link
Vivaldi - Concerto grosso Op. 3 No. 11 Se clicchi con il tasto destro del mouse su LINK e con il sinstrosu "apri in una nuova scheda" Ascolterai la
musica e leggerai l'articolo.
Apparteniamo tutti alla stessa famiglia genetica. Le differenze di aspetto, dicono le più recenti scoperte scientifiche, sono adattamenti all’ambiente. Ora una mostra racconta il
percorso della nostra specie, che da una piccola valle africana ha colonizzato l’intero pianeta. Perché, come gli insetti, è “cosmopolita invasiva.”
Quanti
anni hai?" e "Da dove vieni?" sono domande che in termini genetici e antropologici oggi hanno una sola risposta, che vale per tutti gli abitanti della Terra: "Ho 200mila anni e vengo da una
piccola valle dell' Etiopia". Perché nel Dna di noi Homo Sapiens si legge il cammino della nostra specie, che dall' Africa si è diffusa ovunque evolvendosi da uno sparuto gruppo di individui. Se
è così, e la genetica lo conferma, le razze non esistono e tutti gli esseri umani sono figli della stessa "Eva mitocondriale". È uno di quei casi in cui le scoperte della scienza hanno
conseguenze culturali e politiche, ed è anche una delle confortanti rivelazioni della mostra Homo Sapiens. La grande storia della diversità umana che si è aperta a Novara. Se volete sapere da
dove veniamo, quali innovazioni ci hanno trasformati in quelli che siamo e in che modo abbiamo prodotto un meraviglioso ventaglio di diversità culturali e linguistiche, la mostra ha le
risposte.
Solo il
sapiens si spostava continuamente e questo è stato un grande vantaggio perché essere stanziali non produce cambiamento.
Ne
parliamo con Telmo Pievani, docente di Filosofia delle scienze biologiche a Padova, che con il genetista Luigi Luca Cavalli Sforza ha curato l' esposizione. Dunque possiamo
finalmente seppellire la teoria delle razze... «La moderna genetica
ha dimostrato l' insensatezza di ogni classificazione degli esseri umani sulla base della biologia. Nell' Ottocento si pensava che l' Homo Sapiens fosse così antico da aver permesso la
suddivisione della specie in popolazioni con caratteristiche genetiche distinguibili. Oggi sappiamo che noi siamo una specie molto giovane, nata 200mila anni fa in Africa, che all' inizio contava
non più di 25-30mila individui molto "mobili". Non c' è stato il tempo per separarci dal punto di vista genetico». Quindi siamo uguali
ma diversi? «La specie umana ha
una duplice chiave di lettura: l' unità e la molteplicità. Facciamo parte della stessa famiglia, ma da questa unità abbiamo sviluppato una grande diversità culturale e di strategie di
sopravvivenza grazie alle migrazioni». La tendenza a
spostarsi, a migrare, è una caratteristica della nostra specie? «L' Homo Sapiens è
l' unica specie migratoria, il che è un grande vantaggio. Essere stanziali non produce infatti trasformazione e il cambiamento è il motore dell' evoluzione. È una delle ragioni per cui forse sono
scomparse le altre specie umane con cui abbiamo coabitato a lungo sul pianeta. Il dato sorprendente è che la trama di queste migrazioni ha lasciato un segno sia nei geni sia nelle lingue: l'
albero delle parentele dei popoli della Terra corrisponde quasi esattamente a quello delle grandi famiglie linguistiche».
L’homo
Florensis. Una delle novità di cui da conto la mostra di Novara (fino al 30 giugno-
info:www.homosapiens.net) è che l’homo sapiens ha vissuto in compagnia di altre specie umane. Una di queste è l’homo Floresiensis. I reperti rinvenuti nell’isola di
Flores, in Indonesia, dimostrano che era alto poco più di unmetro.
Quali sono le altre specie umane contemporanee al Sapiens? «Ce n' erano almeno
altre quattro, come è stato scoperto. Prima si era certi solo della convivenza in Europa e Medio Oriente con il Neanderthal, ma ora si sa che fino a 30-40mila anni fa sulla Terra vivevano
contemporaneamente l' Homo Floresiensis, una specie incredibile trovata sull' isola di Flores, in Indonesia, l' Homo Erectus di Giava e una misteriosissima specie di cui siamo certi dell'
esistenza perché abbiamo rinvenuto il genoma, ma solo pochi reperti, in una grotta in Siberia: è l' Homo di Denisova, che viveva in quella caverna in compagnia dei Neanderthal e dei
Sapiens».
Le
migrazioni.
Dall’Etiopia verso il mondo. L’homo sapiens ha
fatto una serie di percorsi per espandersi nel mondo. Una delle scoperte più recenti è che il sapiens è uscito dall’Africa anche attraverso lo stretto di Gibuti e la penisola Arabica. L’ipotesi
era stata formulata sulla base dell’analisi del Dna delle popolazioni. Solo pochi anni fa sono stati trovati siti archeologici che confermano la migrazione.
