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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Bambini di Newtown

 

 

newtown1.jpg

link Blowing in the wind - Joan Baez  Se clicchi con il tasto destro del mouse su LINK e con il sinistro su "apri in una nuova scheda" potrai ascoltare la musica e leggere gli  articoli

 

Ecco dei video che ti fanno sentire di avere speranza nella vita e nel futuro perché solo assieme ad altre  altri uomini e donne, al  loro senso civico, alla loro solidarietà ai loro  affetti possiamo superare tutte le situazioni quali  esse siano. Obama è un uomo di potere (USA, Esercito,CIA, politica, economia, lobby  ecc.) e conosce e gestisce anche le contraddizioni e la forza  di una grande nazione, ma sa essere una persona come diceva qualcuno: “bisogna essere duri senza perdere la tenerezza” (direi l’umanità). Non dà mai la colpa agli altri, si assume sempre le responsabilità sia come presidente degli USA che come uomo. Si può anche non essere d’accordo con la sua politica.

Dopo i video,  due articoli che aiuta a comprendere il fenomeno e cosa si può fare.

Obama dopo la strage

http://video.sky.it/news/mondo/strage_scuola_connecticut_parla_obama/v144496.vid

Obama legge i nomi dei bambini uccisi

http://video.repubblica.it/dossier/scuola-strage-connecticut-newtown/newtown-obama-legge-i-nomi-dei-20-bambini-uccisi/113883?video=&ref=HREC2-7

Non facciamo abbastanza per proteggere i nostri figli

http://video.repubblica.it/dossier/scuola-strage-connecticut-newtown/obama-si-commuove-alla-veglia-di-newtown-dobbiamo-cambiare/113882?video

C'è un vuoto di ideali e di valori per questo esplode la violenza

NEW YORK - Pochi scrittori come Chuck Palahniuk hanno raccontato con uguale forza la violenza che esplode improvvisamente nella società americana. E forse nessuno come lui è riuscito a coglierne gli elementi di assurdità e disperazione. Nei suoi romanzi più estremi, come "Fight Club" e "Choke" ha inserito anche elementi di umorismo nero, ma di fronte a quanto è accaduto a Newtown si chiude in silenzio pieno di angoscia, spiegando che «questo orrore ci dice innanzitutto qualcosa su quello che siamo: il male è dentro di noi, ma viviamo continuando a illuderci di negare questa verità».

 A seguire la logica della associazione delle armi USA si può mettere un poliziotto in armi a fianco di ogni cittadino, ma chi controllerà i poliziotti?(nota del redattore)

 Però il giovane che ha compiuto il massacro aveva gravi disturbi psicologici...

«È assolutamente vero, tuttavia credo che dobbiamo sfuggire alla tentazione di rubricare quanto accaduto come un semplice episodio di follia. Ritengo che oggi siamo costretti a confrontarci dolorosamente con il grado di profondo malessere che esiste nel mondo, specie tra i giovani».

 Il massacro ha generato un movimento di opinione che chiede forti restrizioni sull'uso delle armi da fuoco.

«Ci sono troppe armi in America, ed è certamente necessario limitarne la diffusione, ma anche parlare di questo significa non cogliere il cuore del problema: all'interno della generazione più giovane cova un sentimento sempre più forte di angoscia e frustrazione che si sfoga anche in episodi violenti, colorati a volte di farneticanti connotati ideologici, come avvenne ad Oklahoma City. Tuttavia l'equazione: violenza= America + armi è facile e forse consolatoria per qualcuno, ma anche limitata, fuorviante e per  alcuni aspetti menzognera.Un esempio evidente di quello che dico è quanto è avvenuto in Norvegia, un paese citato sempre come modello di civiltà, e nel quale le armi non circolano come negli Stati Uniti. Sono il primo ad auspicare una restrizione delle armi da fuoco, ma si tratterebbe di una soluzione tecnica, che non purificherebbe alla base il problema. La vera domanda da porsi è perché un giovane uccide»

Lei che è risposta si è dato?

