VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

Hedge Founds (hedge: recintare ,oscurare) fondi speculativi , per definizione, ad alto rischio, caratterizzati da alte soglie di ingresso, dalla facoltà da loro concessa per legge di utilizzare una leva molto lunga, e da una politica molto aggressiva.
Leva finanziaria indica il rapporto tra capitale netto disponibile e la capacità di indebitamento della quale il fondo o l’istituto bancario può avvalersi nel concedere l’attività di credito. Il fondo ha il fine dichiarato di dare la scalata ad una società azionaria: ottiene il prestito da una banca, e da in garanzia ciò che acquisterà con il prestito. Normalmente il fondo, in accordo preventivo con alcuni dirigenti della società (a cui vengono dati in opzione delle azioni della società che sarà loro consentito di vendere in futuro quando il titolo sarà aumentato di valore) versano sul mercato una montagna di titolo della società che ha in animo di acquistare in modo da metterla in crisi per ribasso di valore delle azioni e procedere alla ristrutturazione. Sarà la sua abilità e spregiudicatezza a far fruttare il bene acquistato. Normalmente smembrando il complesso produttivo in varie parti, licenziando molte persone, e rivendendo una parte di esse dopo pesanti ristrutturazioni. Questi fondi pongono delle soglie di ingresso di 500.000 euro come quota minima e svolgono una attività molto aggressiva e promettono alti rendimenti dal 10 al 20%. Se andiamo a vedere la realtà questi fondi rischiano con i soldi degli altri. Si instaura, si diffonde una pratica nuova rispetto al passato. Il venir meno della propensione al risparmio ( soprattutto nelle società anglosassoni) che viene sostituita dall’indebitarsi delle persone. Questa dissociazione tra impegno del denaro e rischio connesso porta a far nascere la professione del gestore dei soldi degli altri. Galbraith affermava che “l’euforia finanziaria è quel fenomeno economico per cui gli imbecilli si separano dal loro denaro”. Tutti vogliono guadagnare molto e subito per cui questo interesse personale porta alle bolle speculative che scoppiano quando chi, per ultimo, ha in mano il cerino del debito vuol farsi pagare e scopre che dietro i pezzi di carta non esiste alcuna ricchezza, ma solo della carta straccia. Riportiamo l’esempio della bolla immobiliare scoppiata negli USA. La banca presta una certa somma a una persona anche se sa già in anticipo che non riuscirà a onorare il prestito. Per invogliarlo gli concederà un contratto su misura nel quale per i primi anni gli interessi e la rata di restituzione è modesta. Essa consegue un vantaggio immediato (commissioni, interessi e ratei incassati), accende una ipoteca sulla casa (quando c’è, perché spesso l’immobile deve ancora essere costruito, l’acquisto è solo sulla carta – è il costruttore a dare la garanzia reale).La banca si disfa della ipoteca (e del rischio del prestito) affettandola, nascondendola e impacchettandola assieme ad altro genere di titoli in nuovi titoli di cui si disfa collocandoli subito sul mercato a piene mani attraverso i suoi uffici ed operatori. Il rischio viene così trasferito sugli ignari sottoscrittori e clienti che non sanno nemmeno cosa ci stia dietro quei documenti, lo verranno a sapere in seguito, allo scoppiare della bolla, molto dopo (vedi caso Cirio e Parmalat in Italia). Questa tecnica, attuata a partire dal 1983, si chiama ABS (Assisted Backed Securities) in cui si affiancheranno i CDO (un credito che ha un debito come collaterale) E’ possibile ripeterla all’infinito attraverso l’impacchettamento del prodotto precedente. E’ una tecnica che consente di avere prestiti e fondi senza passare per le banche. Indebitarsi diventa facile: lo può fare chi ha un capitale, il fondo che vuole scalare una società un’azienda, una famiglia o una persona che vuole concedersi un elevato tenore di vita, l’impresa senza scrupoli con le banche consapevoli. Questo è il volto seducente del neoliberismo.
ABS o impacchettamento tecnica con la quale un titolo di dubbia agibilità viene mescolato con altri tioli più appetibili e sicuri, così da diluire il rischio del primo e consentire la circolazione senza farlo riconoscere.
