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Lettera di Sacco al figlio Dante (1927)

   1927

Ricordati figlio mio la felicità dei giochi non tenerla tutta per te……

 

Mio carissimo figlio e compagno, … Sin dal giorno che ti vidi per l’ultima volta ho sempre avuto idea di scriverti questa lettera: ma la durata del mio digiuno e il pensiero di non potermi esprimere come era mio desiderio, mi hanno fatto attendere fino ad oggi. Non avrei mai pensato che il nostro inseparabile amore potesse così tragicamente finire ! ….Ma questi sette anni di dolore mi dicono che ciò è stato reso possibile. Però questa nostra separazione forzata non ha cambiato di un atomo il nostro affetto che rimane più saldo e più vivo che mai. Anzi, se ciò è possibile, si è ingigantito ancor più. Molto abbiamo sofferto durante il nostro lungo calvario.
Noi protestiamo oggi, come protestammo ieri e protesteremo sempre per la nostra libertà. Se cessai il mio sciopero della fame, lo feci perchè in me non era rimasta ormai alcuna ombra di vita ed io scelsi quella forma di protesta per reclamare la vita e non la morte, il mio sacrificio era animato dal desiderio vivissimo che vi era in me, per ritornare a stringere tra le mie braccia la tua piccola cara sorellina Ines, tua madre, te e tutti i miei cari amici e compagni di vita, non di morte. Perciò, figlio, la vita di oggi torna calma e tranquilla a rianimare il mio povero corpo, se pure lo spirito rimane senza orizzonte e sempre sperduto tra tetre, nere visioni di morte. Ricordati anche di ciò figlio mio. Non dimenticarti giammai, Dante, ogni qualvolta nella vita sarai felice, di non essere egoista: dividi sempre le tue gioie con quelli più infelici, più poveri e più deboli di te e non essere mai sordo verso coloro che domandano soccorso. Aiuta i perseguitati e le vittime perchè essi saranno i tuoi migliori amici, essi sono i compagni che lottano e cadono, come tuo padre e Bartolomeo lottarono e oggi cadono per aver reclamati felicità e libertà per tutte le povere cenciose folle del lavoro. In questa lotta per la vita tu troverai gioia e soddisfazione e sarai amato dai tuoi simili. Continuamente pensavo a te, Dante mio, nei tristi giorni trascorsi nella cella di morte, il canto, le tenere voci dei bimbi che giungevano fino a me dal vicino giardino di giuoco ove vi era la vita e la gioia spensierata -a soli pochi passi di distanza dalle mura che serrano in una atroce agonia tre anime in pena!… Tutto ciò mi faceva pensare a te e ad Ines insistentemente, e vi desideravo tanto, oh, tanto. figli miei!… Ma poi pensai che fu meglio che tu non fossi venuto a vedermi in quel giorni, perché nella cella di morte ti saresti trovato al cospetto del quadro spaventoso di tre uomini in agonia, in attesa di essere uccisi, e tale tragica visione non so quale effetto avrebbe potuto produrre nella tua mente, e quale influenza avrebbe potuto avere nel futuro. D’altra parte, se tu non fossi un ragazzo troppo sensibile una tale visione avrebbe potuto esserti utile in un futuro domani, quando tu avresti potuto ricordarla per dire al mondo tutta la vergogna di questo secolo che è racchiusa in questa crudele forma di persecuzione e di morte infame. Si, Dante mio, essi potranno ben crocifiggere i nostri corpi come già fanno da sette anni: ma essi non potranno mai distruggere le nostre Idee che rimarranno ancora più belle per le future generazioni a venire. Dante, per una volta ancora ti esorto ad essere buono ed amare con tutto il tuo affetto tua madre in questi tristi giorni: ed io sono sicuro che con tutte le tue cure e tutto il tuo affetto ella si sentirà meno infelice. E non dimenticare di conservare un poco del tuo amore per me, figlio, perchè io ti amo tanto, tanto… I migliori miei fraterni saluti per tutti i buoni amici e compagni, baci affettuosi per la piccola Ines e per la mamma, e a te un abbraccio di cuore dal tuo padre e compagno…

 


SACCO'S LETTER TO HIS SON

If nothing happens they will electrocute us right after midnight. Therefore here I am, right with you, with love and with open heart,
As I was yesterday.Don’t cry, Dante, for many, many tears have been wasted, As your mother’s tears have been already wasted for seven years, And never did any good. So son, instead of crying, be strong, be brave
So as to be able to comfort your mother.