E perché solo noi siamo riusciti a colonizzare il pianeta e ad arrivare a oggi? «Probabilmente il
Sapiens si è moltiplicato a dismisura e ha soverchiato gli altri sul piano demografico e di capacità di adattamento culturale. Vale a dire che è stato più mobile e capace di adattarsi a
ecosistemi diversi da quelli originari. E sicuramente ha contato il linguaggio articolato, cioè la capacità di condividere informazioni in modo astratto e immaginifico, che forse le altre specie
non avevano così sviluppato. Il linguaggio produce un' organizzazione sociale più complessa e quindi un' espansione demografica più virulenta. Tutto ciò ha portato il Sapiens a diventare una
specie cosmopolita invasiva». Vuol dire che siamo
il cancro della Terra? «Qualcuno lo
sostiene, ma noi non usiamo un termine così drammatico. Cosmopolita invasiva è un' espressione usata dagli ecologi per definire quelle specie, come i ratti e gli insetti, capaci di adattarsi a
moltissimi ecosistemi e di moltiplicarsi a dismisura. E in verità è quello che ha fatto l' Homo Sapiens». Che cosa hanno
rivelato le ricerche sulla natura spirituale dell' uomo? «Sappiamo che 60mila
anni fa avvenne quella che si chiama Rivoluzione Paleolitica, prodotta forse dal linguaggio articolato. L' Homo Sapiens inizia ad avere comportamenti assenti nelle altre specie: sepolture rituali
raffinate, pitture rupestri, pitture sul corpo, musica... Nella mente della nostra specie sono scattate capacità di vedere il mondo con occhi diversi, sono nate l' immaginazione, l' astrazione e
di conseguenza la spiritualità». Quale lezione si può
trarre da queste novità, oltre all' assurdità del razzismo?
«Facciamo spesso l' errore di credere che l' evoluzione e la natura portino all' equilibrio, ma i fenomeni di rottura delle armonie ci sono, e l' Homo Sapiens nella sua storia ha rotto moltissimi
equilibri precedenti a lui: ha estinto specie viventi, ha bruciato e devastato territori. È dunque ora che noi Sapiens facciamo i conti con la nostra innata attitudine a reprimere la diversità
intorno a noi».
FABRIZIO
FILOSA
COLPI DI
GENIO: nel lago Maggiore
sono state rinvenute due ruote di legno risalenti all’età del bronzo che risalgono al 1450 – 1250 a.c. La ruota è una di quelle innovazioni che ci hanno trasformato in quello che
siamo.
1mal
d’Africa. Grandi diaspore
all’alba dell’umanità.
Il genere homo sapiens nasce in Africa circa 2 milioni di anni fa. Questi nostri lontani antenati erano già completamente bipedi e non vivevano più sugli alberi. Erano suddivisi in diverse
specie accomunata da una caratteristica importantissima: erano formidabili camminatori dotati di un potente istinto migratorio che li spingeva a spostarsi continuamente e ad adattarsi a climi e
ambienti molto diversi da quello dal quale provenivano, come già scrisse Darwin.
2
la solitudine è recente. La convivenza con
altri homo.
Quando poco meno di 200.000 anni fa il sapiens iniziò a migrare, il cosiddetto vecchio mondo
era già popolato da altre specie del genere Homo uscite dall’Africa in almeno due ondate precedenti.
La coabitazione è durata fino a circa 40.000 anni fa, Da allora , per ragioni ancora oscure, siamo rimasti gli unici rappresentanti del nostro
genere sulla terra. Esiste anche una ricostruzione di quella che i biologi e genetisti hanno chiamato Eva mitocondriale, vale a dire la più recente antenata comune a tutti gli esseri
viventi.
3 geni, popoli e lingue. Pensiero e creatività nel
paleolitico.
Gli studiosi la chiamano rivoluzione paleolitica. E’ il momento in cui, 60 mila
anni or sono, il sapiens comincia a mostrare un insieme di comportamenti diversi dalle altre specie, capacita di pensiero e abilità creative, tendenze artistiche, tensioni spirituali. Lo
confermano i ritrovamenti archeologici nei sii europei di Cro-Magnon, come quelli in sudafrica. In Slovenia si e ritrovato un femore flauto
risalente 55.000anni fa in una zona abitata da Neanderthal. Sarebbe il più antico flauto mai rinvenuto.
4 una specie planetaria.
Boom demografico e sopraffazione.
Con le prime attività agricole e
urbane la popolazione comincia a crescere a ritmi vertiginosi. La mappa delle lingue e dei popoli si rimescola, le differenze culturali si accentuano. L’homo sapiens diventa una specie
cosmopolita invasiva e il suo impatto sulla diversità biologica e sull’ambiente di fa pesante. Ma gli spostamenti di popoli continuano a essere il
motore principale dei cambiamenti nel mosaico della diversità umana.