VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
link Dvorak –Sinfonia dal nuovo mondo - largo. Se clicchi con il tasto
destro del mouse su LINK e con il sinistro su "apri in una nuova scheda" puoi ascoltare la musica e leggerel'articoloR. Terzi “ il lavoro è il fondamento della cittadinanza della società moderna , l’elemento essenziale che definisce
l’identità della persona e dei suoi diritti (no taxation no votation) Mentre al welfare aspetta il compito di garantire la dignità della persona. Ma
il welfare è capace a sua volta di genere sviluppo, crescita, occupazione, poiché nei periodi di maggiore incertezza, maggiore dev’essere l’intervento pubblico per mettere in sicurezza la vita di
ciascuno”. Dagli anni ’80 il neoliberismo ha cercato di mettere si margini il lavoro, privilegiando le logiche finanziarie e di mercato alle quali il lavoro avrebbe dovuto piegarsi. Dobbiamo
conquistare l’idea della centralità del lavoro questa questione è la vera differenza tra democratici e conservatori, tra una politica di sinistra e di destra. Luciano Gallino ha più volte
avanzato più volte delle proposte concrete e precise per affrontare il drammatico problema della distruzione del lavoro attuata dalle politiche liberiste.
Lo SPI incontra Luciano Gallino incontro organizzato dallo SPI di Torino e dal dipartimento di ricerche nazionale. Di Damiano Tavoliere
Lo stato sociale da tempo è sotto accusa in tutta Europa e lo è particolarmente da alcuni anni attraverso i tagli a sanità, istruzione pubblica, pensioni e compagnia bella. Lo stato sociale è quello di una società che colloca fa i suoi compiti principali la produzione di sicurezza sociale ed economica, ossia la protezione dei cittadini in quelle cinque cose che possono capitare a tutti e sconvolgere la vita: una malattia, un infortunio, un’invalidità, una disoccupazione involontaria, una vecchiaia gravata da fattori destabilizzanti. Lo stato sociale in Europa – pur nella specificità dei vari paesi – non ha eguali al mondo, fecondato da culture e politiche differenti. Basti pensare che il primo piano sociale è stato approvato da un premier conservatore durante la guerra, Wiston Churchill, ideato non solo per ragioni umanitarie, ma per contrastare il comunismo-
Questo stato sociale librale, non liberista, nella seconda parte del novecento è stato via via rafforzato dalle socialdemocrazie europee, e in Italia ai partiti popolari che hanno dato via alla costituzione. Fino a quando ha cominciato a essere smantellato da un altro primo ministro inglese, la signora Thatcher. “quali sono i motivi veri dell’attacco partito proprio da quel paese che l’aveva inventato? Ogni giorno ci dicono in TV del deficit e della crisi dei bilanci dello stato, per non parlare degli attacchi alla spesa pensionistica [però l’INPS non è affatto in passivo, bensì in attivo di parecchi miliardi – su di esso grava le spese della cassa integrazione (che è una funzione della fiscalità generale, quindi dovrebbe essere a carico del bilancio dello stato, altrimenti sono i lavoratori occupati che sostengono quelli disoccupati) e dell’ Inpdai (Istituto Nazionale Previdenza Dirigenti d’impresa - la cassa pensione dei dirigenti non aveva un accantonamento adeguato e questi sono passati a carico degli operai e impiegati), così pure i lavoratori agricoli che avevano pagato in precedenza dei contributi ridicoli]. Ebbene, il FMI (Fondo Monetario Internazionale [che insieme alla Banca centrale europea e alla Commissione Europe (formata dai capi di governo degli stati dell’Europa – in maggioranza liberisti , quindi di destra)si batte contro lo stato Sociale] ha redatto un rapporto, intitolato il rischio della longevità, molto allarmato dall’aumento della speranza di vita. (Non avete già letto o sentito almeno una volta, da qualche parte, un discorso o un articolo che fi faceva sentire in colpa perché le persone di una certa età vivono più a lungo di una volta?) In questo rapporto di propone l’allungamento dell’età pensionabile fino a 75 anni. Vi sono persino economisti ultraliberisti che sostengono di voler aumentare le retribuzioni abolendo tutte le forme di protezione sociale, dalle pensioni pubbliche, alla sanità, alla scuola, delegando il tutto al privato.
E’ vero che dal 2007 in poi nell’Unione Europea il deficit nei bilanci ed il debito pubblico sono aumentati, ma non per effetto dello stato sociale bensì del salvataggio delle banche e dei gruppi finanziari che hanno originato la crisi in atto:4.500 miliardi di euro in aiuti che equivalgono al 35% del PIL europeo, mentre la spesa sociale – anche in Italia – è rimasta costante del 25% del PIL dalla metà degli anni novanta.
Dunque non è la spesa sociale a compromettere i bilanci pubblici. Perchè allora i governi portano a rimettere sul mercato ciò di cui lo stato sociale si era fatto carico negli anni ‘50 e ’70 ( Lo statuto dei lavoratori è del 1970. Il servizio sanitario nazionale del 1978) ? l’obiettivo delle politiche di austerità è la demolizione dello stato sociale e la difesa degli interessi dei ceti dominanti, la trasformazione di tutto in merce, anche il lavoro, la salute, l’istruzione, le persone: privatizzare per appropriarsi della quota di bilancio che oggi si dedica allo stato sociale, per di più facendo pagare i costi della crisi ai ceti più deboli: negli ultimi 20 anni la quota salari sul PIL è diminuita di 10 punti (lo sapete che in Italia le imposte sono pagate per l’83% dai salari, stipendi e pensioni?), che si sono trasferiti ai profitti e alle rendite immobiliari e finanziarie. In realtà ciò significa che ogni anno in Italia 160 miliardi si trasferiscono dalle tasche dei ceti medi a quelli dei ceti alti. L’ideologia che pochi decenni fa appariva crudele e disumana diventa così una pratica legislativa: una grave perdita per la democrazia, per la partecipazione attiva alle cose che ci riguardano. E così di diffonde a piene mani l’antipolitica mentre proprio ora c’è bisogno della buona politica.
Come ci si difende da tutto ciò ? Diventa vitale difendere lo stato sociale, le idee politiche e morali che lo hanno sviluppato e hanno fatto dell’Europa recente la società umana più avanzata.