CDS (Credit Default Sweeps) E’ una forma di assicurazione con il quale l’ente che eroga il prestito o un mutuo si protegge contro l’eventuale insolvenza del suo debitore. L’assicuratore riscuote un premio periodico proporzionale al grado di insolvenza della salute economica del debitore. Semplice e ingegnoso, ma l’ingegnosità umana quando sente odore di guadagno o di speculazione è senza limiti. L’assicuratore ha in mano la salute finanziaria del debitore; se questa peggiora, aumenta il premio di assicurazione. L’ideale è aggravare la salute finanziaria del debitore e ha gli strumenti per farlo. E’ infatti una società finanziaria che dispone di grossi fondi: basta solo versare sul mercato una grossa quantità di azioni della società esposta e far nascere il sospetto che navighi in cattive acque (la società è la stessa e la sua capacità produttiva non è cambiata: è il gioco finanziario che la farà cadere). La banca erogatoria è assicurata dal rischio e non va per il sottile nel concedere ulteriori prestiti. La società assicuratrice ricorre alla dispersione del rischio e fa circolare la polizza impacchettandola e la fa diventare un nuovo titolo. Se la società che è stata finanziata traballa, il premio aumenterà e la polizza diventa più appetibile e così si innesca un altro circuito folle . Solo che a un certo punto ci sarà il fallimento e chi ha in mano la polizza, trasformata in un altro titolo, si troverà con un pugno di mosche in mano e altri avranno guadagnato.
Dalla montagna dei CDS le banche ne hanno collocati il 43%, gli hedge funds il 31%, le compagnie di assicurazioni il 17%, le briciole altri soggetti. Oggi, dopo che la giostra non gira più perché si è mancata la corrente, si contano i morti distribuiti in mezzo pianeta. Il loro volume, secondo stime, non si hanno dati certi, ammonterebbe a circa 65.000 miliardi di dollari, più o meno il PIL mondiale. Non vi sembra la fine dell’apprendista stregone, che inventa qualcosa di attraente, ci gioca , si esalta, l’ordigno gli sfugge di mano e deflagra.
Contratti a termine: abbiamo visto l’impacchettamento, ovvero come ti nascondo il rischio; il CDS: come ti tolgo il pensiero (si stacca dal rischio); gli hedge funds: che grullo che sei a non approfittarne anche tu; ora passiamo ad esaminare una trovata subdola “ come giocare a calcio senza pallone". Con questo sistema il titolo viene smaterializzato, non si trasferisce alcun bene reale, questo lo si stabilisce a priori, tra una persona ribassista e un'altra rialzista. Se il titolo della società trattato è salito di mille rispetto alla data del contatto, il ribassista verserà al rialzista 1000. Viceversa se si è verificato il caso opposto. Che c’è di male? Nulla salvo che il titolo della società trattato può essere sballottato come un fuscello. Le società che operano sono società finanziarie che hanno a disposizione milioni di dollari, se non sono sufficienti ricorrono ai prestiti delle banche per continuare il gioco. Con la massa di capitali che si muove nel mondo non è affatto difficile influenzare il corso delle azioni. Ripetiamo: la società è sempre quella , ma il traffico della finanza la fa diventare una barchetta nella tempesta.
