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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Film con personaggi gay

Ti consigliamo di andare a leggere l'articolo di fondo "Diritti civili e mondo omosessuale "    finestra-2.jpg

    Regista Ferzan Ozpetek da “Il Morandini 2011”

La finestra di fronte

“Il matrimonio  come la morte pochi ci arrivano preparati”(N.Tommaseo) Non era preparata l’operaia Giovanna, che sposata da 8 anni con Filippo (un lavoro precario dopo l’altro) e madre di due figli, é una giovane donna insoddisfatta e si distrae sbirciando il bancario Lorenzo, suo bel dirimpettaio. Entra nella sua vita un vecchio signore smemorato che il marito le porta a casa, in attesa che qualcuno lo identifichi. E’ questo Davide, ebreo e omosessuale ,che la induce a riappropriarsi della propria vita, a riscoprire  la sua passione per la pasticceria, a rinunciare al marito e al fantasticato amore per Lorenzo. Scritto e riscritto con Gianni Romoli il 4^ film del turco Ozpetek, il più maturo, intenso e stilisticamente equilibrato, giocato sul principio della sottrazione anche nel nascondere, sfumandolo, un livello metaforico e allusivo: fondato sulla didattica degli sguardi, ha come arco di svolta il tema della memoria incarnata nel remoto dramma e nel senso di colpa che abitano il vecchio Davide, legati entrambi al 16 ottobre 1943 quando avvenne il rastrellamento nazista degli ebrei romani. Davide avvisò il ghetto correndo di strada in strada, non andò per primo ad avvisare il proprio amore Simome che venne preso dai militari . Struggente presenza di Girotti, morto pochi giorni dopo le riprese del film, in una compagnia di interpreti di cui l’ottima Mezzogiorno. Tutti recitano come si deve. 5 david di Donatello, 5 Globi d’oro, 4 ciak d’oro, 3 premi a Karlovy Vary

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“Mio caro Simone, dopo di te il rosso non è più rosso, l'azzurro del cielo non è più azzurro, gli alberi non sono più verdi. Dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini. Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi, che non volevano vedere perché se avessero visto saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà. Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. Era lì che ti vedevo sempre quando ancora non sapevo il tuo nome, e tu sognavi un mondo migliore in cui non si può proibire ad un albero di essere albero e all'azzurro di diventare cielo. Non so se questo è un mondo migliore, ora che nessuno mi chiama più Davide, ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli. Come posso dire che questo è un mondo migliore? Come posso dirlo senza di te? [Dalla lettera di Davide a Simone)

 

 

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  se clicchi con il tasto destro del mouse sul link e poi con il sinistro su "apri in una nuova scheda" ascolti la musica e puoi leggere l'articolo  cuore di sabbia link

  Regista Ferzan Ozpetek da “Il Morandini 2011”

Mine Vaganti

C’è una bella trovata narrativa nella commedia che Ozpetek ha scritto con Ivan Cotroneo.        Dopo un annoso soggiorno a Roma dove si è sprovincializzato Tommaso Cantone torna alla Lecce natia, deciso a fare una rivelazione scandalosa alla sua famiglia: è gay. Confida l’intento al fratello Antonio che lo spiazza, anticipandolo. Vista la reazione del padre, colpito da infarto,e lo sconcerto della parentela, Tommaso è costretto a tacere, anzi a rimanere a Lecce per occuparsi del pastificio di famiglia. Venduta in 15 paesi stranieri dopo il passaggio alla Biennale  2009 la pellicola è una commediona corale più che intelligente. Felice nel reparto femminile con la nonna trasgressiva della Occhini e l’eccentrica zia della Ricci, ma anche per la brava  Grimaudo e per la Savino, madre dei due gay, irresistibile caratterista comica.

 

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La nonna (Ilaria Occhini)

 

Chi lo sa se questi luoghi avranno memoria di me, se le statue, le facciate delle chiese si ricorderanno il mio nome. Voglio camminare un'ultima volta per queste strade che mi hanno accolto tanti anni fa, quando tutti mi chiamavano "la toscana", voglio vedere le pietre gialle tutta quella luce che ti toglie il respiro, se le strade conserveranno il rumore dei miei passi, la mia città la città di Lecce la devo salutare prima di partire, Tommaso, scrivi di noi, la nostra storia la nostra terra, la nostra famiglia, quello che abbiamo fatto di buono e soprattutto quello che abbiamo sbagliato, quello che non siamo riusciti a fare perchè eravamo troppo piccoli per la vita che è così grande. La mina vagante se nè andata, così mi chiamavate, pensando che non vi sentissi, ma le mine vaganti servono a portare il disordine a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a sgominare tutto, a cambiare i piani. Nicola mi ha insegnato la cosa più importante di tutte, a sorridere quando stai male, quando dentro vorresti morire. Non siate tristi per me, quando non sentite la mia voce in casa, la vita non è nelle stanze, muoriamo e poi torniamo, come tutto.

 

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Regia di Tom Ford da “il Morandini 2011”

A Single Man

Los Angeles 1962.Geoge Falconer, docente di  letteratura,  cerca di dare un senso della sua vita dopo la morte dell’amato compagno Jim. Prodotto e scritto con Edward Sceance, liberamente tratto dal libro di Christopher Isherwood e diretto con eleganza nella forma e nella sostanza dall’esordiente Ford, stilista di fama internazionale. “Non ho mai ceduto che la moda abbia a che fare con l’arte, il cinema si” E’ il caso raro di adattamento riuscito per un romanzo importante e complesso, quasi intoccabile nell’ambito della letteratura anglofona omosessuale- A Venezia 2009 coppa Volpi (meritatissima) per Firth, magnifico anche nel duetto con  la brava Moore e Queer Lion per il miglior omofilm.

 

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George (Colin Firth)

 

Nella vita ho avuto momenti di assoluta chiarezza,
quando per pochi, brevi secondi, il silenzio soffoca il rumore
e provo un'emozione invece di pensare
e le cose sembrano così nitide
e il mondo sembra così nuovo.
E' come se tutto fosse appena iniziato.
Non riesco a far durare questi momenti,
io mi ci aggrappo,
ma come tutto svaniscono.
Ho vissuto una vita per quei momenti,
mi riportano al presente
e mi rendo conto che tutto
è esattamente come deve essere...

 

 

 

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