VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
CHE l'universo femminile sia ricco e pieno di sfaccettature, le donne lo sanno bene già da tempo. Loro che ormai non si occupano più solo della casa e dei bambini. Loro che ormai sono pronte a fare qualunque lavoro. Esattamente come i propri mariti e propri fratelli. Loro che si battono quotidianamente per farsi ascoltare, portare avanti le proprie ragioni, argomentare, mostrare le proprie competenze, talvolta anche sbagliare. Esattamente come gli uomini, anche se con maggiore difficoltà, visto che devono opporsi al silenzio che le ha circondate per secoli. Allora perché in televisione tutte queste donne sono ancora tanto assenti, come ha denunciato ieri la presidente della Camera, Laura Boldrini, apprezzando il no detto dalla Rai alla prossima edizione di Miss Italia? Perché l'immagine che restituiscono della donna tante trasmissioni è ancora quella di chi, bella e silenziosa, lascia agli uomini il compito di discutere dei problemi del paese o di proporre nuove visioni del mondo? Una ricerca dell'Onu rivela che in Italia solo al 2% delle donne chiamate in tv viene concesso di intervenire su temi sociali e professionali.
C'era un tempo in cui la televisione rappresentava uno spaccato della vita. Accanto ai film e alle telenovele, c'erano programmi di costume in cui chiunque poteva identificarsi e riconoscersi, talvolta per sorridere dei propri difetti, altre volte per riflettere sulla propria esistenza. Poi è arrivato il tempo delle icone e dei modelli mediatici. La televisione ha cominciato a non essere più uno specchio della realtà, ma il luogo in cui si forgiavano identità e sogni. Ed ecco che la donna ha finito con l'essere ridotta a quell'immagine di femminilità cui gli stereotipi maschili erano tanto attaccati: creature dal corpo perfetto, plasmato dalla chirurgia estetica, dallo sporte dalle diete; persone docili e afasiche, capaci solo di assentire di fronte alla parola maschile; elementi di un decoro studiato a tavolino che, in quanto tali, non dovevano mai ostentare l'arroganza dell'indipendenza e dell'autonomia. Nel corso degli ultimi anni, la donna-icona del piccolo schermo è regredita a corpo, oggetto a disposizione di un uomo che- serio, impegnatoe razionale - aveva la possibilità (e il dovere) di occupare la scena con la parola di cui la donna era invece privata.
All'interno di un contesto di questo genere, trasmissioni come Miss Italia non hanno fatto altro che rinforzare questo tipo di stereotipi.
Ma il problema, forse, nonè nemmeno questo.
Perché le miss esistono ovunque e, ovunque, fanno audience. Il problema italiano è altrove, ossia nell'assenza di altri modelli proposti alle ragazze. Perché accanto a tutte coloro che utilizzano il proprio corpo per esistere - e che ci sono sempre state, continueranno ad esistere, e se decidono di farlo, in fondo, hanno anche loro i propri motivi e le proprie ragioni - ci sono poi anche tante donne che vorrebbero potersi esprimere pubblicamente e mostrare anche in televisione le proprie competenze lavorative e le proprie capacità argomentative.
Tutte quelle donne che sono cresciute con la consapevolezza di non doversi accontentare per forza del poco spazio lasciato loro dagli uomini; tutte quelle donne che si sono battute e continuano a battersi giorno dopo giorno per l'uguaglianza e le pari opportunità.
La visibilità mediatica, per le donne, non è solo "spettacolarizzazione". Non è solo un modo per occupare la scena sorridendo e tacendo, riducendo ineluttabilmente il proprio essere all'apparire. La visibilità di cui oggi hanno bisogno le donne è anche e soprattutto uno strumento per rivendicare il riconoscimento dei propri diritti, delle proprie potenzialità e delle proprie idee. Donne della realtà che, nella propria diversità, chiedono di essere presenti nei media, e in particolare in televisione, non tanto per vivere un momento superfluo di gloria, ma per dare l'esempio e mostrare che, anche loro, hanno la capacità di interpretare il mondo e di cambiarlo.
Michela Marzano
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