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Vi racconto come la vita ancora mi stupisce e mi conforta
Dalle lettere di Natalia Aspesi – Il venerdì di repubblica
La vita mi stupisce perché riesce a darmi quello che chiedo, ma non nei modi, nei tempi, nei contenuti che chiedo, bensì in altri del tutto imprevisti che infine si rivelano validi se non di più. Quando mi sono iscritta alla facoltà di lettere, immaginavo che una volta laureata, avrei fatto la giornalista. Ma poi, per una serie si circostanze familiari mi sono presto ritrovata a fare l’insegnante: ed è stata la cosa più bella della mia vita, un’avventura senza rete, mai ripetitiva, una responsabilità grande, un rimettersi in gioco quotidiano per meritare l’ascolto, il rispetto, a volte la confidenza dei miei alunni. Ecco, se avessi continuato a rimpiangere il lavoro che avevo sognato, non avrei potuto raccogliere le opportunità dal lavoro che effettivamente facevo. Non avrei potuto lasciarmi coinvolgere al punto di trovarvi una parte non piccola della mia piena realizzazione. Questo lo capisco sempre meglio col passare degli anni e me ne viene conforto e appagamento. Così se oggi penso alla mancata realizzazione dei miei progetti sentimentali e di maternità, non posso non vedere che la mia condizione di percorso sola mi ha dato l’occasione, la libertà, la fantasia di vivere, sia pure a tratti, la vita di tante persone, amici, vicini di casa e di quartiere, compagni di palestra e di volontariato, persone che conosco solo di vista. Mi piace parlare con tutti, ora che da pensionata posso disporre del mio tempo.
~E più di una volta mi è capitato di sentirmi raccontare delle storie che mi hanno convinto a sciogliere quella melanconia che a volte mi prende, quando mi chiudo in me stessa. Come non stupirsi? Come non trovare conforto? Certo dipende da noi, dalla nostra capacità di cogliere il lato positivo delle cose, dalla voglia di dare un senso ad ogni fase della nostra vita.
Lettera firmata Firenze
Risposta di Natalia Aspesi
Io non ho frequentato l’università, non avevo mai immaginato di diventare giornalista, né l’ho desiderato, invece per caso e per l’aiuto di qualche amico mi sono trovata a scrivere a scoprire questa passione che mi ha tanto aiutato a volermi più bene e superare i momenti drammatici della mia vita. In questo ci assomigliamo, Da due anni sono sola e solo il lavoro mi ha aiutato ad accettarlo. Molti mi chiedono stupefatti, ”ma lei lavora ancora?” . Vorrei rispondere sì, ma stò zitta, chiedendomi io stessa come mai ho avuto questa fortuna. Se le ho chiesto in che modo ancora la vita la stupisce e la conforta, era perché volevo sapere quale strada avesse lei intrapreso, per far rifletter i lettori e le lettrici e i lettori che a una certa età si sentono perduti, soprattutto se restano soli. Eppure anche restare soli può regalare una vita piena, come a lei e come a me.
