Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

Pubblicità

Una violenza contro sè stessi non produce apertura alla vita

Il delirio finale della destra pagana - Quel cattolico senza Dio prigioniero dell' odio

«CI VORRANNO gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini». È con queste parole che Dominique Venner, storico francese di estrema destra, annuncia sul proprio blog il suicidio di ieri. Dopo essersi recato alla cattedrale di Notre-Dame, Venner si è tirato un colpo di pistola in bocca davanti all' altare. Un gesto estremo e scioccante. Il cui valore simbolico, però, è estremamente ambiguo, soprattutto quando si pensa che i destinatari del messaggio eversivo sarebbero dovuti essere i militanti cattolici che si sono schierati in questi ultimi mesi contro la legge sul matrimonio gay. Di cattolico, d' altronde, lo storico e saggista francese aveva molto poco. Radicale ed estremista lo era senz' ombra di dubbio. Ma non nel nome di Dio o della fede. Il suo estremismo aveva radici atee e si nutriva di quell' odio per gli "altri" che in questi ultimi tempi, in Francia, si coniuga spesso e volentieri con l' omofobia e il razzismo. Venner era soprattutto noto come esponente di punta di quella "destra pagana" che rivendica non tanto le origini Cristiane dell' Occidente, quanto quelle Greco-Romane iscrivendosi esplicitamente nella linea di pensiero di autori come Drieu La Rochelle e Henry de Montherlant. Ecco perché, per Dominque Venner, le proteste contro la possibilità per le coppie omosessuali di accedere al matrimonio rappresentavano in fondo solo un pretesto per ricordare ai suoi concittadini il vero problema della contemporaneità, ossia la perdita delle tradizioni. Quelle tradizioni della "France éternelle" che si sarebbero dovute rispolverare anche utilizzando la violenza, perché per coloro che rimpiangono il passato è sempre meglio morire da eroi che soccombere alla decadenza contemporanea. Noto per le sue posizioni radicali, Venner dirigeva dal 2002 la Nouvelle Revue d' Histoire, rivendicando in modo anche virulento la difesa del nazionalismo. La Francia, secondo quest' intellettuale, aveva il dovere morale di non capitolare di fronte allo strapotere dell' Islam, anche a costo di utilizzare la violenza. Prima di tutto quella forma di violenza che è il rifiuto: rifiuto dell' alterità e del multiculturalismo; rifiuto delle differenze e degli stranieri; rifiuto dell' omosessualità e della decadenza. La violenza delle azioni in secondo luogo, perché, prima o poi, arriva il momento in cui le parole devono essere autentificate dai fatti. Come non vedere allora nelle grandi manifestazioni contro il matrimonio gay uno spunto per ricordare a tutti la necessità della difesa dell' entre-nous, di un' identità monolitica che non accetta compromessi con l' alterità? Come non fare alleanza con quei cattolici di destra, nonostante il rifiuto personale della religione cattolica? Il gesto di Venner è stato sicuramente spettacolare e scioccante. Ma molto probabilmente anche inutile, come accade quando si agisce in modo estremo per difendere valori estremi. Nessun cattolico dovrebbe poter condividere un gesto come questo, non solo per la violenza estrema e distruttiva del suicidio in un luogo pubblico, ma anche per la scelta particolare del luogo dove compierlo. Che senso può avere il fatto di tirarsi un colpo di pistola in bocca davanti all' Altare di Notre-Dame se non quello di provocare in modo oltraggioso chi considera la Chiesa come la casa di Dio? Certo, quando si assolutizzano i propri valori si rischia poi di perdere di vista il fatto che i valori sono sempre e comunque al servizio dell' umano. Quando si pensa che la difesa delle tradizioni implica il rifiuto di ogni altra cultura si rischia poi di smarrire il senso stesso delle tradizioni. Ma per rendersene conto, forse, si dovrebbe essere capaci di accettare il dialogo e la differenza, aprirsi all' alterità che alimenta lo spirito critico - che è poi il cuore stesso del Cattolicesimo - e non ritrovarsi al fianco di chi eroicizza la violenza come unico mezzo per difendere le proprie idee.

 

MICHELA MARZANO

 

 

In Francia c’e’ un clima isterico; i reazionari cercano un martire

«E' un gesto eccezionale che non si era mai visto nella storia politica francese contemporanea».