And when you want to distract her from the discouraging soleness You take her for a long walk in the quiet countryside, Gathering flowers here and there. And resting under the shade of trees, beside the music of the waters, The peacefulness of nature, she will enjoy it very much, As you will surely too.
But son, you must remember; Don’t use all yourself. But down yourself, just one step, to help the weak ones at your side.

The weaker ones, that cry for help, the persecuted and the victim. They are your friends, friends of yours and mine, they are the comrades that fight, Yes and sometimes fall.
Just as your father, your father and Bartolo have fallen, Have fought and fell yesterday. for the conquest of joy,
Of freedom for all. In the struggle of life you’ll find, you’ll find more love. And in the struggle, you will be loved also.



LETTERA DI SACCO A SUO FIGLIO

Se non succede niente, ci giustizieranno dopo mezzanotte.
Allora sono qui, sincero, con amore e con il cuore aperto,
come lo sono stato ieri.
Non piangere, Dante per tante tante lacrime sprecate,
come quelle di tua madre, sprecate per sette anni
senza nessun buon esito.
Figliolo, invece di piangere, sii forte, sii coraggioso.
Sii capace di essere di conforto alla mamma.

E quando vorrai distrarla dalla solitudine umiliante,
portala a passeggiare a lungo nella quiete campestre,
cogliendo fiori qui e là.
E all'ombra degli alberi, accanto alla musica delle acque,
amerà molto la tranquillità della natura.
E anche tu, di certo.
Ma ragazzo, ricorda: non usare tutto te stesso.
Tieni una parte di te per aiutare i deboli che ti stanno accanto.

I più deboli, che gridano aiuto, i perseguitati e le vittime.
Sono tuoi amici, amici miei e tuoi, sono i compagni che combattono;
Sì, e a volte cadono.
Come tuo padre, tuo padre e Bartolo sono caduti.
hanno combattuto e sono caduti ieri, per la conquista della gioia
e della libertà per tutti.
Nella lotta della vita troverai, troverai più amore.
E nella lotta, sarai anche amato. 

 

RIABILITAZIONE DI SACCO E VANZETTI

 

                                     Sacco e Vanzetti

 

TITOLO ORIGINALE

Sacco e Vanzetti

REGIA

Giuliano Montaldo

SOGGETTO

Giuliano Montaldo, Fabrizio Onofri, Mino Roli

SCENEGGIATURA

Fabrizio Onofri, Giuliano Montaldo

FOTOGRAFIA

Silvano Ippoliti (colori)

MUSICA

Ennio Morricone

MONTAGGIO

Nino Baragli

INTERPRETI

 Gian Maria Volontè-Riccardo Cucciolla, Cyril Cusak, Geoffrey Keen

PRODUZIONE

Jolly Film/Unidis/Théatre Le Rex

DURATA

111'

ORIGINE

Italia-Francia, 1971

   

Il film è la ricostruzione storica della condanna a morte degli Italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti ,emigrati negli Stati uniti nel periodo Giolittiano come tanti altri italiani. Il lavoro di Montaldo ricostruisce meticolosamente la vicenda della condanna ed è uno degli  esempi di ricostruzione storica unita a Fiction, le due cose felicemente integrate,notevoli le riprese all'interno del tribunale i flash temporali, il ritmo incalzante ,la musica,la scenografia dell'epoca,insomma come si dovrebbe fare un Film popolare e intelligente .

Ricordiamo che

La richiesta di riaprire il caso venne sistematicamente rifiutata, anche quando un altro  detenuto, condannato a morte, confessò di aver preso parte alla rapina. Solo nell'agosto  1977 il governatore del  Massachusetts Michael Dukakis riconobbe in un documento ufficiale gli errori commessi nel processo, riabilitando completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.

  TRAMA

Boston, 1920. Due immigrati italiani, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, vengono accusati di rapina a mano armato e di omicidio. Ben presto appare evidente che i due imputati sono innocenti, ma che la giustizia americana li vuole condannare soltanto perché anarchici ed italiani. A nulla valgono gli sforzi della difesa per smontare il fragile castello accusatorio e Sacco e Vanzetti sono così condannati a morte. Nonostante la mobilitazione a favore dei due immigrati italiani si estenda a tutto il mondo e diventi sempre più intensa, Sacco e Vanzetti sono giustiziati nell'agosto del 1927.

Il film inizia sottolineando il clima di repressione della comunità di immigrati italiani a Boston nel 1920. La rapida politicizzazione a sinistra (anarchici e socialisti) e la sindacalizzazione di larghe masse di lavoratori di recente immigrazione unitamente allo spauracchio della Rivoluzione Bolscevica avevano spaventato la borghesia americana e ingenerato nei ceti ricchi della società la psicosi di imminenti rivolgimenti sociali.

