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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Non far sapere come un'apparato salva se stesso

Il gruppo dirigente del PD segue le rigide regole dell'autoconservazione degli apparati, ma a chi chiederà al congresso, se ha il coraggio di tenerlo, di essere eletto? Sono tutte chiacchere la responsabilità e lo stato di necessità dietro cui si mascherano le scelte che non si ha il coraggio di sostenere apertamente e non volute da chi ha votato alle elezioni politiche e del popri militanti che non sono nemmeno stati consapevolmenti interpellati perchè avrebbero dato una indicazione opposta. Quando si vuole si opera consapevolmente secondo la propria logica che rispode solo all'autoconservazione dell'apparato.

L'AMACA di Serra del 19 luglio

"Il senso di responsabilità" del quale il presidente napolitano è il più autorevole e tenace depositario è un sentimento imortante e rispettabile. Ha però un limite:non riconosce doveri al di fuori di sè stesso. Non tollera smentite, non conosce eccezioni. Se - per esempio - la solidità di un governo viene considerata coincidente con ""il senso di responsabilità", allora il ministro che si è reso colpevole di una paurosa lesione del diritto democratico diventa automaticamente, cosa contraria" al senso di responsabilità". La vecchia destra comunista - fucina di notevoli personalità politiche, da Amendola a Chiaromonte allo stesso Napolitano . è stata, del "senso di responsabilità" , formidabile latrice. Ma ogni impennata etica, ogni accelerazione sociale, ogni eccessiva movimentazione del paesaggio politico veniva (e viene ancora) visto come una pericolosa, incontrollabile incrinatura del "senso di responsabilitò".

   Il caso Alfano non è il primo, nè l'ultimo nel quale viene da domandasi quante  giuste cause, quanti sacrosanti obiettibi, quali atti di coraggio ( in cui si crede ndr), quanti germi di novità sono stati scannati come agnelli sacrificali  sull'ara del "senso di responsabilità.


La Repubblica (VALENTINA CONTE) 
Decreto del Fare 

ROMA - Auto blu e compensi ai manager pubblici.
Ci risiamo.
Nottetempo, una manina inserisce emendamenti ad hoc al decreto Fare per allentare i vincoli imposti giusto un anno fa da Monti nella spending review.
E dunque per tornare alla spesa allegra.
Quella pubblica.
Il primo emendamento è a firma del deputato pdl Antonio Leone.
Due righe e mezzo di testo per dire che alle «società quotate e alle loro controllate» non si applica il taglio del 50% alla spesa per le auto blu: acquisto, affitto, manutenzione, ma anche buoni taxi.
Sacrificio che Monti aveva imposto, a partire dal 2013, a tutta la pubblica amministrazione (ministeri, enti locali, etc), alle authority, alla Consob, e poi addirittura salito al 100% dei risparmi: quindi zero auto blu.
Mentre il 50% del taglio era rimasto per le sole «società controllate» da Stato e amministrazioni.
Con l'emendamento tutto cambia.
Anche se resta da capire l'applicazione a Eni, Enel, Finmeccanica, Terna e Snam (quotate in Borsa), già fuori dal perimetro della spending review.
Il secondo emendamento - di Sanna (Pd) e Sisto (Pdl), relatori del decreto Fare - inserisce un comma 5 ter alla spending review di Monti (articolo 23 bis) che consentirà ad alcuni amministratori pubblici di non avere un tetto ai loro compensi.
Almeno non quello fissato per gli altri - le società non quotate - e pari al massimo «al trattamento economico del primo presidente della Cassazione» (circa 300 mila euro).
Ebbene i manager delle società non quotate «che svolgono servizi di interesse generale anche di rilevanza economica», recita l'emendamento, ovvero che erogano «servizi in favore dei cittadini» (come Poste, Ferrovie dello Stato, Anas?), saranno remunerati secondo «le migliori pratiche internazionali» e tenuto conto «dei risultati aziendali».
Tradotto: nessun limite.

L'ultimo dato del 2013 dice che siamo arrivati al 130,4% del PIL

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