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Il presidente vuole un'area dilibero scambio tra Europa e Asia . Ecco l'indicazione di un'altra via per uscire dalla crisi, arriva dagli USA mentre l'Europa si sta dibattento nel rigore e continua ad affondare sempre di più. Ci possono essere delle indicazioni migliori, ma comunque si propone una strada diversa da quella percorsa dalle nazioni europee.
Per saperne di più: www.whitehouse.gov
I PUNTI
-Asili: Obama ha promesso di ceare nuovi servizi di asilo nido di qualità destinati alle famiglie più povere.Propone l'asilo garantito a tutti i bambini a partire da 4 anni.
- Salario minimo: per sostenere la ripresa economica il presidente vuole aumentare il salario minimo da 7,5 a 9 dollari l'ora
-Libero scambio: annunciato un'area di libero scambio con l'Unione europea, da mettere a punto nei prossimi mesi
- Infrastrutture: maxi investimento da 50 miliardi ler le infrastrutture. Fra le priorità, ristrutturare 50.000 ponti a rischio
WASHINGTON - «Proletari di tutta l'America...». Barack Obama avrebbe potuto cominciare così il suo discorso sullo Stato dell'Unione martedì sera. I contenuti sociali hanno dominato, l'asso nella manica è la proposta di alzare il salario minimo: da 7,25 a 9 dollari, più l'indicizzazione al costo della vita. Un'altra sorpresa: il piano per garantire «a tutti i bambini d'America una scuola di alta qualitàa partire dai quattro anni». E' un'altra misura in favore delle classi lavoratrici, perché attualmente le scuole materne di alto livello sono spesso private, costose, riservate ai ricchi: ai loro figli danno una marcia in più fin dall'arrivo in prima elementare.
In un discorso che è stato un de profundis per le politiche di austerità, Obama ha avuto anche un pensiero per l'Europa: ha indicato tra gli obiettivi della sua agenda un nuovo accordo di libero scambio tra le due sponde dell'Atlantico. Rientra nella sua strategia in favore di una crescita «ad alta intensità di lavoro».
Usa e Ue restano le due più grandi economie del mondo. Sono ciascuna il principale partner commerciale dell'altra. Un accordo simile avrebbe il vantaggio, oltre che di aumentare gli scambi e il reddito, di rafforzare il potere contrattuale dell'Occidente nei confronti della Cina, su temi quali la protezione della proprietà intellettuale, i diritti dei lavoratori e l'ambiente.
Lo Stato dell'Unione 2013 è stato dominato dall'obiettivolavoro. Un piano dai toni progressisti, una netta rottura rispetto all'èra del laissez-faire e del pensiero unico neoliberista.
«La riduzione del deficit - ha detto Obama - non è un piano economico». E' un messaggio alla destra repubblicana con cui si confronterà di nuovo sul deficit a marzo. Obama ha voluto chiarire la sua idea di un governo che interviene attivamente nell'economia. Non è la vecchia ricetta statalista che pompa risorse dentro la pubblica amministrazione. «No al Big Government, ci vuole uno Smart Government». Non è lo Stato "grosso" che serve bensì uno Stato "intelligente", efficace. Il suo ruolo è determinante in quegli investimenti che Obama ha messo in testa ai suoi obiettivi: scuola, ricerca, energie rinnovabili, infrastrutture. «Ogni giorno - ha detto - dobbiamo ripeterci queste tre domande: come attirare posti di lavoro dentro gli Stati Uniti; come attrezzare i nostri lavoratori con le competenze richieste; infine come garantire che chi lavora guadagni abbastanza per una vita dignitosa?». Sull'immigrazione ha rilanciato l'idea di una grande riforma che aiuti gli 11 milioni di stranieri non in regola a conquistarsi un permesso di soggiorno; e velocizzi la corsia che porta fino alla cittadinanza. Ha rilanciato la battaglia contro il cambiamento climatico, minacciando di scavalcare l'ostruzionismo della destra. «Non esiterò a usare il mio potere esecutivo, per varare direttive che riducano le emissioni carboniche». Ha concluso con un appello forte in favore di nuove regole sulle armi.
Ha ricordato Hadiya Pendleton, la ragazza che ballò due settimane fa all'Inauguration Day a Washington e poi fu uccisa a casa sua, a Chicago: «Aveva solo 15 anni, era una majorette della scuola, aveva tanti amici. Chi non vuole cambiare le regole sulle armi, abbia il coraggio di votare qui a viso scoperto», ha chiuso guardando i tanti genitori dei bambini morti nella strage di Newtown. Resterà di questo discorso una fitta agenda legislativa, un elenco di riforme impressionanti. Se solo Obama riuscisse a portarne a casa la metà, il suo secondo mandato sarebbe considerato un successo. La questione del salario minimo è simbolica perché dà il segno sociale di tutta l'agenda. Sono 15 milioni, i lavoratori americani remunerati con il salario minimo federale.
L'aumento proposto da Obama è il più alto da più di trent'anni.
«Una famiglia con due bambini dove un solo adulto lavora e guadagna il minimo - ha detto il presidente - vive sotto la soglia della povertà. Dobbiamo dichiarare che nella nazione più ricca della terra, nessuno che lavori dovrebbe essere costretto a vivere nella povertà». E' una cesura rispetto al modello di sviluppo imperante negli ultimi decenni, che ha visto allargarsi le diseguaglianze sociali: l'1% degli americani più ricchi controllavano il 10% del reddito nazionale nel 1980, oggi hanno raddoppiato la loro quota. La stessa logica ispira il discorso sull'istruzione: «Ogni dollaro - ha detto Obama - che investiamo per garantire una scuola di alta qualità, frutta 7 dollari di guadagno per l'intera comunità riducendo la disoccupazione e la delinquenza giovanile. Dobbiamo garantire che nessuno dei nostri figli cominci la corsa della vita con un ritardo sugli altri».
Federico Rampini su la Repubblica