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La Cassazione sulle coppie gay
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ROMA - Le coppie omosessuali, se con l'attuale legislazione "non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla
trascrizione del matrimonio celebrato all'estero", tuttavia hanno il "diritto alla 'vita familiare'" e a "vivere liberamente una condizione di coppia" con la possibilità, in presenza di
"specifiche situazioni", di un "trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". Lo afferma la Cassazione, in una sentenza depositata oggi.
Il verdetto è arrivato a conclusione di un iter giudiziario avviato da una coppia gay della provincia di Roma che si era sposata all'Aja, in Olanda, e chiedeva la
trascrizione dell'atto di nozze in Italia. Richiesta che la prima sezione civile della Cassazione ha respinto, stabiliendo però che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti
assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero e pertanto "possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello
assicurato dalla legge alla coppia coniugata".
Il pronunciamento della Suprema corte viene definito storico dall'Arcigay. La sentenza, sottolinea presidente nazionale Paolo Patanè, "ha segnato un altro
importante passo avanti sulla strada di una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali". "Sono almeno tre i punti che - spiega - ci sembrano configurare un'autentica rivoluzione
copernicana.
Da una parte la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un 'diritto alla vita familiare', recependo quindi l'orientamento già espresso dalla
Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2010. In secondo luogo la Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione già adottata dalla nostra Corte costituzionale sempre nel 2010,
riconoscendo alle persone omosessuali 'il diritto a vivere liberamente una condizione di coppia' con la possibilità di ricorrere ai giudici 'a prescindere dall'intervento del legislatore in
materià. Ma soprattutto - osserva Patanè - la Corte formula importanti affermazioni di principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni politici circa la natura
necessariamente eterosessuale del matrimonio".
Per il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, "la sentenza di oggi è importantissima: fa una fotografia della realtà delle coppie lesbiche e gay, stabilendo
che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale. Sono parole chiare e nette di fronte alle quali il Parlamento e il Governo
sono chiamati a dare una risposta".
Reazioni positive alla sentenza anche dal mondo politico. "Le coppie di fatto per la Cassazione hanno diritto a un 'trattamento omogeneo alle coppie coniugate'. W
la Cassazione abbasso, su questo, Alfano", scrive su twitter il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova. Massimo Donadi, presidente del gruppo Idv alla Camera, si chiede come "è
possibile che in questo paese, quando si parla di temi etici e di diritti civili, la politica arrivi sempre in ritardo? E' accaduto nel recente passato con la vicenda di Eluana Englaro. Stavolta,
sul tema della coppie gay, è la Cassazione a prendere atto dei cambiamenti sociali e ad esprimersi in base al diritto"
"Non posso che ringraziare la Cassazione per la sentenza emessa oggi perché, come la coppia omosessuale che si è sposata all'Aja, anche a me e a mia moglie Ricarda
è stata rifiutata la registrazione del matrimonio dal Comune di Roma e avevamo già deciso di fare esattamente quello che la Cassazione propone", dichiara Anna Paola Concia, deputata del Partito
democratico. Soddisfazione per il verdetto è espressa anche dal senatore Pd Roberto Della Seta, componente della commissione straordinaria per i diritti umani. "L'auspicio - afferma - è che ora
questo principio di elementare buon senso trovi piena applicazione nelle leggi". "Il nostro paese - continua - è uno dei più arretrati quanto a diritti delle persone omosessuali, e questo
alimenta e legittima persistenti atteggiamenti omofobi e discriminatori, che talvolta non risparmiano anche esponenti politici". (15 marzo 2012)
Cassa Mutua anche per le coppie gay: Corte d'Appello di Milano
Una sentenza della corte d'appello accoglie il ricorso di un impiegato di banca gay che aveva citato in giudizio la cassa mutua dell'istituto di credito, rifiutandosi di riconoscere lo stato di convivente more uxorio
al suo compagno che non aveva così ricevuto le prestazioni sanitarie richieste. Dopo la vittoria in primo gado
anche la Corte D'Appello ha dato ragione alla coppia . Ora, anche il compagno, secondo la sentenza potrà usufruire della cassa mutua come succede per i coniugi o i conviventi etero sessuali . " E' un passo in avanti nel riconoscimento del diritti delle coppie gay "esulta l'avvocato Federica Menici, legale dell'impiegato . Per Ivan Scalfarotto, vicepresidente del partito democratico," le aule della giustizia sono sempre più spesso le sedi in cui le coppie gay possono ottenere dignità e parità di diritti . I tempi sono maturi anche in Italia - dice Scalfarotto - per lìuguaglianza davanti alla legge per tutti i cittadini.