VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
/http%3A%2F%2Fwww.forexinfo.it%2FIMG%2Farton20708.jpg)
De Rita: "Mio figlio direttore? Curriculum adeguato"
Sebastiano Messina - La Repubblica
Confesso di aver sempre preso con le pinze le analisi del Censis, che ogni anno ci raccontano come siamo fatti. Sospettavo fosero un po’ romanzate, ecco.
Ieri ho dovuto ammettere che mi sbagliavo, ci prendonoin pieno. Perché mentre il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, ci spiegava con dotte citazioni con dotte citazioni latine come gli italiani siano convinti che per farcela “bisogna venire dalla famiglia giusta “,accanto alui sedeva la conferma vivente di questa teoria: il figlio Giorgio, che pur essendo un ingegnere aeronautico era stato appena nominato segretario e direttore generale del medesimo Censis. Non una ma due poltrone per il De Rita bis. Quella di segretario l’ha ereditata dal celebre papà, quella di direttore generale era stata occupata per vent’anni da un uranista. Senza figli dobbiamo presumere.
ROSARIA AMATO – La Repubblica
ROMA . Il nuovo segretario e direttore generale del Censis si chiama Giorgio De Rita. E sì, non è un'omonimia: il ruolo di segretario generale è stato ricoperto da suo padre, Giuseppe De Rita, presidente e tra i fondatori del Censis, dal 1974, mentre la delega a direttore generale è stata conferita per 20 anni a Giuseppe Roma, che si è dimesso a novembre. A quel punto il Consiglio direttivo ha nominato Giorgio De Rita segretario generale con delega alla direzione. Del cambio al vertice non si è parlato fino a ieri (anche se l'istituto ne aveva dato notizia con uno stringato comunicato) quando è stato presentato il 48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, il fiore all'occhiello del Censis. Una giornalista al termine della conferenza al Cnel ha sollevato la questione di un potenziale conflitto d'interessi, e De Rita padre si è indignato: «Non c'è alcun conflitto di interessi, mio figlio ha il curriculum adeguato. È stato amministratore delegato di Nomisma che è una grande società di ricerca, è stato direttore generale della società che si occupa di digitalizzazione dello Stato ed è una persona per bene. A nominarlo è stato il cda, formato da 15 grandi aziende come Telecom e Banca Intesa, quindi non è una nomina fatta in famiglia». Tutto vero, naturalmente: Giorgio De Rita, classe 1962, sposato, tre figli, pur essendo un ingegnere aeronautico ha seguito le orme paterne già subito dopo la laurea: il suo primo incarico professionale è stato come ricercatore presso Nova, una società indipendente di ricerche economiche e sociali.
Ma era proprio la persona più adatta a ricoprire quel ruolo? Anche all'interno del Censis, non c'erano professionalità più adatte? De Rita padre assicura di no: «Giorgio ha fatto un'ottima carriera, dove trovavo un altro con il suo curriculum? Dovevo chiamare una società di cacciatori di teste per farmi portare uno che non ha quel tipo di esperienza?». Del resto il Censis non è tenuto a bandire concorsi pubblici, ribadiscono fonti dell'istituto, essendo una fondazione privata. Certo, qualcuno potrebbe osservare che la vicenda sembra confermare quello che il 29% degli italiani pensa, proprio secondo il rapporto presentato ieri dal Censis, e cioè che per avere successo nella vita servano le conoscenze giuste. Il 29% sembra anzi una percentuale bassa rispetto ad altre indagini del genere: secondo una ricerca Istat di qualche anno fa «circa il 55% dei giovani trova la prima occupazione attraverso le segnalazioni di parenti e amici».
/http%3A%2F%2Fwww.salottoprecario.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2012%2F03%2F17_41_are_f1_776_medium.jpg)