VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
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Il discorso di Obama, la protesta nelle "banlieue francesi. L `emarginazione e la disuguaglianza sono diventate un`emergenza per le società occidentali.
Così le differenze sociali mettono a rischio la democrazia
SILLABARIO: inégalité Zygmunt Bauman
Il mondo si è ulteriormente polarizzato. Da una parte abbiamo una nuova élite che agisce a piacimento in luoghi sempre più remoti. Il resto del mondo, invece, erige barriere sempre più alte per difendere i propri territori. Alcune di queste sono addirittura visibili: basti pensare al filo spinato che circonda le strutture di accoglienza dei richiedenti l’asilo, altr sono invisibile, ma non meno tangibili, come quelle disseminate attorno ai ghetti urbani ed a aree disagiate come le favelas di Rio o il Sud Italia. Qui vivono persone a cui mancano o sono negate le risorse e la cui esistenza personale, di conseguenza, risente pesantemente dei problemi comuni. Questa nuova stratificazione sociale viene resa ancora più opprimente dallo smantellamento progressivo delle difese e autodifese di tipo politico a favore delle classi più povere, difese costruite faticosamente durante la storia moderna contro le disuguaglianze opprimenti.
Vi è una soglia di diseguaglianza superata la quale le società allontanano le persone tra loro in maniera distruttiva, ne mortificano la dignità, e così negano il loro stesso fondamento che le vuole costituite da "liberi ed eguali"? Evidentemente sì, visto che Barack Obama, abbandonando i passati silenzi, è intervenuto su questo tema, sottolineando che diseguaglianze nei diritti, nel rispetto della razza, nel reddito mettono in pericolo coesione sociale e democrazia. La denuncia riflette preoccupazioni che hanno messo in evidenza come le diseguaglianze siano pure fonte di inefficienza economica.
E all`opera una sorta di contro modernità, che contagia un numero crescente di paesi, e vuole cancellare l`"invenzione dell`eguaglianza". Proprio questo era avvenuto alla fine del Settecento, quando le dichiarazioni dei diritti fecero dell`eguaglianza un principio fondativo dell`ordine giuridico, e non più soltanto un obiettivo da perseguire all`interno di un ordine sociale che trovava nella natura la fonte della solidarietà, affidata ai doveri della ricchezza, alla carità, a un ordine gerarchico intessuto di relazioni spontanee tra superiori e inferiori. Questo disegno armonico si era rivelato incapace di reggere il peso delle diseguaglianze, e da qui è nata la rivoluzione dell`eguaglianza, che ha abbattuto la società degli status, e dato vita al soggetto libero ed eguale. Da generico dovere morale la lotta alle diseguaglianze diveniva compito pubblico. Passaggio colto con l`abituale nettezza da Montesquieu: «fare l`elemosina a un uomo nudo, per strada, non esaurisce gli obblighi dello Stato, che deve assicurare a tutti cittadini la sopravvivenza, il nutrimento, un vestire dignitoso, e un modo di vivere che non contrasti con la sua salute».
Erano venuti i tempi di quella che Pierre Rosanvallon ha chiamato "l`eguaglianza felice". Non perché una magia avesse cancellato le diseguaglianze. Ma perché un cammino era traccialo, e l`eguaglianza non era solo una promessa, ma un compito al quale lo Stato non poteva sottrarsi (continua a dircelo l`art. 3 della Costituzione). Questo cammino è stato interrotto, per ragioni diverse. La crisi fiscale dello Stato, con una riduzione delle risorse disponibili per il welfare accentuata nell`ultima fase. La teorizzazione di una eguaglianza sempre più legata alle sole opportunità di partenza e non ai risultati, quasi che diritti come salute e istruzione possano essere svuotati del loro esito concreto. Sullo sfondo, le tragedie del Novecento, con la separazione della libertà da una eguaglianza imposta anche con una violenza che spingeva a rifiutare, insieme all`egualitarisno, forzato, l`eguaglianza stessa. E soprattutto il ritorno del mercato come legge naturale indifferente all`universalismo.
DOVERE: La rivoluzione del Settecento ha trasformato l`aiuto ai più poveri da carità privata a dovere pubblico.