«Non sono un sociologo né uno psicologo, ma vedo che molti ragazzi vivono senza un sentiero da percorrere, e nel vuoto assoluto di valori e ideali. Non c'è nulla di peggio che vivere nel vuoto: alla lunga ciò può portare solo ad esplosioni violentissime. E ciò è valido in ogni parte del mondo. Un altro elemento sul quale dobbiamo riflettere è che queste stragi sono tutte compiute da maschi: cosa dobbiamo pensare? Che l'indole femminile è diversa? Che le faticose conquiste degli ultimi decenni ne hanno mitigato gli elementi violenti e frenato il senso di rivalsa, generando parallelamente un senso frustrazione tra i maschi?».

C'è chi pone l'indice contro il cinema e la letteratura violenta.

 «È comprensibile, tuttavia io ritengo che ci sia da fare un'importante distinzione tra chi tratta la violenza in maniera pornografica per solleticare gli elementi più morbosi del lettore o spettatore. Questo è da condannare, come è da condannare il racconto della violenza come qualcosa di inevitabile e veloce, quasi indolore. Quante volte abbiamo visto film in cui qualcuno viene ucciso su due piedi, senza neanche sapere chi sia: è un atteggiamento che priva i personaggi della loro umanità, e questo è non solo grave, ma irresponsabile e pericoloso. Infine ci sono opere che raccontano la violenza anche con grande realismo, ma al di là dell'eventuale risultato artistico credo che possano avere un effetto benefico. Penso al finale di "Heavenly Creatures" in cui una donna viene massacrata con un mattone: è una scena terribile, ma genera orrore nei confronti della violenza».

 link    We shall over come - Joan Baez . Se clicchi con il tasto destro su LINK e con il sinistro su "apri in una nuova scheda" potrai ascoltare la musica e leggere l'articolo

 Newtown.jpgnewtown-2.jpg

Foto fonte:web

L'INTERVENTO

MIA CARA AMERICA ABBI IL CORAGGIO DI POSARE IL FUCILE

Nicholas D. Kristof, giornalista statunitense vincitore di due premi Pulitzer, riflette sulla strage in Connecticut

