VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
Telereportage di Federico Rampini.
E' la Silicon Valley Italiana, un magnete che attrae i centri di ricerca delle multinazionali, una nursery per imprese, un casa della scienza dove lavorano 15.000 persone: cervlli e manager in sinergia per dare una sterzata al declino e dare l paese quello di cui ha bisogno: innovazione. Qui si trasferirà l facoltà di ingegneria consolidando un laboratorio tecnologico creativo che oggi cattura l'interesse dei cinesi.
Un'area di 400.000 metri quadri dove una volta c'era un deposito di container.
Ma rispetto alla California, ci sono voluti tempi lunghi, quasi "storici".
Dalle navi ai robot la città cambia pelle
GENOVA «Industria più università alleate: è questo il disegno di Erzelli, ed è proprio quello di cui ha bisogno l' Italia per ripartire dopo quattro anni di crisi».
L' Ingegner Carlo Castellano, che al suo attivo ha anche la creazione di una multinazionale hitech come Esaote (elettronica biomedica), è stato all' origine del Parco Scientifico e Tecnologico. A due settimane dalla visita di Enrico Letta, Castellano ci anticipa le ricette di questo vasto laboratorio a cielo aperto.
Perché nasce qui a Genova, una città spesso associata all' idea del declino? «In realtà a Genova era rimasto un cuore tecnologico importante. Automazione, robotica, sistemi di regolazione avanzata dei processi produttivi e della logistica: sono in un certo senso dei sottoprodotti delle attività tradizionali, dal trasporto navale alla cantieristica, dalla siderurgia all' impiantistica delle centrali elettriche, tutti settori che hanno saputo reinventarsi».
Di questa realtà tecnologica sono consapevoli gli stranieri, che il Parco vuole attrarre? «Più di quanto si creda solitamente. Genova ha già 150 aziende hi-tech, incluse le sedi di molte multinazionali. Oltre a Ericcson e Siemens che sono già insediate a Erzelli, c' e la Abb, e molte altre. Sto parlando di una realtà che conta già ora 15.000 addetti, con professionalità molto avanzate».
Da cosa dipenderà il successo del Parco di Erzelli? «Anzitutto, dalla sua capacità di non essere una enclave chiusa, di diventare un nucleo tecnologico al centro di una rete di relazioni molto ricche con tutto l' ambiente che gli sta attorno».