VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
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Come cambiano le istituzioni. Torna in digitale una riflessione profetica di Rodotà
Sí devono sempre considerare con grande prudenza le associazioni troppo strette tra progetti politici e possibilità tecnologiche. È indubbio, però, che siamo di fronte a una vera crisi delle forme tradizionali della democrazia rappresentativa, che può tradursi (o già si traduce) nel rifiuto delle istituzioni da parte di molti cittadini. Poiché una possibile via d`uscita viene indicata in una integrazione tra forme della democrazia rappresentativa e forme della democrazia diretta, diventa giusto chiedersi se le tecnologie dell`informazione - rendendo tecnicamente possibile una associazione più immediata dei cittadini alle fasi della proposta, della decisione e del controllo - possano aiutarci ad inventare la democrazia del XXI secolo.
Se si vuoI discutere seriamente di tecnologia e democrazia, allora, bisogna evitare una versione riduttiva dell`una e dell`altra. Gli strumenti resi disponibili dalle diverse tecnologie dell`informazion e non debbono essere considerati soltanto come mezzi che rendono possibile un voto sempre più facile, rapido, frequente. Così verrebbe accolta una visione ristretta della democrazia, vista non come un processo di partecipazione dei cittadini, ma solo come una procedura di ratifica, come un perpetuo gioco del sì e del no, giocato da cittadini che tuttavia rimangono estranei alla fase preparatoria della decisione, alla formulazi on e delle dom and e alle quali dovranno rispondere. Il mutamento concettuale e politico è evidente. La democrazia diretta diventa soltanto democrazia referendaria e, all`orizzonte, compare piuttosto la democrazia plebiscitaria. Si può sfuggire a questa impostazione dei rapporti tra tecnologia e democrazia? Per farlo, è necessario andar oltre l`identificazione della democrazia elettronica con una logica di tipo referendario e analizzare le molteplici dimensioni del problema. [...l Al dilàdi altre funzioni, il partito politico, nell`era pretelevisiva, si presentava anche come il protagonista di una comunicazione politica diretta (assemblee pubbliche, comizi, contatti continui dei membri del partito con ì cittadini) e soprattutto corale e, quindi, in certa misura spersonalizzata. Il partito politico, infatti, aveva bisogno di stabilire una molte- plicità di contatti nello spazio e nel tempo e doveva per ciò mettere in campo un vero esercito di "comunicatori". Il suo rapporto con i cittadini, dunque, era di tipo corale: anche quando il partito si identificava con una personalità particolarmente forte, il contatto con i cittadini richiedeva la necessaria mediazione di una miriade di altre persone, quasi sempre più vicine e visibili dell`uomo politico lontano e inafferrabile.
Le molteplici tecniche oggi al servizio della politica, e più precisamente delle persone che l`incarnano, modificano radicalmente il panorama appena descritto. Il politico, candidato ad elezioni o interessato comunque a una comunicazione con i cittadini, può oggi disporre di strumenti che cancellano quella dimensione spaziale e temporale che imponeva forme di intermediazione personale. Le videoconferenze, le videocassette, la posta elettronica, l`uso delle reti gli consentono una presenza continua e autonoma nei luoghi e nei momentì più diversi. Si realizzano ubiquità e, quindi, irriducibilità dell`uomo politico alla misura di altri soggetti. Cresce, nelle apparenze, la "disponibilità" del politico per i cittadini: nella realtà, l`offerta politica si riduce. I...]
Al contrario, la comunicazione in rete, pur continuando a consentire al politico l`uso di filtri e di tattiche di diversione, aumenta la sua esposizione al pubblico. Cresce soprattutto la possibilità di una presa diretta e continua da parte dei cittadini, e diventa sempre meno accettabile la pretesa di circoscrivere preventivamente l`area dei loro interventi. La stessa identità del partito politico, intanto, risulta profondamente trasformata. Può sopravvivere come "macchina", come invisibile supporto tecnico dell`uomo politico, e soprattutto del candidato ad elezioni, ma perde progressivamente la sua soggettività. E questa scomparsa dei momenti collettivi nella comunicazione politica, sul versante di chi comunica e di chi riceve la comunicazione, incide sulle modalità di costituzione del "sovrano", unificato da riferi- menti personali sempre più marcati, ma disgregato dalle modalità stesse della comunicazione.