Nicholas D. Kristof, giornalista statunitense vincitore di due premi Pulitzer

17 Dicembre 2012

La Repubblica - Ed. nazionale Dopo la sparatoria nella scuola elementare del Connecticut, fra il dolore straziante per quanto accaduto, un pensiero si fa largo prepotentemente nella mia testa: perché non riusciamo a regolamentare le armi da fuoco con la stessa severità con cui riusciamo a regolamentare le automobili? La ragione fondamentale per cui dei bambini rimangono uccisi in massacri del genere non è che abbiamo gente schizzata o criminale - tutti i Paesi ce l'hanno - ma la nostra incapacità politica di imporre delle regole al possesso delle armi da fuoco. I bambini frai 5ei 14 anni di età negli Stati Uniti, secondo David Hemenway, esperto di salute pubblica all'Università di Harvard e autore di un ottimo libro sulla violenza con armi, hanno una probabilità 13 volte superiore a quella dei loro coetanei di altri Paesi industrializzati di essere uccisi da un'arma da fuoco. E allora cerchiamo di trattare il problema delle armi con razionalità, come l'elemento centrale di una crisi di salute pubblica che produce un morto ogni 20 minuti. GLI Stati Uniti, realisticamente, non metteranno al bando le armi, ma promulgare misure per contenere la carneficinaè possibile. Le uniche cose su cui non siamo rigidi sono quelle che hanno più probabilità di uccidere. L'Occupational Safety and Health Administration, l'ente pubblico che si occupa della sicurezza sul lavoro, ha cinque pagine di regolamenti sulle scale, mentre le autorità federali fanno spallucce quando qualcuno propone di imporre limitazioni concrete alla diffusione delle armi da fuoco. Le scale uccidono circa 300 americani all'anno, le armi 30.000. Abbiamo regolamentato perfino le armi giocattolo, che devono avere obbligatoriamente la punta arancione, eppure ci manca il fegato per prendere di petto gli estremisti della National Rifle Association e imporre sulle armi vere regole altrettanto rigorose di quelle che imponiamo sui giocattoli. Come ha scritto uno dei miei follower su Facebook dopo il mio articolo sul massacro: «È più difficile adottare un animale domestico che comprare un'arma». Io sono cresciuto in una fattoria dell'Oregon, dove le armi erano parte della vita quotidiana, e mio padre mi regalò un fucile calibro 22 per il mio dodicesimo compleanno. Per cui lo posso capire: sparare è divertente! Ma anche guidare è divertente, eppure accettiamo che sia obbligatorio indossare le cinture di sicurezza, accendere i fari di notte e riempire dei moduli per comprare una macchina. Perché anche le armi da fuoco non possono essere regolamentate in modo altrettanto maturo? E non venitemi a dire che non cambierebbe nulla perché i pazzi saranno sempre in grado di procurarsi un'arma. Se riuscissimo a ridurre di un terzo le vittime delle armi, salveremmo ogni anno 10.000 vite. E non sognatevi neanche di tirar fuori la balla che se più persone andassero in giro armate questo scoraggerebbe o fermerebbe gli sparatori. I casi in cui un semplice cittadino armato ha fermato una strage negli Stati Uniti sono più unici che rari. La tragedia non è un singolo massacro in una scuola,è l'incessante pedaggio di morte che paga ogni anno il nostro Paese, ovunque. Muoiono più americani per omicidi e suicidi con armi da fuoco in 6 mesi di tutti quelli che sono morti in attentati terroristici negli ultimi 25 anni e nelle guerre in Afghanistan e in Iraq messe insieme. Ma allora che cosa possiamo fare? Un buon inizio sarebbe imporre il divieto di acquistare più di un'arma al mese, per limitare il fenomeno dei trafficanti. E allo stesso modo si potrebbe proibire la vendita di caricatori con più di dieci pallottole, così gli assassini non potrebbero più ammazzare tutte quelle persone senza ricaricare. Bisognerebbe anche introdurre l'obbligo di un controllo generalizzato dei precedenti per chi compra un'arma, anche nelle compravendite tra privati. Facciamo numeri di serie più difficili da cancellaree sosteniamo il progetto californiano di introdurre l'obbligo di imprimere un minuscolo timbro su ogni cartuccia, in modo che sia possibile ricondurre i proiettili sparati a un'arma specifica. «Abbiamo sopportato troppe tragedie del genere negli ultimi anni», ha dichiarato fra le lacrime il presidente Barack Obama in televisione. Ha ragione, ma la soluzione nonè limitarsia piangere le vittime, la soluzione è cambiare politica. Serve capacità di leadership, non solo discorsi commoventi. L'esperienza di altri Paesi ci può essere di insegnamento. In Australia, nel 1996, il massacro di 35 persone portò al riacquisto da parte dello Stato di 650.000 armi da fuoco e all'introduzione di regole più severe sul porto d'armi. Nei 18 anni precedenti c'erano state 13 stragi: nei 14 anni dopo la completa entrata in vigore della legge, nemmeno uno. Il tasso di omicidi commessi con armi da fuoco è crollato di oltre il 40 per cento, secondo i dati compilati dal Centro di ricerca sul controllo degli infortuni dell'Università di Harvard,e il tasso di suicidi con armi da fuoco si è più che dimezzato. Oppure possiamo cercare ispirazione guardando a quello che abbiamo realizzato sul fronte della sicurezza sulle strade. Alcune morti sono causate da persone che violano la legge o si comportano in modo irresponsabile. Però non liquidiamo la cosa dicendo: «Non sono le auto che ammazzano la gente, sono gli ubriachi». Al contrario: abbiamo imposto le cinture di sicurezza, gli air bag, i seggiolini per bambini. Qualcuno di voi oggi è vivo grazie a quelle.

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