Je l’ai vue ce matin. Enfin, après des nuits et des jours d’attente. Elle était aussi belle que lorsqu’elle est partie ce vendredi soir, aussi belle que lorsque j’en suis tombé éperdument amoureux il y a plus de 12 ans. Bien sûr je suis dévasté par le chagrin, je vous concède cette petite victoire, mais elle sera de courte durée. Je sais qu’elle nous accompagnera chaque jour et que nous nous retrouverons dans ce paradis des âmes libres auquel vous n’aurez jamais accès.
Nous sommes deux, mon fils et moi, mais nous sommes plus fort que toutes les armées du monde. Je n’ai d’ailleurs pas plus de temps à vous consacrer, je dois rejoindre Melvil qui se réveille de sa sieste. Il a 17 mois à peine, il va manger son goûter comme tous les jours, puis nous allons jouer comme tous les jours et toute sa vie ce petit garçon vous fera l’affront d’être heureux et libre. Car non, vous n’aurez pas sa haine non plus
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- E’ rimasto vedovo venerdì 13 novembre Antoine Leiris, giornalista francese. Ha perso la sua compagna Hélène, dopo 12 anni di unione. Ora dovrà affrontare la vita da solo, con un figlio di 17 mesi. Ha scritto un post su Facebook che ha fatto il giro del mondo. Eccolo tradotto:
- Non avrete il mio odio
- Venerdì sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della ma vita, la madre di mio figlio. Eppure non avrete il mio odio. Non so chi siate e non voglio saperlo, siete delle anime morte. Se questo Dio per il quale uccidete accecati ci ha fatto a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie avrà ferito il suo cuore.
- Non vi farò questo regalo di odiarvi. Voi lo volete, ma rispondere con l’odio alla rabbia sarebbe cedere alla stessa ignoranza di cui siete fatti. Volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con un occhio diffidente, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Perso. Il gioco è lo stesso e io sono lo stesso giocatore di prima.
- L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni di attesa. Era bella come venerdì sera prima di uscire, così bella come quando mi sono perdutamente innamorato di lei 12 anni fa. E’ sicuro: sono devastato dal dolore. Vi concedo questa piccola vittoria, ma durerà poco. Lo so che lei ci accompagnerà ogni giorno e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere a cui voi non avrete mai accesso.
- Noi siamo due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutte le armi del mondo. Non ho più tempo da dedicarvi ora, devo andare da Melvil che si risveglia dal pisolino. Ha solo 17 mesi, e mangerà il suo spuntino come tutti giorni, poi giocheremo come tutti i giorni e per tutta la durata della sua vita questo ragazzo vi farà l’affronto di essere felice e libero.
- Perché no, non avrete nemmeno il suo, di odio.
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Antoine Leiris: "Mio figlio mi guarda, sono obbligato a non odiare"
Sua moglie è stata uccisa al Bataclan. La sua lettera ai terroristi pubblicata su Facebook ("Non avrete il mio odio") ha commosso il mondo: "Voglio crescere Melvil come avrebbe fatto Helene: aprendogli gli occhi sul mondo, lontano dalla paura"
di JEAN LEYMARIE - La Repubblica
Su Facebook lei ha pubblicato una lettera ai terroristi in cui dice: non avrete il mio odio. Quando ha deciso di scriverla?
"Ho visto finalmente Helene lunedì mattina, rivederla mi ha fatto un bene che non potevo immaginare. Pensavo che era morta ma al tempo stesso sentivo che il nostro nido esiste ancora e che in qualche modo potremo continuare a vivere insieme. Ho preso nostro figlio Melvil che ha 17 mesi all'asilo, siamo tornati a casa per mangiare, mi sono messo al computer e le parole sono uscite da sole. Solo dopo ho scoperto cosa era diventato il mio messaggio. Quando Melvil è andato a dormire ho cominciato a ricevere decine di messaggi dal mondo intero e solo allora mi sono reso conto che quello che avevo scritto aveva toccato il cuore".
Parlando ai terroristi scrive: avete ucciso l'amore della mia vita ma non avrete mai il mio odio. Forse sono proprio queste parole che hanno colpito gli internauti.
"Mi sembrava la miglior risposta: non avranno mai quello che cercano, continuerò a vivere la mia vita, ad amare la musica, ad uscire. Non voglio che mio figlio cresca nell'odio, nella paura e nel risentimento. Gran parte di me è andata via con Helene quel giorno, quello che di resta di me è per Melvil, per lui sono obbligato a dimenticare odio, risentimento e collera. Se lui crescesse così diventerebbe quello che loro sono diventati: gente cieca, violenta che preferisce le scorciatoie al cammino più complesso della riflessione, della cultura. Gente che si rifiuta di vedere il mondo come è: magnifico".
Scrive agli assassini: questo bambino vi farà l'affronto di essere felice.
"Vi racconto un aneddoto. Chiunque vi parlerà di Helene vi racconterà che aveva uno sguardo immenso, occhi grandi che mangiavano letteralmente il volto. Melvil è nato con gli occhi già aperti. L'idea, quello che volevo trasmettere, è che lo aiuterò a tenerli aperti sulla cultura, libri, musica, arte e su tutto quello che fa vedere il mondo come un prisma, l'opposto di come lo vedono i terroristi. Voglio donargli questa apertura perché così avrebbe voluto, e in realtà ha già fatto, Helene: perché Melvil adora le storie e la musica. Continuerò a tenere gli occhi aperti per lui. Spero di dargli armi di carta, di penna, di note e non kalashnikov".
Dice: non sacrificherò la libertà alla sicurezza.
"Sì, non vorrei avere l'aria di essere un superuomo, non lo sono anche perché oggi dico questo, magari dopodomani dubiterò e anche io sarò tentato dall'odio, dalla paura. Helene era stata molto colpita dagli attentati di gennaio, è stata una delle persone che ho visto reagire con più compassione e umanità, per tutti. Penso che bisogna fare lo sforzo
di scegliere il cammino più lungo, complesso, duro. Quello della ragione, della riflessione e del perdono, quello di continuare a vivere. Magari domani avrò dubbi, e commetterò degli errori ma almeno avrò questo pensiero a guidarmi".
