Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

Pubblicità

Il gesto silenzioso di Umberto Ambrosoli

Caro Augias. Il consiglio regionale della Lombardia commemora il senatore Giulio Andreotti e Umbeerto Ambrosoli esponente del centrosinistra e figlio di Girgio esce in silenzio dall'aula. L'esponente democristiano aveva detto sulla morte di Ambrosoli che se "l'era andata a cercare". Qualcuno ha criticato il gesto del consigliere regionale Ambrosoli. Io lo ritengo giusto, anzi doveroso per onorare la memoria del padre. Si dice che "la morte cancella tutto", ma non può cancellare come un tratto di bianchetto il giudizio su una autorità dello stato che doveva stare dalla parte di quel padre (e della sua famiglia) e stava invece dalla parte dell'avversario mafioso. Andrea Sillioni

Non mi hanno sorpreso le reazioni sgarbate di tanti berlusconiani (Andreotti, tra l'altro, ha sempre rispettato la magistratura, ma non il loro capo) al gesto silenzionso di Umberto Ambrosoli. Si tratta di persone abituate diciamo. Mi ha sorpreso il governatore Maroni che avrebbe dovuto apprezzare la qualità e le motivazioni di quel comportamento; trattandosi tra l'altro del suo recdente avversario alle recenti elezioni. Spero che abbia parlato in quei termini perchè vuole il costume della sua parte politica, ma che in privato abbia mandato a Umberto Ambrosoli due righe di comprensione. Come Andreotti, anche l'avvocato Giogio Ambrosoli sapeva che frugando tra le carte della banca di Sindona rischiava la vita. Ma i due hanno reagito in maniera opposta. Andreotti ha commentato che i guai se li era andati a cercare. Ambrosoli riteneva che, nonostante i rischi,  fosse un suo dovere  verso il paese ( vedere il libro "un eroe borghese") l'incarico di commissario liquidatore della banca di Sindona che Guido Carli gli aveva affidato. La differenza trs due uomini e due Italie è tutta lì. Decine di persone si mossero per salvare il criminale Sindona (che poi in cella fu avvelenato con un caffè) . Ambrosoli, Baffi, Sarcinelli (a cui gliela fecero poi pagare, costringendolo alle dimissioni) resistettero. Si possono dare giudizi diversi su Andretti, ma il comportamento che ebbe nel caso della morte di Ambrosoli  e di quello di Dalla Chiesa ne fissa i tratti con chiarezza:si vede la linea di frattura  dove il bonario cinismo romano diventà complicità. Poco proma del suo assassinio Giorgio Ambrosoli scrisse alla moglie quello che sarebbe diventato il suo testamento: "Anna carissima, è indubbio che in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo il mio incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perchè per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese(...). Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi nel rispeto dei calori nei quali noi abbiamo creduto[...]

Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa". Chissà se Maroni le ha mai lette o se le ricorda queste parole. Corrado Augias

Se l'è andata a cercare Massimo Gramellini

Mentre il Consiglio regionale della Lombardia  rendeva omaggio al fantasma Andreotti, il capo dell'opposizione Umberto Ambrosoli è uscito dall'aula . Suo pafre l'avvocato Giorgio, fu ammazzato sotto casa  in una notte di luglio per ordine del banchierre Andreottiano Sindona. Aveva scoperto che costui era un riciclatore  di denaro mafioso. Trent'anni dopo Andreotti commentò l'assasinio di Ambrosoli con queste parole"Se l'è andata a cercare". Il perdono è una cosa seria. E' fatto della stessa sostanza del dolore e si nutre di accettazione e di memoria. Non di ipocrisie e rimozioni forzate. La morte livella, ma non cancella. Con buona pace del quotidiano dei vescovi che ieri titolva. "Ora Andreotti è sola luce". Per usare una parola alla moda,  Andreotti era divisivo. Lo era da vivo e lo rimane da morto. Purtroppo anche Giorgio Ambrosoli. Perchè esistono due Italie da sempre. E non è che una sia "buona" e l'altra "cattiva" (ndr: sono diverse), una di destra e l'altra di sinistra (Giorgio Ambrosoli era un liberale monarchico). Semplicemente c'è una Italia cinica  e accomodante (ndr.:verso i potenti e il potere), più che immorale, amorale che non vuole cambiare il mondo, ma usarlo (ndr,:vorrebbe dominare e soppraffare tutto e tutti usando a tale scopo strumentalmente tutti i mezzi - anche quelli buoni). E un'altra Italia giusta e severa, più che moralista, morale (ndr.:è per un ampliamento della democrazia, civiltà, senso civico) ; che cerca  di non lasciarsi cambiare  e usare dal mondo. Due Italie destinate a non comprendersi mai. Un esponente lombardo del partito di Berlusconi ha detto che il figli di Ambrosoli ha mancato di rispetto al morto.Non ricorda o forse non sa, che anche Andreotti aveva mancato di rispetto a un morto.

Quell'uscita dall'aula se l'è andata a cercare.

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post