Overblog Tutti i blog Blog migliori Politica
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

Pubblicità

L'ossessione delle armi

 

L’ossessione delle armi ultimo tabù americano

ADAM GOPNIK- La Repubblica

NELLA BATTAGLIA infinita contro la follia delle armi negli Stati Uniti è facile scoraggiarsi. Nonostante le parole forti pronunciate dal presidente dopo il massacro di Charleston — riprese pochi giorni dopo nell’indimenticabile eulogia pronunciata durante i funerali del senatore del Parlamento statale della Carolina del Sud Clementa Pinckney, morto nella strage — molti sembrano pensare che in realtà non è stato fatto nulla nella battaglia contro le armi da fuoco, e forse che non si potrà mai fare nulla. Qualcuno ha insinuato addirittura che abbiamo scelto di concentrarci, con successo, sulla rimozione delle bandiere confederate dagli edifici pubblici degli Stati del Sud perché non siamo in grado di fare nulla per le armi da fuoco nelle mani dei cittadini americani: in altre parole, che è più facile prendersela con i simboli che con le armi.

Ma sarebbe un errore troppo facile pensare che quando non ci sono grandi eventi che fanno notizia in tutto il Paese non cambi nulla sul terreno. Anzi, la grande lezione di Franklin Zimring (docente unirversitario e autore di The Great American Crime Decline , ndr) sullo sforzo sociale per ridurre la violenza rimane il concetto chiave degli ultimi 25 anni: non servono muri alti e possenti per tenere lontana la violenza; una serie di recinzioni basse e piccole, ognuna delle quali rappresenta almeno un momento di tregua, può bastare alla bisogna. Ogni piccolo passo verso il controllo delle armi può dare risultati enormi. Migliaia di piccoli gesti sensati, ciascuno su piccolissima scala e ottenuto grazie a iniziative locali, possono contribuire a creare un milione di quartieri e di famiglie più sicuri.

Vi do due esempi: uno è il successo di una legge del Connecticut del 1994 (all’epoca oggetto di scherno e derisione) che introduceva l’obbligo di ottenere un permesso per poter acquistare una pistola. Volete sapere, a distanza di vent’anni, qual è il risultato? Secondo uno studio rigoroso della Johns Hopkins e della Berkeley, basato non su singoli episodi ma su dati concreti, «La legge del Connecticut sul permesso di acquisto, ha dato risultati eccezionali per la sicurezza pubblica Si stima che, fra il 1996 e il 2005, grazie a questa legge, la percentuale di omicidi compiuti con un’arma da fuoco sia diminuita del 40 per cento: in 10 anni sono state salvate 296 vite umane». La correlazione fra le leggi sulla regolamentazione delle armi — tutte le leggi sulla regolamentazione delle armi — e la riduzione dei delitti commessi con armi da fuoco è fra le più evidenti che si possano trovare nel campo delle scienze sociali: l’esempio del Connecticut non fa che confermarlo. E ci sono quasi trecento persone che oggi sono vive e che senza questa legge sarebbero morte (...e il fatto che il Connecticut sia lo stesso Stato in cui è avvenuta l’evitabile tragedia di Newtown non fa che dare ancora più risalto questa buona notizia.) E, anche se la lobby della morte, nel tentativo di mistificare la verità sulle armi da fuoco, non si fa scrupolo a sfruttare perfino una bella notizia, come quella del calo dei reati violenti a livello mondiale, per sostenere che esiste una correlazione fra la tragedia americana del possesso di armi e questa diminuzione, il nuovo studio dimostra che questa connessione è assolutamente fasulla. «Negli Stati dove sono previste forme di controllo il tasso di omicidi è precipitato, a metà degli anni Novanta; ma in Connecticut il tasso di omicidi è sceso ancora di più e più in fretta, anche tenendo conto dei cambiamenti demografici, del reddito e dei livelli di vigilanza da parte delle forze dell’ordine».

Ecco un altro segnale positivo: nel maggio di quest’anno, l’Oregon ha approvato una legge per potenziare i controlli sui precedenti degli acquirenti di armi, nonostante l’opposizione feroce della lobby delle armi.

E il piccolo segnale migliore che ci sia è sempre quando sentiamo qualcuno raccontare con parole semplici la semplice verità su un problema di pubblico interesse. In un certo senso, quindi, l’evento più incoraggiante è l’illustrazione — brillante, esilarante e sorprendentemente esaustiva — del problema del controllo delle armi in America e della follia americana fatta dal grande comico australiano Jim Jefferies.

Jefferies passa in rassegna tutti i punti salienti della questione: l’assurdità di possedere un’arma da fuoco per protezione personale (e lo dice proprio lui, che guarda caso è stato vittima di un’aggressione in casa propria); l’esperienza australiana di Port Arthur, nel 1996, quando un singolo uomo armato uccise 35 persone, e il fatto che le leggi introdotte dopo quella strage abbiano messo fine a massacri con armi da fuoco in quel Paese; ma, soprattutto, il puro e semplice feticismo della passione americana per le armi da fuoco. «Quello che non sopporto sono le stronzate e le bugie. “Vaffanculo, a me piacciono le armi da fuoco”. Come argomento non è un granché, ma non ne avete altri», dice spargendo a piene mani umorismo e verità.

Era dai tempi in cui George Carlin tornò alla ribalta più arrabbiato ed espressivo che mai, negli anni Novanta, che un comico non denunciava le stronzate degli americani in modo così eloquente o con altrettanta cordiale allegria. Ancora una volta, come spesso accade, ci accorgiamo che, nonostante tutti i suoi orrori, abbiamo la fortuna di vivere su un pianeta di bravi musicisti e comici sinceri.

Adam Gopnik. The New Yorker (Traduzione di Fabio Galimberti)

LE CIFRE

Nel Connecticut, da quando sono stati introdotti limiti all’acquisto di armi gli omicidi sono crollati del 40%

PROTEZIONE

Possedere un fucile per protezione personale è un’assurdità, non è altro che una forma di feticismo

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post