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Lassù tra lestelle c'è un'altra terra "abitabile e vicina" ecco Proxima B
L'osservatorio australe europeo ha trovato il pianeta gemello
Giovanni Bignami – La Repubblica
Forse abbiamo trovato, qui dietro l'angolo, la casa di ET (quella con il telefono, speriamo), ma non sappiamo ancora se lui ci sia. La scoperta è tutta europea ed è spettacolare: un pianeta "abitabile" proprio intorno alla stella più vicina a noi. Ha le dimensioni e la massa giuste, simili a quelle della Terra, e potrebbe avere acqua liquida in superficie.
Eravamo preparati: il risultato più filosoficamente importante dell'astronomia degli ultimi venti anni è che ogni stella, delle centinaia di miliardi nella nostra Galassia, ha uno o più pianeti.
Ma gli astronomi dell'ESO adesso ne hanno trovato uno intorno a Proxima Centauri, che, come dice il nome, è la stella più vicina al Sole, nella costellazione del Centauro. È a circa 4 anni luce, soltanto un quarto di milione di volte la distanza dalla Terra al Sole.
Proxima è parte di un sistema triplo di stelle, dove la più brillante delle tre, visibile a occhio nudo dall'emisfero Sud, è Alfa Centauri. Proxima, molto più debole e invisibile, è una nana rossa, interessante perché i pianeti rocciosi (come la Terra) sembra nascano meglio intorno a questo tipo di stelle. Il pianeta appena scoperto, "Prox b", le gira intorno in un brevissimo anno di 11 giorni, a una distanza che è il 5 per cento di quella Terra-Sole.
Facendo i conti, viene fuori che la temperatura alla superficie di Prox b consentirebbe acqua liquida, se ci fosse un'atmosfera. Un pianeta dove potrebbe essere cominciata la vita.
Ricordiamo che la vita sulla Terra nacque quattro miliardi anni fa, che ce ne mise più di tre per andare oltre gli organismi monocellulari, che genera animali da poche centinaia di milioni, che homo sapiens ha 150.000 anni e che gli astronomi con grossi telescopi hanno soltanto poche decine di anni. Un niente: se la vita fosse cominciata un anno fa, la vita tecnologica ci sarebbe da una piccolissima frazione di secondo. Quindi la probabilità che su Prox b ci siano astronomi che ci guardano è molto piccola, purtroppo. Per di più, sembra che Proxima sia molto attiva in raggi X, con la cattiva abitudine di fare "ruttini" X, deleteri per la vita.
Ma non si sa mai: almeno è incoraggiante che Proxima sia una stella che vive miliardi di anni, come il Sole. Se sul suo pianeta c'è la vita, potrebbe aver avuto il tempo di generare un ET intelligente, magari sotterraneo come le marmotte, per via dei raggi X.
Cosa si prova a sapere di avere vicino un gemello? Intanto voglia di telefonargli, direi. Qui la vicinanza aiuta molto, sia per ascoltare sia per mandare segnali. I più grandi radiotelescopi del mondo saranno subito puntati su Proxima, e la prossima generazione, che si chiama SKA, sarà certamente in grado di rivelare un radar di aeroporto, se ce li hanno su Prox b. Oppure magari guardare la loro Tv (e speriamo che loro non guardino la nostra). Con solo quattro+quattro anni di attesa si può anche pensare a un dialogo, scegliendo bene le parole, magari con un sistema a impulsi laser per le risposte.
Avremmo un bello stimolo per inventare modi di trasmettere informazione e per studiare lingue aliene. Per i contenuti, Repubblica farebbe un concorso: "Cosa chiedere a un alieno?", ma temo che il premio non arriverebbe al milione di dollari già promesso dal mecenate russo Yuri Milner proprio per lo stesso argomento… E se ET rispondesse, ancora più bello sarebbe andare a trovarlo. Non con i patetici razzetti chimici che abbiamo usato finora, certo. Ma con una propulsione nucleare (magari a fusione), che ci spinga anche solo a un decimo della velocità della luce: ce la faremmo in poche decine di anni, andata e ritorno.
Non è fantascienza: con strana preveggenza, tre mesi fa il John Culberson, presidente della Commissione spazio del Congresso degli Stati Uniti, ha chiesto alla Nasa un piano per arrivare fisicamente a Proxima per la simbolica data del 2069, cento anni dopo essere arrivati sulla Luna.
La scoperta di Prox b rende adesso il piano molto più interessante: potremmo giocare a fare gli Ufo per "gli altri", se ci sono. Certo, la richiesta alla Nasa chiede proprio lo sviluppo di nucleare a fusione o addirittura ad antimateria (caro vecchioStar Trek…) per le velocità necessarie.
Perché no? sono processi fisici che conosciamo: basta cominciare a lavorarci.
Roccioso, poco più massiccio del nostro, potrebbe avere acqua sulla sua superficie Si trova a una distanza di circa quattro anni luce e orbita intorno a Proxima Centauri
IL SUPERTELESCOPIO
Il telescopio dell'Eso sul Cerro Armazones, nelle Ande cilene
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