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Un diritto non é mai un pericolo


arcobaleno-e-mondo-gay.jpg link  Heandel - largo. Se clicchi con il tasto destro del mouce su LINK e con il sinistro su"apri in una nuova scheda" ascolterai la musica e leggerai l'articolo(dopo la ev
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E' per lo meno singolare che tra gli attentati alla pace, alla giustizia e alla dignità umana il Papa abbia messo ai primi posti l`estensione alle persone omosessuali del diritto a sposarsi. Un diritto lascia ai cittadini la libertà e la responsabilità di instaurare dei rapporti di qualsiasi natura tra di loro purché non vengano lesi gli interessi e di diritti di altri cittadini (Es. la legge sull'aborto).  Questo é quanto prevede anche  il nostro ordinamento giuridico. E' anche quello che consente la convivenza normale e pacifica tra le persone di uno stato che hanno comportamenti, principi, credenze, valori religiosi diversi e tutti devono essere collocati su uno stesso piano. Il punto di riferimento, a livello civile, é la costituzione in cui i cittadini si riconoscono come norma fondamentale che regola le relazioni tra di loro e le varie organizzazioni e istituzioni private e pubbliche; che da il senso anche di un comune destino. Anche da un punto di vista religioso che valore ha una norma religiosa che viene imposta come obbligatoria ai cittadini per legge? e la libertà, la responsabilità, la dignità delle persone dove se ne va? La legge sulla procreazione assistita ha di fatto creato una disparità tra i cittadini; quelli che hanno i soldi se ne sono andati all'estero aggirando le norme giuridiche. Ci sono cittadini più uguali? Mi sembra che lo stato etico produca dei mostri. L'esperienza passata dovrebbe insegnarci qualcosa.(ndr).

   Era già una forzatura, cui per altro Giovanni Paolo II ci aveva abituato, equiparare il diritto all`aborto e a chiedere di essere aiutati a morire alle uccisioni che si effettuano in guerra e ai genocidi che spesso accompagnano le guerre civili. Perché si confondono feti con esseri umani già compiuti, vittime con carnefici, la libertà di disporre di sé con la violenza su altri. Anche chi non approva l`aborto e l`eutanasia dovrebbe preoccuparsi di questa operazione in cui tutto viene mescolato senza distinzione, con il rischio non già che si salvi qualche feto perché diventi un bambino non voluto, o che qualche malato terminale venga tenuto in vita ad oltranza, ma che guerre e genocidi perdano il loro carattere di violenza arbitraria e cieca, ove le vittime sono pure casualità, specie se appartengono ai gruppi più deboli.

 Sta già succedendo, in quest`epoca in cui le guerre-dichiarate o meno -sono dappertutto e ciascun belligerante vede, nel migliore dei casi, solo i propri morti, mentre quelli altrui sono tutti solo "nemici" - dai lattanti in su.  In cui i potentati economico-finanziari operano sul libero mercato creando disoccupazione, accumulazione di ricchezza per pochi e spogliazione del ceto medio e di grosse fasce sociali. I lavoratori dipendenti sono già stati tosati da un bel po’ di tempo. Crimini con guanti bianchi con affamazione dei popoli dei paesi cosidetti in via di sviluppo, creazione di fasce di povertà nei paesi occidentali e venir meno dei diritti sociali e dei lavoratorianche nel nostro paese. Sperequazione  in aumento nel reddito e nelle ricchezze possedute dai cittadini (Il 10% della popolazione possiede  la metà e oltre della ricchezza. Chi ha creato la crisi, il mondo finanziario e bancario, continua ad arricchirsi (ndr).  Non c`è proprio bisogno che ci si metta anche il Papa, con tutte le migliori intenzioni, a dare manforte a questo clima di assuefazione ottusa e confusione mediatica. Se poi si aggiunge alla lista degli attentati alla  pace e alla vita e dignità umana la questione dei matrimoni omosessuali invece di condannare le ruberie che avvengono da parte diun settore del ceto politico che usa soldi pubblici per fare i propri affari, come i farabutti e i ladri(ndr); davvero la confusione , l`incapacità, o il non desiderio, di operare distinzioni portano a una denuncia generica e inefficace del problema che a parole si dice di voler affrontare. È difficile anche a chi è contrario ai matrimoni tra omosessuali cogliere un qualche nesso tra una legge che li consenta e l`operare per la pace. A meno che il pontefice non voglia suggerire che l`approvazione di una legge simile produrrebbe guerra civile, ciò che è smentito da quanto (non) è avvenuto nei Paesi che hanno una legge del genere. Mentre, viceversa, molti Paesi che vietano l`aborto (e anche la contraccezione), puniscono le donne che vi ricorrono e mettono al bando gli omosessuali sono governati da dittature violente e talvolta anche guerrafondaie. A differenza del pontefice, non intendo postulare che esista un nesso tra riconoscimento del diritto ad abortire (è sempre un conflitto che arriva a una decisione molto problematica che lascia sempre un segno,  per colei che é oppressa dal dolore o dall'angoscia o non ha gli strumenti o il reddito per dar spazio a una soluzione in avanti), ad usare la contraccezione, a sposarsi tra omosessuali e il perseguimento  e il mantenimento della pace. I rapporti causa ed effetto sono molto più complessi di queste rozze semplificazioni.

Continuare a evocare i temi dell`aborto, dell`eutanasia, della omosessualità come temi validi per la denuncia di qualsiasi cosa vada male nel mondo rischia di marginalizzare proprio l` attenzione per ciò che va male, in questo caso per un mondo attraversato da guerre ricorrenti e continue, abitato da signori della guerra che non riposano mai. Certo, dà l`impressione che al pontefice e alla gerarchia cattolica interessi di più porre il proprio veto sulle legislazioni degli Stati democratici (es, USA dove la gerarchia cattolica ha appoggiato Romney e condannato Obama) (ndr) , in tema di diritti di libertà nell`ambito della sessualità e della riproduzione, che non condannare le guerre (o le incursioni) preventive e le violenze sulle popolazioni inermi. Più che un monito contro i signori della guerra, sembra un monito contro la laicità dello Stato, del tutto in consonanza con quello lanciato dal cardinale Scola alcuni giorni fa.

L'articolo é stato scritto da Chiara saraceno,  salvo alcune aggiunte del redattore, per "La Repubblica"

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