VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
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Nel 2013 sono aumentati di 1,2 milioni, un quarto in più rispetto all’anno precedene. Ormai sono quasi 1 su 10. La metà nel mezzogiorno. L’indigenza si fa largo anche tra chi ha un reddito operaio nelle famiglie con 2 figli.
I POVERI ASSOLUTI:
2012 4.814.000 8% della popolazione
2013 6.020.000 9,9% della popolazione
Dove è maggiore l’incidenza della povertà assoluta
Per tipologia familiare coppia con 3 o più figli 2012 2013
16,2% 21,3%
coppia con 2 figli 7,8% 10,9%
Per condizione professionale della persona di riferimento 2012 2013
Disoccupato 23,6% 28%
Operaio 9,4% 11,8%
Lavorat. in proprio 8,2% 9,3%
Soglia di povertà assoluta : il valore del paniere di beni e servizi considerati essenziali, sotto il quale si è concordato l’assolutamente povero (Dati in euro Fonte: ISTAT)
520,90 SINGLE 60-74 anni (Piccolo comune del sud)
781,22 SINGLE 18-59 anni (Grande comune del Nord)
859 COPPIA SENZA FIGLI 18-59 anni (area metropolitana del sud)
1.159,12 COPPIA CON FIGLIO NEONATO (Piccolo comune del Nord)
1.560,68 COPPIA CON DUE FIGLI di 11 e 17 anni (Grande comune del centro)
1.722,55 COPPIA CON DUE FIGLI di 11 e 15 anni (Area metropolitana del nord)
1.810,95 COPPIA CON TRE FIGLI di 4-10-17 anni (Area metropolitana del Centro)
PER SAPERNE DI PIU’ : www.istat.it www.sinu.it
Effetto-recessione: un italiano su dieci vive in povertà assoluta. Un record. Ormai gli indigenti sono oltre 6 milioni, il 9,9% dell'intera popolazione, secondo dati Istat del 2013. Rispetto all'anno prima, coloro che vivono sotto una certa soglia che non gli consente neppure di acquistare beni e servizi considerati di prima necessità, sono circa un quarto in più e la metà è al Sud. I poveri relativi superano i 10 milioni.
Al di là delle fredde statistiche, nella fotografia dell'Istat viene fuori una Italia piegata dalle conseguenze della crisi. La povertà assoluta, infatti, aumenta anche tra chi ha un reddito operaio e nelle coppie con due figli. Nel primo caso, solo tra un anno e l'altro, si è passati dal 9,4% all'11,8; nel secondo dal 7,8% al 10,9%: Tra i disoccupati è salita dal 28% (dal 23,6%); tra chi ha tre o più figli dal 16,2 al 21,3%. Nel Mezzogiorno il quadro si fa ancora più allarmante: agli oltre 3 milioni di poveri assoluti, ben 725 mila in più nel periodo considerato, si accompagna un aumento dell'intensità della cosiddetta povertà relativa (dal 21,4% al 23,5), calcolata anch'essa sulla base di una soglia convenzionale che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale scatta la definizione di povertà relativa . Ebbene, Le famiglie meridionali relativamente povere sono il 12,6%, dal 9,8 del 2012. In Calabria e Sicilia si registra un picco: qui un terzo dei nuclei familiari è in questa condizione. Percentuali poco confortanti anche in Sardegna (24,8%), Campania (23,1%) e Puglia (23,9%). Dall'altro lato della classifica, spicca il Trentino Alto Adige, la regione con il tasso di povertà relativa più basso: 4,3%. Seguono Emilia Romagna (4,5%) e Toscana (4,8%). Come sempre la crisi colpisce i più vulnerabili: secondo i dati del 2013 un milione 434 mila minori risultano poveri in termini assoluti; nel 2012 erano un milione 58 mila.
La recessione morde, le famiglie fanno fatica a tirare avanti e altri «nuclei» potrebbero incappare nell'indigenza: il 6,4% rischia ora di diventare «quasi povero», con livelli di consumo superiori di non oltre il 20% rispetto alla soglia di povertà relativa.