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VI INVITO A SCRIVERE COMMENTI, OPINIONI. CLICCA IN FONDO A DESTRA DEGLI ARTICOLI. Mi sembra utile istituire un collegamento tra vari Blog per favorire la circolazione delle idee, delle riflessioni che aiutino a capire e affrontare la realtà nei suoi molteplici aspetti (questo blogo si limitata a una riflessione sui diritti civili, sulla religione, sulla politica, sull'economia, qualcosa sulla cultura, ma non sono un tutologo). Lo scopo è ampliare la partecipazione delle persone, per una loro migliore convivenza nella vita quotidiana, un ampliamento della conoscenza, del senso civico, della democrazia , e della buona politica. Si vuole essere propositivi e si escludo atteggiamenti di semplice denuncia e rivendicazione. SEGNALATE, PER FAVORE, I BLOG CHE HANNO QUESTE CARATTERISTICHE. GRAZIE. In fondo a destra si troveranno i blog interessanti

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Uomo prima che artista

 LA COINCIDENZA è notevole. Dopo due anni di assenza dalle scene Tiziano Ferro riparte con un trionfale tour negli stadi, il debutto sarà il 20 giugno, allo stadio Olimpico di Torino, nello stesso giorno in cui parte Jovanotti dallo stadio di Ancona. Jovanotti poi sarà a San Siro mentre Tiziano sarà all’Olimpico di Roma per poi arrivare a San Siro a sua volta, nel mese di luglio. «A parte che andrebbe dato un premio ai nostri rispettivi organizzatori» dice ridendo Tiziano, «il vero guaio è che io volevo andarci alla prima di Lorenzo, e magari anche lui alla mia, chissà. In realtà non mi sembra un problema di pubblico perché i luoghi sono distanti, forse ci sarà un po’ di confusione mediatica. Ci sono abituato, ogni volta che faccio qualcosa di eclatante succede qualcosa d’altro nello stesso momento. Trovo che nella coincidenza ci sia un segnale molto bello. Due tour importanti e per la prima volta il pop italiano raddoppia e triplica le date. Questo mi fa pensare, i tempi sono cambiati. Se il disco è sceso d’importanza, di fronte a un evento irripetibile, non clonabile la gente capisce che è importante esserci. Se cinque anni fa mi avessero detto che avrei fatto un tour negli stadi, per di più raddoppiando la data di San Siro, non ci avrei mai creduto». C’è un’altra coincidenza. Il 21 giugno il Papa sarà a Torino, probabilmente sarà in città dal 20, il giorno del concerto… «Ci ho pensato, magari stiamo nello stesso hotel…

Scherzi a parte, quest’argomento è quello su cui sono stato sempre più reticente, come se vivessi la sfera spirituale in modo assolutamente privato. Quello che mi piace di questo Papa è che ogni tanto mi dà l’impressione di stare dalla stessa parte della barricata in cui mi trovo io, quindi a essere sincero ce lo vedrei bene al concerto, insomma mi piacerebbe invitarlo, anzi approfitto di quest’intervista per farlo ufficialmente. È assurdo, lo so, ma mi piacerebbe».

Se potesse parlargli avrebbe qualcosa da chiedergli, magari sulla questione dell’omosessualità? «Mi piacerebbe ma penso che la questione sia da vedere in modo più generale. Il problema è la difficoltà di sentirsi liberi di vivere nel proprio paese, riconosciuti e supportati, questo parte dall’impossibilità di sentirsi famiglia per persone che non hanno un contratto istituzionale, dalla non protezione di un certo lavoro intellettuale e anche quindi dall’essere omosessuali. La cosa che più mi fa male non è tanto che non si facciano grandi passi avanti ma che non ci sia la percezione che questi passi vadano fatti. La vera domanda che vorrei fargli è se secondo lui verrà mai il momento in cui tutti potremo sentirci liberi di essere quello che siamo».

Ormai è passato del tempo dalla sua dichiarazione. «Sono esattamente cinque anni… e due dischi».

Crede che il suo gesto sia servito, magari a incoraggiare altri ragazzi a vivere più serenamente e con più trasparenza la propria condizione? «Me lo auguro, di feedback ne ho avuti molti ma ci tengo a dire che non l’ho fatto per questo. La vera ragione era personale, era inevitabile per un solo motivo: il processo di accettazione di me stesso che mi avrebbe portato a stare meglio, doveva per forza passare attraverso una fase in cui la pace doveva esser mia in mezzo alle persone che amo, non più solo accettata o tollerata, ma condivisa, quindi bella. Sono partito da me stesso poi sono passato attraverso gli amici, la mia famiglia. La mia vita è migliorata del quattrocento per cento. Poi inevitabilmente è un passo che ho messo a disposizione di tutti, se è servito sono ancora più contento».

Dolce e Gabbana sono suoi amici.Non è rimasto sorpreso dalle loro dichiarazioni sulla fecondazione in vitro, definendo bambini sintetici i risultati di questa scelta? «Non pensavo che diventasse una bomba mediatica di questa portata. Inutile dire che non la penso così. Ho imparato a rispettare le opinioni di tutti, rispetto anche la loro. Se lanci un messaggio è anche perché hai bisogno di ascoltare quello che ti dicono le persone. A me la gente ha insegnato il valore della comprensione, del rispetto come massimo valore della dignità delle persone, al di là delle scelte sessuali o sentimentali. Loro sono amici, sono artisti che ammiro e rispetto ma spero che questo polverone insegni loro che oggi abbiamo bisogno di esempi positivi e non distruttivi». Torniamo agli stadi. È un’emozione che ha già vissuto.

Cosa si prova davanti a tanta gente? «Mi chiedono spesso com’è, è difficile spiegarlo, in realtà non capisco più niente, è uno stordimento… Il mio concerto sarà stancante, fisico, ma vorrei portare un po’ d’arte soprattutto a livello visivo. La scaletta, detto con onestà, è una bomba, ho preso tutti i singoli estratti dai miei album, quelli e solo quelli, senza digressioni, monologhi o distrazioni, molto suonato dal vivo, con meno sequenze ed elettronica».

LE DATE “Lo Stadio Tour” di Tiziano Ferro parte il 20 giugno da Torino. Sarà poi a Firenze (il 23), a Roma (26 e 27), a Bologna (1 luglio), a Milano (4 e 5) e infine a Verona (8)

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