Derivati: titoli il cui valore è basato sul valore contingente di altri beni di qualsiasi genere (dalle materie prime, ai prodotti agricoli, ma anche sulle previsioni del tempo ecc). Sono la madre di tutti i titoli finanziari : si valuta che nelle banche e negli istituti finanziari ci siano dai 600 a oltre 700 trilioni di dollari, cioè da 10 ,qualcuno afferma, a 14 volte il PIL di tutte le economie di tutti i paesi. All'inizio questi titoli erano dei contratti assicurativi per lo scambio di merci, ma oggi sono contratti esclusivamnte speculativi sui sistemi di debito e credito: nel 98% dei casi non prevedono alcun acqisti di nessun bene (come giocare a pallone senza pallone) Ora in Italia la bufera è diventata evidente con il coinvolgimento del Monte dei Paschi di Siena. Ma questo caso non riguarda solo la banca suddetta. Per fare operazioni del genere vuol dire che: 1) il presidente Mussari giocava da tempo con questi titoli, 2) lui era il rappresentante rieletto di tutte le banche italiane, quindi le altre banche erano a conoscenza della questione di questo tipo di titoli 3) le operazione di nascondere e contraffare i bilanci è avvenuto con la connivenza di qualche banca mondiale (UBS, Morgan Stanley, Deutch Bank, Bank of America ecc. ecc.) che ha gestito (consapevole della situazione di deficit o buco) l’operazione, cosciente di frodare, ricavandone subito un guadagno netto (un commissione di qualche milione di euro per il piano architettato) con il servizio di redistribuire i titoli sul mercato e riversare il rischio sugli ignari sottoscrittori che hanno sottocritto i titoli e si sono trovati in mano la carta straccia. Non a caso abbiamo avuto notizia dei patteggiamenti delle grandi banche nel caso della Parmalat, sopra nominate, per decine di milioni di euro, non perchè abbiano fatto quei contratti (é avvenuto tutto secondo legge),ma perché è stata dimostrata la loro mala fede e i loro raggiri truffaldini (esempio della condanna delle grandi banche per i derivati venduti al comune di Milano). La società si difende se un ubriaco ammazza una o più persone: gli ritira la patente, non lo fa guidare e anche lo mette in galera. Perchè non avviene lo stesso per questi criminali in guanti bianchi che buttano sul lastrico e bruciano i risparmi di milioni di persone? Non a caso poi il nuovo presidente nominato delle banche italiane afferma: "lontane le banche dalla politica" come se gli esponenti del governo fossero i principali responsabili. Ma è una classe politica italiana, governo, confindustria (che proposte ha fatto nell’ambito economico per far fronte alla crisi ?– ha saputo solo delocalizzare e scendere sullo stesso piano dei cinesi (costi bassi della manodopera delocalizzando - dove sono gli impegni e gli investimenti di tecnologia e settori produttivi innovativi?) università, professionisti ecc] che ha fatto acqua nella sua maggioranza. LA VICENDA del Monte dei Paschi si può così riassumere: la banca senese ha messo in pratica un modello di affari identico a quello delle maggiori banche europee. È un modello dissennato, che è all’origine della crisi economica in corso dal 2007 e ha portato al dissesto decine di banche in quasi tutti i paesi. Mps ha potuto applicarlo fino a ieri perché una seria riforma della finanza Ue non ha compiuto finora alcun passo avanti.
Ma parlare dei guai di Mps non dovrebbe condurre a ignorare, come sta accadendo, che all’origine di essi vi sono le storture dell’intero sistema finanziario europeo.
Un posto di riguardo in esso occupa il sistema bancario ombra. È formato da enti finanziari che non sono banche ma operano come banche: prestano denaro, emettono titoli e li negoziano, accolgono depositi. Si tratta di fondi monetari, fondi speculativi, veicoli di investimento speciale o strutturato (Siv). Nel 2007 gli attivi del sistema ombra europeo valevano circa 20 trilioni di euro, più o meno quanto gli attivi in bilancio. Stando a un recente rapporto del Financial Stability Board, nel 2011 essi erano saliti a 25 trilioni. Come si legge in un rapporto presentato al Congresso Usa fin dal giugno 2008, il carattere che giustifica l’espressione “sistema ombra” è l’assenza di regolazione e di sorveglianza.
Quando Mps acquistò anni fa da un Siv della Dresdner Bank un derivato per 400 milioni non fece altro che avvalersi del sistema bancario ombra per finanziarsi. Si dirà: ma li ha pur presi da una banca. Errore: un Siv è creato da una banca come una società di scopo giuridicamente autonoma. In quasi tutti i casi non ha una sede fisica né personale; però ha facoltà di trasformare i crediti della banca sponsor in titoli negoziabili, pagandoli con il ricavato di titoli a breve termine che esso emette. È il processo chiamato da noi cartolarizzazione. Tra il 2000 e il 2008, tramite i loro veicoli – che possono essere decine per ciascuna banca - le banche europee hanno effettuato un volume di cartolarizzazioni pari a 3,7 trilioni di euro. Italia e Germania effettuano ciascuna circa il 10 per cento delle transazioni, corrispondenti a 347 miliardi di euro per la prima, 326 per la seconda. Il tutto all’ombra, cioè al di fuori della portata dei regolatori e dei sorveglianti.