EGOISMO Siamo tornati ai vecchi egoismi, allo sfruttamento, ai violenti meccanismi di esclusione, alla chiusura nei ghetti
E così il mondo si è fatto sempre più diseguale. Negli anni `80 Peter Glotz parlò di una società dei due terzi, dove la maggioranza degli abbienti, raggiunto il benessere, abbandonava gli altri al loro destino. Oggi le cifre sono più drammatiche, i meccanismi di esclusione più profondi. Lo slogan estremo-"siamo il 99% "-è stato reso popolare dal movimento Occupy Wall Street e, al di là dell`esattezza della percentuale, fotografa una tendenza al concentrarsi della ricchezza nelle mani di una quota sempre più ristretta di persone
(le stime parlano di un 10% della popolazione che possiede tra 50% e l’85% della ricchezza). Una concentrazione che si è rafforzata nell`ultima fase, e che testimonia una spettacolare inversione di tendenza. Infatti, nel 1913 in Francia l`1% possedeva il 53% della ricchezza, quota scesa al 20% nel 1994; in Svezia, la discesa era stata dal 46% del 1900 al 23% del 1980; negli Stati Uniti, il 10% possedeva il 50% prima della crisi del 1929 e il 35% nel 1980.
Dalla società dell`eguaglianza, che parlava di pieno impiego e di fine delle povertà materiali, si è così passati ad una società della diseguaglianza, dove distanze abissali dividono le persone, come hanno messo in evidenza i dati riguardanti il rapporto tra i redditi dei nostri manager e quelli dei dipendenti (in testa Marchionne con un rapporto 1 a 460). Il mondo solidale si perde nella frammentazione e negli egoismi. Gli effetti si manifestano con il ritorno della povertà, la riduzione dei diritti sociali, la trasformazione del lavoro in precariato o sfruttamento, la violenza dei meccanismi di esclusione e di rifiuto dell`altro, la chiusura nei ghetti. Le diseguaglianze stravolgono la vita delle persone, le condannano al grado zero dell`esistenza, anzi a quella "infelicità" che Wilkinson e Pickett hanno cercato di misurare con indici concreti. Così la diseguaglianza si scompone, va oltre la distanza economica, si alimenta con le tensioni legate alla razza, con le politiche del disgusto per il "diverso", con le diseguaglianze digitali. E regredisce a cittadinanza censitaria, perché i diritti non sono garantiti dall`eguaglianza, ma dalle risorse per comprarli sul mercato.
Nel mondo diseguale emergono soggetti che incarnano la nuova condizione. La classe precaria, alla quale Guy Standing vorrebbe affidare l`intero compito del rinnovamento. O i migranti, più ragionevolmente ricordati da Gaetano Azzariti come la realtà che meglio descrive la società globale e diseguale. Proprio perché tanto grandi sono gli effetti distruttivi delle diseguaglianze, torna così il bisogno di ripensare l`eguaglianza, quella "società degli eguali" alla quale è dedicato il bel libro di Rosanvallon, che indica di nuovo la via dell`eguaglianza perché la stessa democrazia possa tornare ad essere, o divenire, "integrale".

I LIBRI
Jean-Jacques Rouseau: Origine della disuguaglianza, Feltrinelli 2001
Ulrich Beck: Disuguaglianza senza confini. Laterza 2011
Joseph Stiglitz: Il prezzo della disuguaglianza. Einaudi 2013
Lucino Gallino: Globalizzazione e disuguaglianza.Laterza 2007
Bertrand Russel: Autorità e individuo. Tea 2010
Norbrto Bobbio : Eguaglianza e libertà. Einaudi 2008 - Destra e sinistra.Donzelli 2009
Ralf Darendorf: quadrare il cerchio. Laterza 2008
Adam Smith: Teoria dei sentimenti Morali. Bur 1955
Alain Tourain: Eguaglianza e diversità- Laterza 1997
K. Pickett R.G. Wilkinson: La misura dell'anima. Felrinelli 2009
Robert A. Dahl: sulla democrazia. Laterza 2006
Ronald Dworkin: virtù sovrana.Feltrinelli 2002
Michael Walzer: sfere di giustizia. Laterza 2008
Eric J. Hobsbawn: L'uguaglianza sconfitta. Datanews 2008
Vittorio E. Parsi: la fine dell'uguaglianza. Mondadori 2012
Riccardo Caporali: Uguaglianza. Il Mulino 2012
Benjamin Constant: Breve storia dell'uguaglianza.Ets 2013
Marco Zupi: Disuguaglianza in via di sviluppo. Carocci 2013
Amartya K. Sen: La disuguaglianza. Il Mulino 2010
Alexis de Toqueville: la democrazia in America. Utet 2007
Pierre Rosanvallon: la società dell'uguaglianza. Catelvecchi 2013