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Sempre sulla Grecia e l'Europa

 Grecia cioè Europa (dopo la pubblicità) con Revelli, Zucconi e Una economista mai sentita De Romanis http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/otto-e-mezzo-20-02-2015-147943

La De Romanis é convinta che alzando la voce, volitivamente, si risolvono i problemi invece di vedere l’insieme degli aspetti e quindi fare delle proposte che non diano i risultati negativi del passato. Come dice Revelli questa crisi è anche una opportunità per l’Europa. Per far star assieme i cittadini dei vari stati europei è opportuno prospettare loro una possibilità di lavoro; di occupazione giovanile; di reddito per poter mantenere una famiglia; di benessere sociale da garantire in futuro (sanità, scuola, pensioni). Non sono i parametri economici, del debito pubblico, della finanza a tenere assieme le persone, ma una prospettiva di una convivenza che si basa su ideali e valori anche materiali che coinvolgono i cittadini e scaldano anche i loro cuori. Solo così si può superare la convenienza, la sovranità dei singoli paesi per dar vita a una vera Unione confederale. Come fanno gli USA (avendo e sentendosi dentro un destino comune, sotto un’unica bandiera, considerandosi un'unica nazione) dove lo stato di New York (come altri stati della confederazione fanno in proporzione) sborsa 1.000 miliardi che vanno a vantaggio degli stati più poveri del sud: Alabama, Missisipi e altri e sono le autorità federali a gestire i fondi e a fare gli opportuni controlli ; nessuno stato si sogna di dettare condizioni sociali ed economiche o lanciare ultimatum di qualsiasi genere ad altri stati.

La parabola della Grecia dopo l’intervento della Troika (Fondo Monetario, BCE, UE)

• PIL negativo dal 2008 al 2015 perso il 25%

• Rapporto debito/PIL salito al 176% nel 2014

• Prestiti ottenuti 245miliadi dall’Europa, con scadenze già diluite, primi rimborsi tra un decennio

• Reddito delle famiglie ridotto al 30-40% dal 2008, un 1.000.000 di poveri in più

• Sanità – 1.000.000 senza copertura sanitaria. In aumento la mortalità infantile.

• Povertà – Sei milioni di persone su dieci milioni di abitanti vivono in condizioni di rinunce e povertà

Il pase ellenico in testa alla classifica delle riforme ma l’Ocse prima pubblica la tabella poi la nasconde.

– Claudio Ceronetti – La Repubblica

La Grecia campione europeo delle riforme? Proprio così e non sono Tsipras e Vamoufakis ad affermarlo, ma L’Ocse nel suo Rapporto annuale Going for Growth dove stila una classifica apposita. Solo che l’organizzazione ha dapprima “strillato la notizia”, poi subito dopo se ne è pentita. La tabella pubblicata nel rapporto in modo molto evidente stata dapprima ritirata, poi messa di nuovo ma con una grafica meno appariscente e con un titolino con caratteri minuscoli e tono neutrale. Evidentemente questa notizia , nella fase finale e più delicata della trattativa tra la Grecia e l’Europa, è stata giudicata inopportuna da qualcuno a Bruxelles o più probabilmente a Berlino, e l’Ocse è stata richiamata all’ordine. Si continua a ripetere che la cura dell’austerità funziona, sbandierando che il PIL Greco per la prima volta è tornato al segno più. Questo timido accenno di ripresa si accompagna a una pesante deflazione, il che, oltre a far venire seri dubbi sul fatto che la crescita si può consolidare, porta comunque in negativo il PIL nominale, il che significa che non sarà in grado di far migliorare il rapporto debito/PIL. Quel rapporto all’inizio della crisi era alto, circa il 120%, ma oggi è stratosferico, oltre il 175%, perché la cura ha fatto crollare il PIL di un quarto.

Non stupisce che Tsipras e Vanoufakis vogliano cambiare stada.

Si pongono degli interrogativi.

Vogliamo continuare su questa strada che ha dato risultati negativi?

Come si pensa di far fronte ai movimenti e forze politiche antieuropee?

Quando in Francia vincerà la Le Pen e negli altri pasi europei i popuisti che farà allora l’Europa?

Non vi sembra l’ora di costituire gli Stati Uniti d’Europa superando le sovranità dei singoli stati?

C’è qualcuno che pensa che i singoli stati possano far fronte ciascuno alle grandi potenze economiche: Usa, Cina, India e le altre economie degli stati emergenti?

Ma non solo l’economia, le questioni dell’energia, della fame, dei grandi movimenti migratori, del terrorismo e delle altre questioni globali. Penso sia urgente anche per la stessa Germania avere un ruolo diverso in Europa, come furono gli USA per gli stati europei del 2° dopoguerra. Solo con un’Europa dallo sviluppo equilibrato, con il ruolo di trascinatore e non discriminatorio, di potenza la Germania può avere un riconoscimento delle altre nazioni e una prospettiva anche lei di progresso senza contraccolpi e gelosie. Va dato atto alla Germania della capacità di far gruppo in economia come negli altri settori sociali. Questo si é tradotto in un vantaggio per questo paese a spese dei paesi del sud. Chi ha fatto potente la Germania se non gli acquisti dei suoi prodotti da parte degli altri paesi d'Europa ? Ma Il vanaggio adesso si é fermato,  anche per lei é arrivata la deflazione. Se gli altri paesi avranno meno occupazione e meno ricchezza come potrà beneficiare  la Germania?

Altrimenti sarà la capofila dei signori del dolore. (La responsabilità  é anche degli altri paesi - compresi il governo italiano -  che hanno accettato le regole vigenti per gestire la UE)  Mantenere questo ordine sociale-economico dove l’1% della popolazione possiede come il resto 99 % dei cittadini in difficoltà e miseria.

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