  della punizione che domina la nostra cultura,  per passare all’idea che per arrivare al reciproco riconoscimento  è necessario educarci all’essere responsabilmente liberi.  Si tratta di un cambiamento epocale, paragonabile  quello che ha portato all’abolizione dei supplizi e, successivamente alla pena di morte, oggi considerata tabù in gran parte del mondo.

Mani pulite non ha cambiato l’Italia, basta guardarsi attorno per capirlo, il livello di trasgressività di questo Paese è rimasto quello di prima. Dal punto di vista strettamente giudiziario è stata la prova provata che in una situazione del genere l’amministrazione della giustizia non raggiunge i suoi scopi. E che funzionando malissimo, può anche creare ingiustizie.

A me però mani pulite è servita molto. Mi ha aperto una prospettiva diversa quella della centralità della cultura e dell’educazione. Mi ha fatto vedere che la cultura viene prima delle regole, e che se non cambia la cultura , le regole che non le sono coerenti non vengono rispettate. Mi ha fatto vedere che non è sufficiente sapere, nel senso di avere informazioni,

perché è necessario sapere in senso etimologico dal verbo latino sapio, da cui la nostra parola deriva. Sapere come “aver sapore”, sapore buono o sapore cattivo, sapore di giusto o sapore di sbagliato.

    Nessuno di noi, dopo Mani pulite, può dire di non sapere che non esista, o sia esistito, un sistema di corruzione che ha minacciato ogni angolo del nostro paese. Ma oggi sappiamo che questo non basta: Mani pulite  è anche la dimostrazione di come sia necessario qualcosa d’altro.

    Se vuoi essere padrone del tuo futuro è necessario riflettere su questo scarto, e acquisire la consapevolezza del vero senso della libertà che comprende la responsabilità e l’impegno. Anche questa parola, infatti, come tutte le grandi parole, può essere ambigua. Così come è ambigua la parola giustizia, che nel corso dei secoli ha indicato la tutela e la salvaguardia delle peggiori disparità ( la schiavitù era legale , così come la discriminazione di genere, quella etnica, religiosa e politica) mentre ora significa  riconoscimento delle pari dignità. Quindi uguaglianza di fronte alla legge, cioè esattamente l’opposto. Allo stesso modo anche la parola libertà che viene usata attribuendole i più vari significati, Se vogliamo davvero vivere in un Paese esente dalla corruzione, dalla mafia e dalle discriminazioni, è necessario che a questa parola attribuiamo un solo significato: capacità di determinarsi nel rispetto degli altri, tenendo conto che  la libertà richiede un percorso. Se è vero che nasciamo liberi quando nasciamo senza padrone, allo stesso modo pensiamo constatare che un neonato, pur senza padrone, non può scegliere nulla, perchè dipende completamente dagli altri. Per poter essere autonomo e cioè libero nel senso pieno della parola, deve cercare di acquisire tutte le conoscenze  che gli consentono di non essere dipendente. Conoscenze, comprese di carattere funzionale (camminare, parlare); di carattere orientativo ( distinguere l’acqua dalla candeggina); di carattere valoriale (individuare il bene proprio  che passa attraverso il bene della comunità nella quale vive).

Se mani pulite ha costituito un tassello importante nel mio percorso di crescita, credo possa servire a tutti  almeno sotto due profili diversi: da una parte, lo ripeto, perché ha diffuso notizie prima nascoste; dall’altra perché ha mostrato che i problemi non possono essere risolti delegandoli ad altri.

E che soprattutto  non si può delegare a una funzione quella giudiziaria, che è stata creata  per  occuparsi di devianze marginali in un contesto di generale rispetto delle regole da parte della società, la soluzione di questioni endemiche.

Una società basata sull’effettivo riconoscimento reciproco ha bisogno, per compiersi,  di un altro strumento che non , può essere quello dell’esclusione, ma quello dell’inclusione attraverso il recupero  e la riconciliazione. Una società per crescere, ha bisogno che i suoi cittadini

Si mettano in gioco e imparino a scegliere, scommettendo sull’eguaglianza, non accettino scorciatoie, ma si impegnino a percorrere la strada, a tratti faticosa ma piena di promesse della libertà,   l’unica che può portare a una reale, autentica democrazia.

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G
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