Sacco e Vanzetti sono le vittime di questa isteria collettiva che si era impossessata dell'opinione pubblica conservatrice e delle istituzioni giudiziarie (il ministro della giustizia Palmer appare all'inizio del film a straparlare di complotti dei rossi). Per quanto l'innocenza dei due imputati risulti presto evidente, l'America razzista e reazionaria li vuole morti in quanto italiani e anarchici: la condanna di Sacco e Vanzetti non fu un errore giudiziario, ma un omicidio legale lucidamente e consapevolmente perpetrato (Il delitto più atroce compiuto in questo secolo dalla giustizia umana, ebbe a dire Franklin Delano Roosevelt - presidente degli USA,tra i più importanti ).

Realizzato nel 1971, quando in Italia era ancora vivo l'eco della strage di Piazza Fontana:nel 1969 a Milano vi fù una strage alla Banca dell'agricoltura ,vennero accusati ingiustamente due Anarchici , Valpreda e Pinelli ,quest'ultimo morì in circostanze mai chiarite cadendo dalla finestra della questura di Milano ,in seguito ad iniziative di intellettuali e di una parte dell'opinione pubblica ,ma anche di magistrati,gli autori della strage vennero poi cercati e trovati nell'estremismo Neofascista.Gravi le responsabilità ,le collusioni e ambiguità da parte di ambienti dello stato mai del tutto chiarite,la strage avvenne nel periodo sì detto dell' Autunno caldo,termine che si riferisce alle lotte operaie che portarono poi allo Statuto dei lavoratori tra il 68 e il 69 ,ultima annotazione, la strage faceva anche seguito alla contestazione del "68"essa fu la prima di una serie di terribili stragi  sino ai primi anni 90 -chiamata Strategia della Tensione.

Il film fa esplicito riferimento a questo avvenimento, nello stesso tempo non si appiattisce sul presente il fulcro della narrazione sono i due anarchici italiani. A distanza di anni risulta ancora di grande attualità la denuncia della fobia xenofoba e dell'intolleranza da cui scaturì questa nera pagina della storia degli Stati Uniti, ci ricorda una pagina della nostra storia che per diversi motivi siamo portati a dimenticare ,quella della nostra emigrazione in ogni parte del mondo.

  A COLLOQUIO -IMMAGINI D'EPOCA

Sacco e Vanzetti è un prodotto trà i migliori di quel vero e proprio filone di Cinema politico che si affermò in Italia alla fine degli anni Sessanta e proseguì nella prima metà del decennio successivo. Il film ne esemplifica la caratteristica migliore: l'efficace e penetrante comunicazione di una precisa tesi attraverso una narrazione incisiva e vigorosa. La necessità di fornire una chiara chiave di lettura degli eventi, insomma, non va a scapito della costruzione drammatica, in questo caso orientata verso una commistione di generi tradizionali, quali il giallo, il giudiziario,   (solo il fatto di sapere con anticipo quale sarà l'esito della vicenda attenua il fattore incertezza che accompagnerebbe l'abile gestione della fase processuale), che vengono padroneggiati con grande abilità 

Il film si ricollega alla tradizione del Neorealismo(impegno civile) nell'intrecciare scenografia ricostruita con una fotografia che ben illustra gli ambienti ,con i documentari dell'epoca,(il film ci sembra anche che utilizzi al meglio la lezione del regista G.Pontecorvo con la Battaglia di Algeri nell' intrecciare documento e narrazione ) la musica incide abilmente nella narrazione con la colonna sonora di E.Morricone e la bellissima voce di J Beaz ,cantante folk e di impegno americana,  di grande fama in quel periodo. Notevole la recitazione di G.M.Volontè e R.Cucciolla si pensi al lavoro fatto dai due attori nel dar voce ''dialettale'' ai due italiani

I presunti difetti  di enfatizzazione retorica e melodrammatica di alcuni passaggi e di una certa ridondanza nella parte finale danno invece al film di Montaldo grande impatto emotivo nei confronti di uno spettatore che viene non solo informato ma anche convinto della innocenza dei due Italiani.

Questa impostazione marcatamente popolare del film fu sicuramente uno dei motivi del suo grande successo internazionale, tanto che la sua visione negli Stati Uniti contribuì non poco a determinare la revisione del processo e la riabilitazione ufficiale dei due italiani nel 1977.

 

La canzone Here's o you. Musica di Morricone e cantata da Joan Baez

http://www.youtube.com/watch?v=y4gMWHRyZ8Y 

Lo Straniero cantata da George Moustaki

http://www.youtube.com/watch?v=_NdvGkGvKCY 

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