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Oltre il giardino

Alberto Statera – Primo piano – La Repubblica

Evazione fiscale: non si risolve nulla andando alla guerra armati di bon ton.

Il nuovo capo dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, con il suo profilo da buona madre di famiglia, simboleggia un po' il nuovo corso del fisco che Matteo Renzi cerca di accreditare. Non più un (presunto) Dracula assetato di sangue asserragliato sui Carpazi, ma un ' fisco amico' capace di bon ton, che non usa il bazooka ma la moral suasion. Strategia forse elettoralmente seducente. Ma alquanto impropria, se non è solo una malizia di comunicazione politica, nel paese che è lo zimbello internazionale per il livello dell'evasione fiscale e l'inefficienza di una macchina erariale da sempre avviluppata in un groppo di leggi assurde, di procedure demenziali e di corruzione. Una macchina che si confronta sul campo con un'armata nemica di milioni di evasori determinati e ben addestrati nell'uso di tutte le armi che hanno a disposizione e che prosperano assolutamente indenni. Viene quasi a noia ogni volta che si parla di fisco dover rimettere in fila i numeri di un disastro che ha condotto e mantiene l'Italia in una crisi di cui nessuno intravede l'esito.

Ma è bene che chi giustamente si lagna, a cominciare dai lavoratori dipendenti e dai pensionati che non possono sfuggire e contribuiscono per l'83,5 per cento al finanziamento dello Stato (mentre percepiscono un reddito del 20% sul totale complessivo ndr.), sappia a chi devono un livello di prelievo spesso vessatorio.

Evasione totale: 90 miliardi, secondo i dati ufficiali e 180 secondo le stime più realistiche, per il 56 per cento dovuta agli autonomi.

Media dei redditi dichiarati: circa 15 mila euro i ristoratori, 16 mila i macellai e 17 mila i gioiellieri. (meno dei lavoratori dipendenti impiegati nelle stesse aziende ndr.)

Se non vi basta, non vi resta che stupire di fronte ai dati sui possessori di aerei privati resi noti dall''Espresso' e che da noi riferiti in questa rubrica ci hanno procurato decine di e-mail incredule: dei 1.776 immatricolati, 386 risultano intestati a nullatenenti, 1.322 a contribuenti con redditi bassi e medi, soltanto 68 a chi guadagna più di un milione e probabilmente nessuno a quei circa 3.300 italiani con una ricchezza di oltre 50 milioni di euro. Il bello è che quando il fisco prova a mettere le mani su qualche miliardo viene respinto con perdite: chi fa ricorso quasi sempre vince e chi perde non paga, tanto che ci sono 800 miliardi che nessuno è mai riuscito - né mai riuscirà - a recuperare. In questa prateria di illegalità istituzionale incede ora il 'buonismo fiscale' renziano, certificato, almeno a parole, nelle circolari: 'La condivisione da parte dei cittadini della strategia fiscale - dice una delle ultime - è l'unica strada percorribile per un recupero. dell'evasione'. Ma Rossella Orlandi, considerata un'ottima public servant, deve sapere assai bene che gli evasori non hanno nessuna intenzione di offrire spontaneamente il collo a una ghigliottina spuntata perché rischiano niente e che per lei sarà verosimilmente impossibile recuperare 9 miliardi in più di tasse entro il 2017.

 Nel carnaio delle prigioni italiane soggiornano 156 detenuti per reati finanziari (nessuno per la semplice evasione fiscale) contro i 4.969 della Francia. E' lo 0,4 per cento della nostra popolazione carceraria, contro il 39,5 dei detenuti per droga, ma soprattutto contro il 4,1 di detenuti per reati finanziari della media europea e - paradosso dei paradossi - il 23 per cento del principato di Monaco e il 38,6 del Liechtenstein. L'Italia è quindi più paradiso dei tradizionali paradisi fiscali europei. Altro che 'fisco amico', quel che ci occorre è un fisco severo ma giusto.

 

 

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