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LA CIVILTA' : L'idea più preziosa che si mette in campo é la convinzione che suonare uno strumento é un perno essenziale per qualsiasi civiltà
Piovani battezza il primo ensemble del Sistema Abbado ROMA. Musica con amore. Per chi ha bisogno di dialogo, coesione, armonia. Per chi ha fame di speranza e futuro. Musica per cogliere il significato della parola "insieme". È il senso del "Sistema" fondato in Venezuela da José Antonio Abreu, intellettuale smilzo e frenetico, invasato dalla propria missione, che ha immesso nel territorio del sociale, con determinazione intrepida, il miracoloso potere aggregante della musica e la sua enorme portata educativa. Mito culturale e progetto rivoluzionario, "El Sistema" nasce quarant' anni fa in uno dei Paesi più violenti del Sudamerica, afflitto da piaghe di miseria e intossicato dalle lotte per il controllo del mercato della droga. Diffusosi con vitalità capillare nel degrado dei "barrios", ha convogliato 350.000 bambini in laboratori musicali gratuiti sovvenzionati dal governo con esiti straordinari sia musicalmente (direttori come Gustavo Dudamel e Diego Matheuz sono "figli" di quel metodo) sia umanamente, salvando molti ragazzi dalla strada e dalla delinquenza, «uniti nella musica come veicolo di responsabilità collettiva e di solidarietà», sostiene Abreu. Formula trasmissibile? Pare di sì: un "clone" della gloriosa esperienza ha preso il via in Italia nel 2010, e «sono ormai ottomila i giovani dai 4 ai 16 anni, distribuiti in 44 nuclei radicati in 14 regioni, che partecipano all' iniziativa», spiega Roberto Grossi, presidente di Federculture, e ora anche presidente del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia: una Onlus premiata dalle presidenze onorarie di Claudio Abbado e dello stesso Abreu. Rappresenta un forte riconoscimento, oltre che un lancio d' immagine importante, la decisione d' affidare il Concerto di Natale in Senato a un gruppo di musicisti selezionati nelle orchestre emerse dal Sistema italiano. Sarà quest' unica compagine a suonare domenica a mezzogiorno a Palazzo Madama alla presenza di Napolitano e in diretta tivù (Rai Uno) e radiofonica (Radio3). Dirigerà l' evento dal podio Nicola Piovani, appassionato fan al Sistema Abreu: « ». L' eterogeneo programma (accanto a Bartokea Brahms c' è Nel blu, dipinto di blu di Modugno) include vari pezzi di Piovani, tra cui uno scritto per l' occasione, Allegro del Sistema, dove «"Allegro" non è inteso solo come indicazione di tempo - avverte l' autore - Mi avevano chiesto di comporre un inno, ma ho preferito un brano strumentale, senza parole, con una parte centrale più "cantabile" e un andamento che possa suggerire un' idea di ottimismo; ce n' è bisogno in questo momento in Italia, non solo per le orchestre giovanili». Con gli strumentisti si esibiranno il Coro delle Voci Bianche e il Coro delle Mani Bianche, quest' ultimo formato da ragazzi con disabilità psico-fisiche che "mimano" la musica tramite un linguaggio gestuale, con mani fasciate da candidi guanti. L' intera concezione del Sistema si rivolge in particolare ai ragazzi che vivono in situazioni di disagio economico, fisico e sociale, e classi orchestrali sono state avviate in istituti penitenziari minorili. «Non si portano i giovani meno fortunati nei luoghi delegati della musica, ma è la musica ad andare verso di loro invadendone i contesti», riferisce Grossi. «Operatori e insegnanti lavorano gratis: la base dell' impresa è il volontariato. Il che dimostra come ci sia un' Italia che si rimbocca le maniche». Un migliaio di strumenti, distribuiti ai ragazzi, sono stati acquistati col sostegno della fondazione Enel Cuore, e gli spazi dove si riuniscono i nuclei riconvertono spesso ambienti a rischio «come una discoteca tolta alla malavita in provincia di Bari o certe aree del rione Brancaccio a Palermo». La fama mondiale dell' orchestra Simon Bolivar emersa dal Sistema venezuelano s' alimenta anche di una tecnica formidabile. Qual è il livello oggettivo raggiunto dai ragazzi italiani? «Devo aspettare la prova generale per esprimere un giudizio», risponde Piovani. «Certo la Simon Bolivar ha tanti anni di attività alle spalle, mentre quest' orchestra italiana si sta creando adesso. Ma i risultati sono già entusiasmanti, nel senso che l' entusiasmo aiuta a fare musica bene. Io ci sto lavorando con molta attenzione e senza risparmio di energie. Mi ha fatto tenerezza quando un violista di fila, sui quattordici anni, ha alzato la mano e mi ha chiesto: Maestro, posso andare in bagno? In quel momento la parola "maestro" ha preso un colore elementare».