VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti
SANDRA BONZI - La Repubblica
Un lavoro molto amato. che con la crisi ha perso appeal, poi il salto verso gli spazi aperti.
Il buen ritiro: dal mondo della pubblicità alla pace dell'agriturismo
L'AGENZIA Ho iniziato con due grandi maestri come Sanna e Roberto Fiamenghi
LA NATURA Aglientu è un posto dove il cielo è così vicino da poterlo toccare "
IERI E OGGI In alto a sinistra Fabio Magri quando lavorava in pubblicità Nelle altre foto oggi ad Aglientu dove ha costruito un agriturismo e vive con i suoi amati animali
QUANDO lo incontro mi colpisce per quel mix di sicurezza e fragilità che trovo così seducente in un uomo. Un fascino che di solito si conquista a caro prezzo. «Mia madre è stata colpita molto giovane da una malattia incurabile che l'ha costretta a letto. Ho imparato a fotografare per lei, affinché potesse continuare ad assaporare il mondo». Nato a Milano nel 1962, Filippo Magri dietro l'aria zen nasconde un'anima scalpitante. «Sarà stata l'infanzia sul lago di Como», suggerisce. Fino alla fine delle medie vive in campagna, l'avventura è il suo quotidiano. Poi i genitori («Due persone fantastiche») decidono che l'adolescenza va fatta in città e si trasferiscono a Milano in via Sant'Eufemia. Filippo s'iscrive al classico, ma dopo il ginnasio la mamma si aggrava e lui fa il triennio in collegio, all'Istituto Filippin di Paderno del Grappa. «Sono stati anni belli, ho coltivato mille sport, dal parapendio al trekking e la vela, e ho stretto amicizie importanti». Finito il liceo rientra a Milano e s'iscrive a Giurisprudenza («Mio padre mi aveva fatto innamorare della giustizia»). Dà tutti gli esami, ma capisce che non sarà quella la sua vita. Fa l'assistente fotografo a Vogue e nel frattempo prova a entrare nel corso promosso dall'Assap, l'Associazione delle agenzie di pubblicità. «Negli anni Ottanta non esistevano scuole che preparassero ai mestieri della pubblicità. I posti erano sessanta e noi eravamo duemila». Riesce a entrare, studia da art director e inizia a lavorare. Nel 1989 è in Young&Rubicam; come stagista («Ho iniziato con due grandi maestri, Gavino Sanna e Roberto Fiamenghi ») e già nel 1990 vince l'Art Directors Club Award. Da lì è un vorticoso cambio di agenzie (va in Lintas, poi torna in Young&Rubicam;, poi in Ammirati Puri Lintas) e una veloce crescita professionale. «Cambiare era facile. In quegli anni era un vero privilegio poter lavorare in pubblicità. C'era un'energia e una vivacità intellettuale di cui ho nostalgia». Nel 1999 chiede l'aspettativa. Non gliela danno e allora (è pur sempre un ariete!) si licenzia: vuole fare la traversata atlantica. Parte con altri quattro a bordo di un Grand Soleil 45 e poi, «con il ricordo di stellate da togliere il fiato e di folli bagni in mezzo all'Oceano», ritorna a fare brainstorming e a ragionare di image- positioning-strategy prima in Leo Burnett e poi in D'Adda-Lorenzini-Vigorelli. Ma qualcosa s'è rotto. Quel lavoro così amato non è più lo stesso. La crisi lo sta cambiando e gli anni che passano risvegliano antichi bisogni. «Volevo recuperare quel rapporto con la natura della mia infanzia». Nel 2010 tratta una generosa buonuscita, vende il suo appartamento e acquista un terreno con due stazzi ad Aglientu, lì dove da piccolo passava le estati, «un luogo dove il cielo è così vicino da poterlo toccare». Si trasferisce con i suoi tre gatti e un'amatissima spinone e inizia la ristrutturazione. «Adesso i gatti sono dieci, così come i cani, più due cavalli e altrettanti asini e capre». Nel frattempo gli stazzi sono diventati il Magriturismo, un piccolo bed&breakfast; molto curato. Felice? «Sì, anche se le difficoltà sono grandi ». Torneresti indietro? «E gli animali dove li metto?».