Per uno studioso dell'estrema destra come Jean-Yves Camus, il nome di Dominique Venner non è certo nuovo. «Veniva considerato una figura mitica dentro a certi ambienti. E' diventato il riferimento ideologico di molti gruppi della 'nuova destra' negli anni Ottanta. Negli ultimi tempi aveva saputo anche costruirsi un seguito tra i giovani grazie al web» racconta Camus, che ha firmato diversi saggi sul Front National ed è tra gli autori del "Dizionario critico del razzismo" appena pubblicato in Francia.

La battaglia contro il matrimonio delle coppie gay è davvero la causa di questo gesto estremo? «Seguivo Venner sul suo blog, aveva anche una pagina Facebook molto frequentata. E' vero che nelle ultime settimane i suoi toni contro la riforma del governo erano diventati più virulenti.

Era favorevolmente colpito da questa 'primavera' di mobilitazione in difesa di valori che lui ovviamente condivideva».

Una Francia reazionaria che si è improvvisamente risvegliata? «Non credo che si possa dire con certezza che la riforma del governo sia stata l'unica motivazione di Venner. Bisognerebbe essere prudenti prima di trarre facili conclusioni perché, come dicevo, si tratta di un gesto eccezionale, qualcosa di mai visto prima nel nostro paese. Ogni paragone è fuorviante. Anche i suoi amici e il suo editore sono stati colti di sorpresa. Tutti quelli che gli erano vicini ora rilasciano dichiarazioni contraddittorie».

Ha letto il suo ultimo post? «Il matrimonio gay è uno dei suoi tanti bersagli. Ma non si limita a questo. Parla anche molto di immigrazione, della cosiddetta identità nazionale. Di sicuro, Venner si era convinto che la Francia era ormai entrata in una fase di decadenza irreversibile.

Una situazione che lui, avendo alle spalle un certo tipo di passato, considerava intollerabile. Ma era anche un uomo malato e molto orgoglioso, non escluderei che abbia compiuto il suicidio anche per ragioni personali».

Non era comunque un folle.

«Nella lettera che ha lasciato, avrebbe rivendicato di agire nel pieno delle sue facoltà. Su questo non possiamo speculare. I contenuti di una o più missive sono ancora segreti. Ci sarà un'inchiesta e ne sapremo di più nelle prossime ore. Intanto, però, molti gruppi dell'estrema destra cercano di farne un martire. Non mi stupisce: fa parte del clima di isteria dentro al quale la Francia è precipitata negli ultimi mesi».

Marine Le Pen ha subito elogiato Venner.

«E' una dichiarazione grave e tra l'altro inesatta. Venner disprezzava l'attuale Front National, dal quale si era da tempo allontanato. Non apparteneva a nessun partito. Era un tipico esponente della generazione formata politicamente negli anni Sessanta per la difesa dell'Algeria francese, e poi ha elaborato la 'nuova destra' che ha i suoi riferimenti culturali non solo in Francia, ma anche in Italia. Per come l'ho conosciuto e per quello che scriveva nei suoi libri, si riteneva intellettualmente superiore agli attuali dirigenti del Front National». I suoi appelli sono un tentativo di fomentare un clima d'odio? «Venner era un punto di riferimento per una vecchia guardia dell'estrema destra francese. Ma nonostante i suoi 78 anni era tutt'altro che marginale, come ora sostengono alcuni. Attraverso Internet, era riuscito a far circolare le sue idee anche tra i più giovani, che compravano persino i suoi libri».

La contestazione rischia di radicalizzarsi? «Purtroppo, durante le ultime manifestazioni contro i matrimoni gay abbiamo assistito a scontri sempre più frequenti con la polizia. Non è una buona immagine per una destra che, almeno a parole, dovrebbe essere 'legge e ordine'».

François Hollande non aveva previsto questa escalation? «Più che per la sinistra, ritengo sia scattata una trappola per la destra che ha irresponsabilmente lasciato campo libero ad alcuni gruppi radicali. Ora la situazione rischia di sfuggire di mano. Il segretario dell'Ump, JeanFrançois Copé, è stato costretto ad annullare la sua partecipazione alla nuova manifestazione contro i matrimoni gay, prevista domenica. E' quel che succede quando si innesca un ingranaggio, senza preoccuparsi di come sarà possibile poi fermarlo».

 ANAIS GINORI

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post