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Un uomo diventa uomo attraverso un altro uomo (ndr)
Il libro: Victor TURNER " Antropologia dell'esperienza" Ed.Il Mulino € 18
"L'esperienza è un viaggio tra sé e altri sé" scrive Turner sottolineando l'importanza della pratica empirica oltre le teorie. Per capire l'uomo bisogna prima conoscere gli uomini. Queste parole di Jean- Jacques Rousseau sono il vero manifesto dell'antropologia.
Che non è solo una scienza ma è soprattutto un'esperienza. Una particolarissima esperienza dell'umano. La scoperta di noi stessi negli altri. Non è semplicemente una questione di modelli teorici, di parametri numerici, di tabelle statistiche. È un fatto di pelle e non solo di testa, di emozioni e non solo di opinioni. A dirlo è Victor Turner, uno dei più grandi antropologi del Novecento, di cui Il Mulino ha appena mandato in libreria L'antropologia dell'esperienza, introdotto da un bellissimo saggio di Stefano De Matteis. L'antropologo non è un osservatore freddo e distaccato, ma un sensore che avverte le pulsazioni dell'altra cultura e cerca di entrare nel suo bioritmo emotivo.
Sembra facile, ma in pratica come si fa? Semplice, risponde Turner. Basta tradurre le passioni e le emozioni delle persone che studiamo nelle nostre passioni ed emozioni. I loro dolori nei nostri dolori. E porta come esempio il caso di Renato Rosaldo, autore di celebri studi sugli Ilongot, bellicosi cacciatori di teste che vivono nelle giungle dell'isola di Luzon nelle Filippine, dove Francis Ford Coppola girò Apocalypse Now.
Gli informatori indigeni tentavano di spiegargli il senso di quella pratica così cruenta. «Lo facciamo per superare il senso di rabbia e di privazione che ci prende in certi momenti, quando ci succede qualcosa di grave che ci fa sentire impotenti. È allora che abbiamo l'impulso irresistibile di far volare in aria le teste dei nemici».
Per Rosaldo questa rabbia rimase una parola vuota finché la morte di sua moglie Michelle Zimbalist, anche lei antropologa, vittima di un incidente nel corso della ricerca, gli perfora la mente come una pallottola di diamante. La rabbia e il senso di perdita irreparabile mettono improvvisamente Rosaldo in condizione di comprendere sulla sua pelle cosa significano la rabbia e la privazione per gli Ilongot.
È la sua esperienza personale ad aprire allo studioso la vera strada per la conoscenza. Trasformando il suo dramma individuale in un ponte tra umanità differenti. Perché è questa la vera posta in gioco. Tradurre la vita, i riti, gli amori e gli umori degli altri in conoscenza allargata di noi stessi.
Una sorta di realtà aumentata che nasce da un confronto diretto, ad altezza d'uomo. Non per diventare come loro, dunque, ma per capire attraverso di loro. Perché, scrive Turner, l'esperienza è un viaggio tra sé e altri sé, uno scatto conoscitivo molto simile a quello che Francesco Bacone, padre del metodo sperimentale, chiama "experientia litterata". E che Galileo Galilei definisce "sensata esperienza". È un'idea profondamente umanistica della scienza e della conoscenza. Non a caso Leonardo considerava la "sapienza figliola dell'esperienza".
