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Strip Pride L'orgoglio gay a fumetti dai pinguini a Lupo Alberto
La mostra "fumetti diversi" Wow spazio Fumetto, v.le Campania 12 Milano dl 9 al 23 settembre 2012
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Illustratori italiani e stranieri raccontano l’omosessualità da domani allo spazio Wow “la nostra arte sa parlare anche i temi più difficili”
Così diversi, così uguali: non è mai facile, tra pregiudizi e stereotipi, affrontare il tema dell'omosessualità. Prova a farlo una mostra che mette su carta i problemi di una identità sessuale dietro la quale ci sono persone, sentimenti, e in fondo la vita. Succede a Wow Spazio Fumetto, dove da domani sono in esposizione una settantina di tavole che parlano del mondo gay sotto i suoi diversi aspetti, non nascondendo nemmeno gli stereotipi di cui sopra, perché in definitiva, spiega il curatore ispano-peruviano Alexis Rosas, studente di Conservazione dei beni culturali alla Statale, «anche quelli, dal ragazzone palestrato al fashionvictim, hanno una base di realtà».
La mostra è passata proprio alla Statale - inaugurata il 17 maggio, giornata contro l'omofobia-e ora trova, ampliata, il suo approdo naturale a Wow: «Siamo attenti ai fenomeni sociali di ogni tipo - sottolinea il direttore Luigi Bona - convinti come sempre che il fumetto sa parlare di tutto, anche degli argomenti più difficili».
E di argomenti difficili la rassegna, intitolata Fumetti diversi, ne propone parecchi. C'è quello, ad esempio, di una genitorialità spesso contrastata e difficile, trattata da Francesca Pardi nel libro Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme? Oppure la storia drammatica della graphic novel In Italia sono tutti maschi, con testi di Luca De Santis e disegni di Sara Colaone, sugli omosessuali mandati al confino durante il regime fascista. Su un registro invece più lieve, domani interverrà alla presentazione della rassegna Massimo Fenati, 42enne designer italiano residente a Londra e divenuto un fenomeno editoriale in Inghilterra con quattro libri sulla relazione fra Gus e Waldo, due pinguini molto simili nell'aspetto ma molto differenti nel carattere. Waldo ama il gossip e i reality. Gus è un tipo posato e legge letteratura impegnata. «La storia dei miei pinguini, animali monogami in natura, rispecchia quella fra me e il mio compagno - racconta Fenati - ma soprattutto è la storia di una relazione fra innamorati. E l'amore è sempre uguale nei meccanismie nelle dinamiche, indipendentemente dal sesso. Anche se il mio Waldo trova che do di lui una descrizione un po' trash».
La militanza indubbiamente non manca, rappresentata dalle strisce del tedesco Ralf König, uno dei più famosi fumettisti del genere e da Black Wade, graphic novel firmata da due italiani e di successo europeo su un rude pirata che rapisce l'aitante ufficiale inglese Jack Wilkins, con le conseguenze che si possono immaginare. Ma personaggi gay fanno capolino anche in serie con tutt'altre tematiche. Grazie alle vignette di Silver, Enrico la Talpa fa outing in Lupo Alberto già nel 1977. E vent'anni fa Luca Enoch, uno degli autori più politici del fumetto italiano, affiancava alla sua Sprayliz un'amica innamorata di lei, Kate: «Un personaggio vincente - ricorda Enoch - perché detestavo il tipo della checca impazzita».
Perfino nel mondo dei fumetti Bonelli compare Legs Weaver, agente speciale di tendenze lesbiche che nel 1997 bacia, non ricambiata, una collega: «Nulla di provocatorio, l'omosessualità è un elemento della vita», spiega lo sceneggiatore Antonio Serra.
E nel 2007 Diabolik si sente in dovere di aiutare uno scrittore al quale hanno ucciso il fidanzato.
La mostra documenta, infine, la rincorsa fra i giganti dei super eroi americani, Marvel e Dc. Ha cominciato la prima, con la domanda di matrimonio di Northstar al suo compagno, che per non farsi mancare niente è pure nero. Si è affrettata a seguirla la Dc Comics, con un bacio galeotto scoccato da Lanterna Verde a un comprimario che gli fa battere il cuore. Niente di strano, quello gay è un pubblico come tutti gli altri. Una volta si parlava di petrodollari. Ma nel tempo si è capito che pure gli omodollari non erano affatto male.
STEFANO ROSSI06 settembre 201213sez. MILANO