Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

Pubblicità

I conti in sospeso tra Berlino e Atene. I dati oltre la propaganda.

 


Affari, liti e tangenti: i conti in sospeso tra Berlino e Atene

Atene sarà pure (vista da Berlino) la pecora nera d'Europa e lo scolaretto indisciplinato costretto spesso - come dice Angela Merkel - «a fare i compiti a casa». Pecunia, però, non olet. E quando si tratta di fare affari - con le buone ma, se serve, anche con le cattive - la Germania considera da sempre la Grecia un partner affidabile e privilegiato.

Il paese ellenico terra di conquista delle aziende tedesche: spesso grazie alle mazzette ai politici

Il blitz della Fraport sugli aeroporti regionali ellenici è solo l'ultimo capitolo. Dai sommergibili alla metropolitana, dalle attrezzature tic fino ai camion e ai carri armati, il Partenone è da sempre terra di conquista per le aziende tedesche, in una saga miliardaria finita spesso nelle aule di tribunali e con multe milionarie. Il motivo? Storie poco chiare di tangenti, in cui il ruolo del buono e del cattivo tra i due paesi è molto più sfumato degli stereotipi in voga alle riunioni dell'Eurogruppo.
La madre di tutte le stangate, sull'asse Atene-Berlino è quella dei 4 sottomarini Classe 214 commissionati dal governo ellenico ai colossi teutonici Ferrostaal e Hsw (ora controllata da Thyssen-Krupp) nel 2000. Uno solo dei sommergibili ha già affrontato l'Egeo - dicono con risultati discutibili - mentre gli altri tre giacciono incompleti nei cantieri di Skaramangas, di fronte a Salamina, La commessa industriale è al palo. I suoi risvolti giudiziari, invece, hanno fatto molta strada: Ferrostaal ha ammesso di aver pagato mazzette ai politici greci per aggiudicarsi l'appalto, concordando una multa di 140 milioni. L'ex-ministro alla difesa Akis Tsochadopoulos è stato condannato a 20 anni per l'affare e Atene ha chiesto 7 miliardi di danni a Thyssen per i ritardi dei lavori.
Un'eccezione? Non proprio. Il Governo di Alexis Tsipras vuole 100 milioni da aziende della difesa tedesche sospettate di aver pagato mazzette, oliando i politici di Pasok e Nea Demokratia che per 40 anni hanno guidato il paese. La Rheinmetall ha transato, pagandone 37 e nel mirino ci sono Airbus per la vendita di 20 elicotteri Nh-90 e Atlas Elektronik. Un faro è acceso pure su Krauss Maffei che ha piazzato all'esercito ellenico mille carri armati Leopard (la Bundeswher ne ha 240). La Grecia spende uno stratosferico 4% del pil in armi - voce solo sfiorata dai tagli della Troika - e il 25% di questa cifra è servito dal 2000 al 2011 a pagare forniture tedesche per lo Stockholm Institute for peace research.
Anche sulle Olimpiadi Grecia e Germania hanno fatto grandi affari. Siemens ha sborsato 330 milioni ad Atene per chiudere un rosario di scandali che hanno coinvolto i suoi vertici nel paese, specie quello per la messa in opera di sistemi di sicurezza per i Giochi del 2004 che pare non hanno mai funzionato:” la transazione è servita a coprire decine di politici ellenici coinvolti” sostiene il deputato europeo di Syriza Dimitri Papadimoulis.


Siemens ha pagato 330 milioni per chiudere gli scandali legati ai lavori perle Olimpiadi 2004

   Tsipras ha riaperto il caso chiedendo a Berlino (risposta – no -) l’estradizione del capo della filiale greca  e pretendendo altri rimborsi da Siemens per il famigerato”contrasto 8002 “con cui Ota (nonopolio nazionale delle telecomunicazioni) ha comprato attrezzature tedesche.  Previo esborso, sostiene l'accusa, di 70 milioni di tangenti. Nel mirino dei giudici è finita pure la Deutsche Bahn per presunte tangenti per la metro di Atene, mentre la Sec, l'autorità di controllo di Wall Street, sostiene che la Daimler avrebbe pagato per vendere i suoi prodotti sotto il Partenone. L'Europa, come dimostra la crisi ellenica, faticherà pure a funzionare. Ma il mercato unico della mazzetta, Grecia e Germania pari sono, va da tempo a gonfie vele.

