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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Se non ti accontenti di quello che dicono i media sulla crisi e desideri ragionare e capire

Si informa cosa succede in Europa, non per uscire (già adesso cotiamo come il due di briscola - se usciamo possiamo fare il cameriere a qualche nazione economicamente potente) ma per sapere cosa proporre e che politica seguire  per la Comuntà Europea (ndr)

Il libro di Luciano Gallino “Il colpo di stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa”. Ed Einaudi € 19. Illustra la situazione di crisi in cui si trova l’Europa. (l'economia liberale ha fallito)

Cap. VI° - Nella UE la crisi bancaria è trasformata in crisi dei bilanci pubblici

- I governanti europei sapevano della crisi bancaria , e l’hanno aggravata con leggi sbagliate

- L’intreccio tra banche e politica. Ancora il caso Germania

- L’immane portata economica e politica dell’intervento dello stato

- Banche italiane, decisioni governative e debito pubblico: alcune precisazioni

- Socializzazione delle perdite e aumento del debito: un pessimo rendiconto

Colpo di stato in Europa.

- Attori e strumenti. Cap VII°

- Documenti di un colpo di stato Lo smantellamento dello stato sociale. Cap. VIII°

- Rigettare le teorie economiche liberali. Cap X° (Il mercato ha sempre ragione)

Per essere informati e saperne di più:

La collana iLibra editori LaterzaGLFLa Repubblica formato cartaceo esce il sabato € 5,90 in edicola, esiste anche il formato e-book a un costo inferiore.

- Rampini Federico: la trappola dell’austerity. Perché l'ideologia del rigore blocca la ripresa

- Luciano Gallino: Vite rinviate.Lo scandalo del lavoro precario

- Stefano Rodotà: Il mondo nella rete. Quali diritti, quali vincoli.

- Maro Revelli: Post-sinistra. Cosa resta della politica in un mondo globalizzato

- Massimo Giannini: L’anno zero del capitalismo.

- Zygmunt Bauman: Il demone della puura

 

Andrea Baranes (un’inchiesta di): Finanza per indignati. Ed. Ponte alle Grazie 2012. €13

 - Come si esce dalla crisi (autori vari). Ed. Allegre 2013.€ 15

- Stefano Livadiotti: LADRI. Gli evasori e i politici che li proteggono. I cittadini che evadono sanno chi votare(ndr)

- Alessandro Roncaglia: Economisti che sbagliano (Sottotitolo: le radici culturali della crisi) Ed.Laterza 2010. € 12

- Roberto Petrini: Processo agli economisti (Sottotitolo: a chi abbiamo affidato il nostro benessere. Ecco perché i guru del liberismo hanno fallito). Ed. Chiarelettere 2009 €13,60

- Francesco Gesualdi: Le catene del debito (e come possiamo spezzarle). Ed. Feltrinelli 2013 €14

- Andrea Baranes. Dobbiamo restituire fiducia ai mercati [FALSO]. Ed Laterza 2014 € 9

      Ci raccontano cose non vere: cap II° di questo libro: alcune piccole sviste. II° paragrafo

-Le cicale e le formiche

     nei paesi virtuosi del nord la produttività cresce di pari passo con il costo del lavoro. Nel sud é tutto diverso:troppi vetusti diritti per lavoratrici e lavoratori, il costo del lavoro cresce più rapidamente della produttività, i paesi perdono competitività e trascinano l'Euro nella depresssione. Il problema di questo ragionamento é in una piccolissima "svista" (Andrw Watt: Is Europe's central bank misleading us ocer who's to blame for eurozone crisis?   <<the Guardian, 27 marzo 2013). Nel primo capitolo sono stati  citati i dati presentati dalla Bce a marzo 2013  per confermre la necessità di una moderazione salariale e di una maggiore flessibilità nei paesi del sud europa. In quei dati la produttività viene però esprssa in termini reali  mentre i salari sono riportti in termini nominali. In altre parole, la prima serie di dati tiene conto dell'inflazione, la seconda no. Come dire che cinquant'anni fa il pane costva una lira al Kg. e gli stipendi erano di 500 lire. Ora gli stipendi sono di 1.000 euro, quindi si può comprare molto più pane. "Dimenticandosi" di segnalare che il pane nel 2013 non costa una lira al Kg

   Se si prendono i dati omogenei le cose cambiano. Parecchio. Considerando l'inflazione sia per la produttività e sia per i salari, scopriamo che in molti paesi del sud essi vanno di pari passo, mentre in quelli del nord .- Germania in testa-la forbice si allarga sempre di più, ma a scapito delle retribuzioni dei lavoratori. In termini reali, il costo del lavoro in Germania é sceso del 105 tra il 2004 e il 2008. ( Michel Husson: Economie politique du systéme-eiro. Cdtn luglio 20129) In altre parole, non c'é nessun diritto per i lavoratori  da rimettere in discussione, nessun sacrificio  da chiedere a chi ha già pagato un caro prezzo per una crisi nella quale non ha nessuna responsabilità. E' nel Nord Europa che alcune nazioni  hanno intrapreso una aggressiva politica di svalutazione slariale, inprontando i rapporti nell'UE a una competizione sfrenata sulla pelle dei lavoratori, in barba alla stessa idea di unione europea.

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