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Una scelta personale

 

Paul Krugman lascia Princeton per l'università pubblica. La scelta di coerenza del Nobel anti austerity

 L'Huffington Post | Pubblicato: 03/03/2014

IL REDDITO: il mio lavoro si sta concentrando sempre di più sui problemi della diseguaglianza di reddito

STILE DI VITA: a sessantuno anni è ora di riflettere in profondità su quello che voglio veramente fare in questa fase di vita

5.730 dollari. E’ il costo anno “full time” a Cuny. City University of New York per uno studente residente a New York. Un non residente paga invece 15.300 $: vitto, alloggio e libri compresi. Nel corso della sua storia ha sfornato ben 12 premi Nobel

58.965 dollari. E’ il costo medio di un anno di study nel prestigioso ateneo di Princeton. Comprende il costo della stanza in uni dei dormitori, la mensa e i libri: Alcuni corsi hanno costi superiori.

PER SAPERNE DI PIU’: krugman.blogs.nytimes.com  ; www.gc.cuny.edu

Dall'università dei ricchi all'università delle masse. Non certo per soldi né per prestigio, ma per coerenza con le proprie tesi. È l'ultima lezione di Paul Krugman, l'economista liberal per eccellenza, acerrimo nemico dell'austerity, che ha deciso di lasciare la prestigiosissima Princeton a favore della ben più popolare Cuny (City University of New York). Università privata tra le più esclusive la prima, enorme ateneo pubblico con poco badget il secondo. Il premio Nobel per l'Economia ha spiegato così, dal suo blog sul New York Times, le ragioni della sua scelta. "A 61 anni è ora di riflettere in profondità su quello che voglio fare in questa fase della mia vita [...]. Il mio lavoro - spiega - si sta concentrando sempre più sui problemi della diseguaglianza di reddito". Di qui, dunque, la decisione di andare a insegnare alla Cuny, una "fabbrica di laureati democratica e di massa", come la definisce Federico Rampini su Repubblica. Inoltre, proprio la Cuny ospita uno dei centri d'eccellenza per gli studi delle diseguaglianze nel settore post laurea, in un dipartimento specializzato che si chiama Luxembourg Income Study. Una università di massa, istituzione democratica e progressista, è il luogo ideale per portare avanti una delle tesi più care all'economista: ossia che l'attuale Slow Economy, vale a dire la ripresa debole degli Usa, sia frenata dal modello diseguale che concentra troppe risorse nelle mani di pochi, riducendo all'osso il potere di acquisto della maggioranza della popolazione.

Federico Rampini per ‘La Repubblica' È il più celebre avversario dell'austerity, l'economista "liberal" per eccellenza, il continuatore delle idee progressiste di John Maynard Keynes. Ora Paul Krugman diventa anche un esempio di coerenza. Lascia una delle migliori università del mondo, privata, per andare a insegnare in un college pubblico. Il premio Nobel dell'Economia, che è anche un divulgatore e polemista con i suoi editoriali sul New York Times, dà l'annuncio sul suo blog. «A 61 anni - scrive Krugman - è ora di riflettere in profondità su quello che voglio veramente fare in questa fase della mia vita». La conseguenza di quella riflessione è l'addio a Princeton, una delle più prestigiose istituzioni accademiche. Fondata nel 1746 nell'omonima cittadina del New Jersey, Princeton fa parte dell'esclusivo club dell'Ivy League che riunisce l'aristocrazia degli studi superiori, alla pari con Harvard, Columbia e Yale. Avendo istruito l'élite americana, generazioni di leader politici, grandi imprenditori e top manager, Princeton viene ripagata generosamente dalle donazioni dei suoi ex alunni. Grazie al mecenatismo questa università privata oggi sta "seduta" su un tesoro di 18,2 miliardi: è il fondo di dotazione le cui rendite (oltre alle rette studentesche) pagano stipendi, borse di studio ai meno abbienti, progetti di ricerca. Con 1.172 professori per ottomila studenti, Princeton vanta un "quoziente" docenti allievi ideale per garantire l'alto livello degli studi. Un paradiso accademico, dove tutto funziona a perfezione. Krugman gliene dà atto, è pieno di gratitudine verso «la qualità intellettuale di Princeton, un luogo meraviglioso per me sia dal punto di vista professionale che personale». Da quest'estate, Krugman andrà in un'istituzione molto più povera. Snobbando le offerte di due altri poli privati di Manhattan, Columbia e Nyu, ha scelto Cuny (City University of New York) che è la più grande università pubblica newyorchese. Una "fabbrica di laureati" democratica e di massa. Il confronto nei numeri è impressionante. Cuny ha 540.000 studenti cioè 67 volte quelli di Princeton. E ha un bilancio di soli 3 miliardi l'anno. Le donazioni private sono un rigagnolo rispetto ai ricchi lasciti degli ex alunni di Princeton. Questo non ha impedito a Cuny di sfornare nel corso della sua storia ben 12 premi Nobel: la qualità non è associata per forza all'élitismo. Nella storia di Cuny c'è un fiore all'occhiello che la distingue dal club privato dell'Ivy League: fondata nel 1847 come City College of New York, questa università negli anni Trenta spalancò le sue porte all'intellighenzia ebraica newyorchese che era ancora discriminata nelle università "Wasp" (white, anglo-saxon, protestant). La scelta "di classe" di Krugman è anche legata ai contenuti dei suoi studi. Lo scrive sul suo blog: «Il mio lavoro si sta concentrando sempre più sui problemi della diseguaglianza di reddito». Uno dei centri d'eccellenza per gli studi delle diseguaglianze è proprio a Cuny, nel settore postlaurea (dove cioè si formano studenti che seguono i master o i PhD., dottorati di ricerca), in un dipartimento specializzato che si chiama Luxembourg Income Study. UNIVERSITA DI PRINCETON Una università di massa, istituzione democratica e progressista, è il luogo ideale per portare avanti la ricerca su questo tema che Krugman propone spesso nei suoi editoriali: l'attuale Slow Economy, la ripresa debole degli Stati Uniti, è frenata dal modello diseguale che concentra troppe risorse in una ristretta oligarchia, e lesina il potere d'acquisto nella maggioranza della popolazione. Fustigatore implacabile dell'austerity europea, che condanna senza attenuanti, Krugman accetta però un po' di austerity nel proprio stipendio personale: Cuny non può pagare i suoi docenti come Princeton.

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