 

Fondi già "prenotati" da creditori e banche Degli 86 miliardi Atene non avrà nulla

 

ETTORE LIVINI – La REPUBBLICA

MILANO. Non c'è due senza tre. Gli 86 miliardi promessi alla Grecia da Bce, Ue, Fmi ed Esm con il terzo piano di salvataggio hanno le stesse caratteristiche dei 240 miliardi dei primi due: sono prestiti- boomerang. Teoricamente riservati ad Atene, in realtà destinati a tornare quasi tutti nelle stesse tasche da cui sono partiti, quelle dei creditori. Nuovi debiti fatti per pagare quelli vecchi, lasciando all'economia reale ellenica solo le briciole.

Il meccanismo, ormai, è rodato. E l'ultimo prestito ponte della Ue da 7,16 miliardi – in questo senso – è un caso scuola: i soldi sono partiti da Bruxelles la mattina del 20 luglio,direzione il Partenone. Una volta sotto l'Acropoli, si sono fermati per qualche minuto – giusto il tempo per la registrazione al ministero delle Finanze. Poi, in sostanza, sono tornati al mittente: 2 miliardi sono volati a Washington per rimborsare il Fondo Monetario e oltre 4 a Francoforte per onorare un prestito in scadenza con la Banca centrale europea. Ad Atene sono rimasti 400 milioni, briciole. Congelati tra però in un conto che funge da garanzia per altri debiti esteri.

Stessa fine faranno i 23 miliardi in arrivo nelle prossime settimane con la prima tranche del nuovo programma di "aiuti", come li chiamano eufemisticamente un po' tutti. Il governo di Alexis Tsipras e i greci ne vedranno ben pochi. Ben 7,16 miliardi rientreranno a stretto giro di posta a Bruxelles per estinguere il prestito ponte di un mese fa. Oltre dieci miliardi saranno messi da parte per puntellare le banche domestiche (che dal 2009 hanno già ricevuto e bruciato 48 miliardi di capitale dalla Troika). Il resto servirà per onorare le prossime rate in scadenza con i creditori e un po' dei debiti con i privati accumulati dallo Stato negli ultimi mesi.

Nessuno ad Atene si sorprende. Il piatto, per i cittadini ellenici, piange da tempo. Il primo piano di aiuti di Bce, Ue e Fmi del 2010 è servito – come ha ammesso con onestà Washington – a evitare il crac delle banche europee (specie tedesche e francesi) e ad a evitare l'effetto contagio sull'euro. Il secondo nel 2012 e il terzo di oggi servono per consentire alla Grecia di continuare a pagare i suoi generosi benefattori.

Dei 240 miliardi stanziati nei due primi salvataggi, solo 11,7 – ha calcolato il think tank Macropolis – sono rimasti davvero a disposizione del governo per alleviare la crisi del paese. Il 5% del totale. Il resto se né andato per onorare debiti e interessi ( 122 miliardi), per gli istituti di credito, per la ristrutturazione dell'esposizione con i privati di tre anni fa (34) e per finanziare il deficit di bilancio (15). Lo stesso succederà agli 86 in arrivo nei prossimi tre anni: 53 serviranno per ripagare la Troika, 25 per le banche, 4,5 per consolidare i depositi bancari e 7 per gli arretrati con i privati. Per completare l'opera, Atene dovrà contribuire in proprio alle sue necessità finanziarie garantendo un surplus primario di bilancio di 6 miliardi grazie a nuovi tagli al welfare e vendendo beni pubblici per 2,5 miliardi.

Questi dati bastano da soli a spiegare come mai Tsipras e Yanis Varoufakis abbiano tanto insistito per la riduzione dell'esposizione del paese. Il debito si mangia da solo il 60% degli aiuti. E solo tagliandolo si possono liberare i soldi necessari per dare ossigeno all'economia. Il vero aiuto della Troika alla Grecia in effetti non sono state le centinaia di miliardi prestiti-boomerang ma la ristrutturazione dell'esposizione garantita ad Atene nel 2012 ( con il congelamento del pagamento degli interessi fino al 2022 e l'abbassamento dei tassi d'interesse). Un intervento che da solo – calcola il numero uno del fondo salva stati Klaus Regling – "significa otto miliardi di risparmi l'anno sul servizio del debito". Tanti, visti dal Partenone. Bruscolini però rispetto ai 100 risparmiati dall'inizio della crisi da Berlino – come ha calcolato il centro studi tedesco Iwh – grazie al calo dei tassi sul Bund garantito dalla crisi ellenica.

Meccanismo rodato, i capitali transitano dal ministero solo per soddisfare le scadenze di bond e prestiti internazionali

IL PRESTITO PONTE

L'aiuto d'emergenza di fine luglio è finito a Fmi e Bce

LA PRIMA TRANCHE

Il terzo pacchetto sarà diviso tra debiti con l'Ue e le banche

TOTALE PRESTITI

Dei 240 miliardi di aiuti solo 11,7 sono rimasti nel Paese

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post