VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
Lavoro, Papa Francesco definisce "peccato gravissimo" far lavorare in nero, chi lo fa "non è un buon cristiano"
L'Huffington Post
"Non puoi fare offerte alla Chiesa sulle spalle dell'ingiustizia che fai con i tuoi dipendenti. È un peccato gravissimo: è usare Dio per coprire l'ingiustizia". Lo afferma Papa Francesco, secondo cui "non è un buon cristiano" chi non tratta bene la sua comunità, le persone che da lui dipendono, siano essi familiari o lavoratori. "Se uno va a messa la domenica e fa la comunione, gli si può chiedere: 'Com'è il rapporto con i tuoi dipendenti? Li paghi in nero? Paghi il salario giusto? Versi i contributi per la pensione?".
Nell'omelia alla Messa mattutina a Casa Santa Marta, Jorge Mario Bergoglio ha invitato i cristiani, specie in Quaresima, a vivere coerentemente l'amore a Dio e l'amore al prossimo. In particolare il Papa ha messo dunque in guardia da chi invia un assegno alla Chiesa e poi si comporta ingiustamente con i suoi dipendenti. Commentando le letture, il Pontefice ha subito sottolineato che bisogna distinguere tra "il formale e il reale": per il Signore, ha osservato, non va bene il digiuno, non mangiare la carne, se ma poi si litiga e si sfruttano gli operai. Ecco perché Gesù ha condannato i farisei perché facevano "tante osservanze esteriori, ma senza la verità del cuore".
Secondo Bergoglio, è peccato gravissimo usare Dio per coprire l'ingiustizia. Così, se uno va a Messa tutte le domeniche e fa la comunione, gli si può chiedere: "E com' è il tuo rapporto con i tuoi dipendenti? Li paghi in nero? Paghi loro il salario giusto? Anche versi i contributi per la pensione? Per assicurare la salute?. Quanti, quanti uomini e donne di fede, hanno fede ma dividono le tavole della legge: 'Sì, sì io faccio questo' - 'Ma tu fai elemosina?' - 'Sì, sì, sempre io invio un assegno alla Chiesa' - ''Ah, beh, va bene. Ma alla tua Chiesa, a casa tua, con quelli che dipendono da te - siano i figli, siano i nonni, siano i dipendenti - sei generoso, sei giusto?'.
Tu non puoi fare offerte alla Chiesa sulle spalle della ingiustizia che fai con i tuoi dipendenti. Questo è un peccato gravissimo: è usare Dio per coprire l'ingiustizia". Il Papa va oltre e dice che "non è un buon cristiano quello che non fa giustizia con le persone che dipendono da lui". E non è un buon cristiano, ha aggiunto, "quello che non si spoglia di qualcosa necessaria a lui per dare a un altro che abbia bisogno". Il cammino della Quaresima, ha detto ancora, "è questo, è doppio, a Dio e al prossimo: cioè, è reale, non è meramente formale. Non è non mangiare carne solamente il venerdì, fare qualcosina, e poi fare crescere l'egoismo, lo sfruttamento del prossimo, l'ignoranza dei poveri".
Papa Francesco, nuovo monito ai mafiosi: "Convertitevi!"
"Religiosità esteriore non basta". Pochi giorni dopo quel discorso, però, sempre in Calabria, a Oppido Mamertina, si è verificato il caso del presunto "inchino" fatto compiere alla statua della Madonna davanti alla casa di un boss nel corso di una processione. Oggi, parlando nell'aula Paolo VI, il Pontefice è sembrato evocare anche quell'episodio rimarcando le distanze tra la mafiosità e la religiosità rispetto ai riti sacri: "I gesti esteriori di religiosità non bastano per accreditare come credenti quanti, con la cattiveria e l'arroganza tipica dei malavitosi, fanno dell'illegalità il loro stile di vita. Non si può - ha detto Francesco - dirsi cristiani e violare la dignità delle persone; quanti appartengono alla comunità cristiana non possono programmare e consumare atti di violenza contro gli altri e contro l'ambiente".
Quello delle infiltrazioni della 'ndrangheta nelle funzioni legate alla religiosità popolare è un problema ricorrente. La Procura di Reggio Calabria ha aperto tre inchieste per fare chiarezza su episodi che si sarebbero verificati nel corso dell'ultimo anno, mentre in passato il rito dell'Affruntata di Sant'Onofrio, nel Vibonese, è finito al vaglio degli inquirenti perché la cosca locale avrebbe addirittura utilizzato la simbologia della processione per far compiere un atto pubblico di sottomissione ai nuovi affiliati. Santini e statue, del resto, fanno da sempre parte del corredo dei padrini.
Ma, ha sottolineato oggi con fermezza papa Francesco, "i gesti esteriori di religiosità non accompagnati da vera e pubblica conversione non bastano per considerarsi in comunione con Cristo e la sua Chiesa". "O Gesù o il male!", ha ripetuto per due volte il pontefice, chiedendo ai mafiosi da quale parte vogliono schierarsi. Un appello alla conversione pronunciato con voce ferma, che si innesta nella scia del discorso storico pronunciato da Giovanni Paolo II ad Agrigento nel 1993. "La Chiesa vi accoglie - ha detto Francesco agli uomini della criminalità organizzata - se come pubblica è stata la vostra scelta di servire il male, chiara e pubblica sarà anche la vostra volontà di servire il bene".