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Una indicazione civile per le nazioni e per tutti noi  con due sole parole: ti amo

Il compagno del poliziotto ucciso sfida i terroristi e fornisce una indicazione civile per le nazioni e per tutti noi  con due sole parole: ti amo

Il discorso del compagno dell'agente Xavier Jugelé, ucciso durante l'attacco sugli Champs Élysées, è di alto profilo etico: non è entrando nel circolo vizioso dell'odio e della violenza che si può combattere e contrastare l'intolleranza, l'integralismo e la barbarie

I comportamenti,  il modo di vivere nella quotidianità di due persone normali sconfiggeranno i populisti e le paure diffuse a piene mani dalla  cultura del guardarsi indietro. Queste persone dimostrano che si può impostare la  vita  di ogni giorno nel vero piacere e nella felicità anche in occasioni tragiche e nei giorni di buio (ndr.)

"Non avrete il mio odio" ha detto Etienne Cardiles ricordando Xavier Jugelé, l'agente trucidato a Parigi lo scorso 20 maggio durante un attacco terroristico di matrice islamista. Utilizzando le stesse parole che Antoine Leiris aveva usato nei confronti degli assassini della moglie subito dopo gli attentati del 13 novembre 2015, Etienne rende così omaggio al proprio compagno, con semplicità, rigore e dignità. Xavier era l'amore della sua vita e si batteva per la giustizia e la sicurezza di tutti e di tutte. Xavier non avrebbe tollerato che il proprio sacrificio si trasformasse in una sconfitta della tolleranza e della civiltà. Come si fa d'altronde a odiare, anche se si è completamente distrutti dal dolore e si sperimenta il vuoto assoluto della perdita, quando è con l'altra persona che si è imparato l'amore? "Quest'odio non ti somiglia, resterai nel mio cuore per sempre. Ti amo", ha continuato Etienne salutando il compagno. A tratti commosso. A tratti teso. A tratti contratto. Coerente fino in fondo con gli ideali per i quali Xavier non aveva mai smesso di battersi impegnandosi in prima persona non solo per la difesa della democrazia e dei valori della République, ma anche per i diritti delle persone omosessuali.

Il messaggio che ci giunge ancora una volta dalla Francia è di alto profilo etico: non è entrando nel circolo vizioso dell'odio e della violenza che si può combattere e contrastare l'intolleranza, l'integralismo e la barbarie che si stanno riversando in questi ultimi anni in Occidente. Al contrario. È solo mostrandosi capaci di amore fino in fondo, anche quando si è circondati dalle tenebre, che si può poi dare un messaggio di speranza ai più giovani e trasformarsi in scudo della democrazia. Per non dire poi dell'evidente normalità con cui un gay parla del proprio compagno, senza esibizionismo e senza paura, mostrando come l'amore non solo non abbia limiti, ma non sia nemmeno legato al sesso o al genere come ancora talvolta si pensa o si sospetta in Italia.

In un momento delicato della vita politica francese, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali che vedono al secondo turno la candidata del Front National, il messaggio d'amore di Etienne ci ricorda non solo quanto tutti noi dobbiamo alle forze dell'ordine - solo in Francia, nel 2016, sono stati otto i poliziotti e quattordici i gendarmi assassinati in attacchi terroristici - ma anche quanto è importante non perdere mai di vista i valori fondanti delle nostre democrazie occidentali. Ci si deve 
difendere contro la barbarie, ma non per questo ci si può dimenticare che chiunque, come spiegava Hannah Arendt, può "banalmente" commettere il male quando immagina che l'unico modo per contrastare l'intolleranza sia quello di diventare a propria volta intolleranti.

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