I cambiamenti non avvengonono con la bacchetta magica. La buona politica crea le condizioni perchè avvengono.Ci vuole tempo, importane è imboccare la strada corretta. In Italia il ruolo centrale è di un partito che abbia delle proposte credibii, in cui i cittadini si riconoscano e in cui credono che si possa arrivare a fare dei ipassi in avanti nella direzione di un cambiamento equo e sostenibile.
Lo chiamano il Glass-Steagall Act del terzo millennio. Ha le firme di Elizabeth Warren (paladina della sinistra, ispiratrice dell' authority per la tutela dei risparmiatori appoggiata a suo tempo da Occupy Wall Street) e del repubblicano John McCain. E' un disegno di legge che vuole ricreare una "muraglia cinese" fra due mestieri bancari: quello della banca di depositi che amministra risparmio; e quello delle merchant bank che investono in attività ad alto rischio. Le prime, le banche che gestiscono i nostri conti correnti, sono assicurate dallo Stato contro il fallimento; le altre speculano a proprio rischio e pericolo, ma se fanno crac non rappresentano un rischio sistemico per l' intera economia. Fu la regola (la legge Glass-Steagall, per l' appunto) adottata in America durante la Grande Depressione. Rimase in vigore fino al 1999 quando venne abolita sotto l' amministrazione Clinton, in un' era di egemonia politica e culturale della deregulation neoliberista. La fine di quella separazione è considerata una delle cause dell' ultima crisi. Il più autorevole sostenitore di questa legge che porterebbe allo smembramento dei colossi di Wall Street, è l' ex governatore della Federal Reserve Paul Volcker. Un primo tentativo di introdurla all' interno della riforma dei mercati varata nel 2010 (la legge Dodd-Frak) fallì per la resistenza della lobby bancaria e dei repubblicani. La Warren ha imparato sulla sua pelle quanto è rischioso opporsi agli interessi di Wall Street. Giurista di Harvard, fu lei a ideare la nuova authority per la tutela dei piccoli risparmiatori dopo la crisi del 2008. Quando però Barack Obama volle metterla a capo di quella neonata agenzia federale, scattò la vendetta dei banchieri. Gli alleati di Wall Street al Senato, nella destra repubblicana, fecero una battaglia estenuante per sabotare la sua nomina e alla fine Obama dovette mollarla. La Warren andò a candidarsi per un seggio di senatrice del Massachusetts, e vinse: per poter continuare la sua battaglia "dall' altra parte della barricata" cioè dai ranghi del potere legislativo. Ora ha arruolato un leader storico del partito repubblicano, McCain, per riproporre lo smembramento delle mega-banche. Forse non riuscirà perché una riedizione della legge Glass-Steagall equivale a un terremoto, i big di Wall Street dovrebbero rinunciare a importanti fonti di profitto, da ogni superbanca ne nascerebbero almeno due, di dimensioni molto inferiori. Sembra che perfino la Fed e il Tesoro considerino questa proposta di legge troppo radicale. Tuttavia la battaglia della Warren ha comunque un effetto collaterale benefico: rendere i banchieri più malleabili verso altri giri di vite normativi. Il più attuale, è la proposta che emana dalla Fed e da altri organi di vigilanza bancaria, per alzare ulteriormente la capitalizzazione minima richiesta alle megabanche. Gli istituti più grossi verrebbero costretti ad avere riserve di capitale pari almeno al 6% dei propri impieghi. Cioé il doppio rispetto alle banche medio-piccole.
Federico Rampini
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